Rispondi a: La questione fondamentale

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#16426

Galvan1224
Partecipante

Cara farfalla 5,

ci son giochi che simulano la guerra (e anche di peggiori), si tirano i dadi e un plotone di soldati vien distrutto dall’avversario.

Chi manovra il gioco, conoscendo le regole, non s’impressiona per questo, è tutta una finzione, finita una partita e risollevati da terra i perdenti al par dei vincenti, si ricomincia.

Ma i soldati, le figurine o le pedine che vengon fatti scontrare e muoiono, soffrendo per davvero, dicono di ignorare le regole.

Riportando le cose a noi, non è del tutto vero, molte regole son ben chiare, ad esempio quella che a ogni azione corrisponde una reazione, l’altra che illustra come dopo un’ascesa seguirà una caduta, l’altra ancora che evidenzia un andamento ciclico degli eventi.

Ce ne son altre e la storia può insegnare molto in merito.

I drammi e le gioie della società… anche se quest’ultime non compensano i primi non hai dimenticato di citarle, c’è qualcosa di buono nella vita dell’uomo, nelle sue relazioni.

Qualcosa per cui sarà valsa la pena vivere, anche se non tutti avranno questo atteggiamento o pensiero finale.

La risposta è già nella tua domanda, senza la tristezza non ci sarebbe la gioia, e così per ogni coppia d’opposti.

Ma se la questione è perché l’uomo possa essere così orribile (come evidenzia il video di Gabriel che hai postato) dentro e fuori di sé, allora la risposta non è così immediata, e andare a fondo potrebbe riservare qualche (sgradita) sorpresa.

Dipende da come si intende la vita umana: c’è il bene, i buoni da una parte e il male e cattivi dall’altra? O c’è un’unica coscienza umana e i suoi contenuti, le sue memorie d’ogni sorta… che anelano a trovar espressione?

Riguardo al sentire i venti di guerra, o che le cose stan peggiorando, mi par d’aver letto che i poliziotti che s’occupano di lotta alla pedofilia vengono scelti e formati con estrema cura, e dopo un po’ che han dovuto assorbire quel che di raccapricciante incontrano (soprattutto in rete) li si sposta d’incarico… che c’è un limite per ognuno.

Anche a causa della tua attività scansioni notizie d’ogni sorta ogni giorno e tutto si deposita nella memoria individuale, un po’ del tuo sentire dipende anche da questo.

Anni fa, quando non c’erano cellulari e internet, andavo in vacanza (io preferisco le piccole isole) per un paio di settimane e mi limitavo a qualche giornale e una sbirciatina ai titoli facendo le spese.
Quando tornavo mi meravigliavo di come mi sentissi leggero e pensavo dipendesse dal bel posto, dal mare.

Oggi è come ieri e domani non sarà troppo diverso, sfugge dal tempo e da ogni regola il respiro della vita.

Un caro saluto

Galvan