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Galvan1224
Partecipante

Giorni fa pioveva e dovendo attraversare una pozzanghera ho cercato di bagnarmi il meno possibile le scarpe, tenendole sollevate e camminando, appunto, in punta di talloni.

L’espediente ha funzionato abbastanza, essendo il tacco qualche centimetro più alto del resto della suola, tuttavia il resto del percorso, sotto la pioggia, ha bagnato quel che avevo preservato poco prima.

Forse avrete capito che in modo umoristico, pur la storiella ha una sua morale, sto iniziando una riflessione su quanto ho letto nella nostra rivista.

Un utente, riferendosi alla propria esperienza, consiglia di camminare in un modo non usuale.
Dice, e non ho motivo di dubitare, che ne abbia tratto grandi benefici e che l’idea gli è venuta guardando al mondo animale.
Per quel che può valere la mia osservazione non mi pare che i primati tengano sollevati i talloni nel loro procedere o stazionare, ma non sono un esperto, potrei sbagliarmi.

Non è questo comunque il merito della mia riflessione, neppure il fatto, da confermare con l‘esperienza di altri che lo vogliano testare, se i declamati benefici in molti ambiti del funzionamento del corpo siano alla portata di ognuno.
Molte cose, in ogni campo, non danno i medesimi risultati a persone differenti.

Il merito è se esista qualcosa di importante, passato inosservato attraverso i millenni, che possa radicalmente trasformare la nostra vita, in primo luogo fisicamente, quasi invertendo lo scorrer del tempo.

Beninteso, non mi dispiacerebbe affatto veder ritornar il colore ai miei capelli bianchi (non ancora del tutto, comunque) e forse anche alla barba che tengo tagliata non piacendomi l’effetto sale-pepe.
In quanto alle prestazioni che abbisognano di un partner non ho commenti, ognuno ha le sue lecite priorità.

Mi chiedo quale sia il prezzo di tutto questo e soprattutto se sono in grado e lo voglia davvero pagare.
Così ho voluto testare il suggerimento per un quarto d’ora, non per averne benefici ma per sentire la sensazione che mi dava.
In questo mi basta poco, di ogni cosa.

Il risultato è che non fa per me, assolutamente.
Non importa cosa mi possa dare, il fatto è che non lo sento naturale, stride con l’armonia del camminare, dello stazionare e con molto altro.

M’è parso d’esser una capra, a puntar solo gli zoccoli e se a questo aggiungo di farlo per allungar e migliorar la vita la cosa mi ricorda qualcosa.. ma suppongo a me solo, che come sapete m’interesso di memoria.

Non ho la minima critica per chi decida di dedicarsi e gli auguro di ottenere quanto promesso.
In quanto a me m’ero già rassegnato ad invecchiare ed aver acciacchi; ne ho provati diversi e di diverso tipo di rimedi miracolosi.. quel tempo per me è passato, do retta solo a quello che il mio corpo cerca di suggerirmi.
Ma se fossi in pericolo di vita l’ospedale è poco distante da dove abito.

Camminando in punta di talloni non mi son bagnato, ma non si può fermar del tutto la pioggia, prima o poi ci bagneremo comunque.

Conta come si vive, e non ho solo aggettivi negativi per questo mondo.
Son d’accordo con Pasgal e la filosofia di questa rivista: noi creiamo il mondo in cui viviamo.

Mi pare un ottimo assunto, con i piedi ben piantati per terra.

Buonasera

Galvan