Rispondi a: La questione fondamentale

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#16428

Galvan1224
Partecipante

Buongiorno Xeno,

(scusa anche tu il ritardo), comprendo e in parte condivido le tue riflessioni sull’esistenza e vorrei proportene una sull’importante “senso dell’Esserci” e sulla concomitante o susseguente sensazione che a volte produce, quella di “esserci sempre stato”.

La semplice riflessione è questa: quel che descrivi accade nello stato di coscienza da sveglio, dove agisce il mistero della memoria, individuale e collettiva, ben lungi dall’essere svelato.

Come ho scritto all’inizio l’uomo è memoria, e la sensazione che ha di sé vien costruita pian piano con la crescita sino a un momento particolare, quando si cristallizza o prende forma qualcosa, comunemente chiamato “senso dell’io”.

Non credo (è il mio sentire) che si possa metter da parte la memoria , in alcun modo, ancor meno con un atto di volontà o seguendo un particolare percorso.
Ogni azione non può che provenire da quella, e ogni risultato la contiene, più o meno celata.

Tuttavia potrebbe accadere d’esser o ritrovarsi svegli (il corpo e i sensi) senza esserne assoggettati?
E si potrebbe descrivere un tale stato?

Un caro saluto
Galvan