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#16485

Galvan1224
Partecipante

[quote1383742275=Richard]
[quote1383571183=Galvan1224]

Completare le due sequenze mettendoci le restanti lettere dell'alfabeto:

a,h,i,m …
b,c,d,e,f,g,l …

chiave:
Invero solo l'UOMO può raccogliere l'invito,
se scrive con il cuore
e guarda con il dito.

Galvan
[/quote1383571183]
Ciao Galvan
cosa sarebbe per te l'UOMO?
[/quote1383742275]

Buongiorno Richard, grazie della visita e della domanda, colgo l’occasione per rinnovarti la stima per come svolgi il tuo lavoro nella rivista.

Poiché hai quotato l’indovinello presumo che ad esso sia riferita la domanda, questa è la risposta: l’UOMO contiene la soluzione.
Vien indicato il guardare con il dito, la modalità usuale che non coglie le differenze, son solo sequenze di lettere.
Riferendosi al cuore si suggerisce di scrivere al suo modo (alto) non quello comune. Adesso non manca molto alla soluzione.

Nel caso invece tu quotassi l’indovinello per chiedere la mia opinione sull’uomo reale ecco l’altra risposta, naturalmente un po’ enigmatica visto il tono del topic.

A quasi tutte le persone piacciono i giochi, ce ne son migliaia, senza considerare le varianti. Molti si avvalgono di supporti esterni per far funzionare l’ingranaggio.
Quelli più comuni sono i dadi.

Si usano per la dama, il popolare giro dell’oca e per un gioco molto particolare, di cui forse parlerò in un futuro intervento: il backgammon.
Per il momento basti dire che si lancian due dadi e ottenuta la combinazione di un doppio si ha diritto a una doppia mossa, un grandissimo vantaggio.
La fortuna gioca un gran ruolo in tal gioco, ma da sola non garantisce la vittoria.

Ultimamente ho concluso l’ultima partita di una serie con una persona che mi è cara. Nella precedente serie, molto più lunga, son stato brutalmente stracciato, non c’era verso di prevalere.
Il vento ha soffiato costantemente solo dalla sua parte, per mesi.
Abilità e fortuna, impossibile tener testa.

In quest’ultima il vento ha girato invece dalla mia parte e i ruoli si son scambiati. Solo che avendo un’abilità in minor grado la fortuna ha dovuto sorreggermi maggiormente.

Tuttavia proprio nell’ultima partita, verso la fine mi son trovato in forte svantaggio, anche se sorretto dalla fortuna non sarei riuscito a prevalere.
Avevo già un bel bottino, avendo vinto due precedenti set.
Anche avessi perso questa sarei rimasto in vantaggio.

Ma nei giochi, come nella vita, ci son più livelli… par che sia solo un tirar di dadi e conseguenti mosse, ma chi le compie son due persone, una di fronte all’altra.
Cosa può significare per l’una o l’altra la vittoria? Molte cose.

E mentre si gioca ci si confronta con quella particolare sensazione che proviene dalle sfide.
Chi non ha provato disappunto dalla sconfitta o contentezza dall’opposto?
Si può provar dell'altro..?

Guardate il gioco… come interviene l’imponderabile, come da rimbalzi all’apparenza casuali si formi un doppio punteggio sui dadi… sentite a che sensazione corrisponde dentro di voi vederlo… riandate a come avete lanciato quei dadi.

Se accade non è più solo questione di prevalere… nel suo modo, con i numeri sui dadi, il gioco adesso parla con voi e (forse) avverte che l’avete capito.
Agisce un altro livello, non facile da raggiungere, ma neppure impossibile.
Un altro livello che intende manifestarsi.

Questa è la sequenza dei miei ultimi cinque lanci: doppio cinque; doppio sei; 4+3; doppio cinque; doppio sei… quante sono le probabilità?

Ovviamente ho stravinto e il mio gentile avversario non l’ha presa del tutto bene, una fortuna sfacciata del genere irriterebbe chiunque.
Sì, son stato contento della vittoria, un en plein micidiale.
Ma ancor più nel vedere quegli alti doppi a ripetizione; è stato come vivere per un po’ in un’altra dimensione dove l’impossibile si manifesta.

Son cose che accadono all’UOMO, connotandolo e distinguendolo.
Il perché è un mistero, come lo è lui.

PS- ho dell’altro da dire su questa riflessione, lo farò più avanti.

Un caro saluto

Galvan