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Galvan1224
Partecipante

[quote1384010762=Richard]
Un giorno tornando in albergo dalla spiaggia con la mia ragazza, vedo alcuni ospiti riuniti a fianco di un tavolino con un due calici, di cui uno contenente una pallina da ping pong. Incuriosito chiedo cosa stessero facendo e mi rispondono che non riuscivano a far saltare la pallina nel calice vuoto, usando una cannuccia dove soffiare.

Mi offrono la cannuccia, visualizzo la pallina che salta nel calice vuoto, soffio e completo l'opera al primo colpo! Anche io so essere misterioso :&D
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Più che misterioso sai essere simpatico, una ben più alta qualità.

Per quel che mi riguarda non cerco volutamente di esserlo, probabilmente deriva dall’approccio alle questioni.
Il mio è cauto e tiene in considerazione che di uno stesso fatto si possano avere diverse interpretazioni, al limite una per ogni persona.
Cerco il più possibile – non sempre si può – di non inserire elementi di divisione nel riportare la mia visione delle cose, lasciando un margine di interpretazione all’interlocutore, sollecitando la sua intuizione, il suo sapere o entrambi.
Lo scopo ultimo, se davvero c’è, è interagire .

Questo è un buon posto per farlo e un po’ mi meraviglio che non lo si faccia in maggior grado, con maggior partecipazione, viste le possibilità che la rivista offre.

Da parte mia mi son ritagliato uno spazio che mi corrisponde e là porto il mio modesto contributo a fronte dell’ospitalità con cui son stato accolto.

Tornando alla questione, non mi hai ancor detto se la tua domanda si riferiva all’indovinello, così che non potendo interpretare secondo il tuo pensiero anche quest’ultimo intervento risponderò alle due possibilità.

Nel caso dell’indovinello: avendolo risolto, per rispetto a chi l’ha ideato non ne divulgo la soluzione ma ho fornito un buon suggerimento.. poi dipende dall’interesse ..

Nel caso dell’uomo: bella la storia personale che hai raccontato, ti ringrazio.. questo è il tipo di interazione che preferisco, direi che adoro, quando ognuno ci mette qualcosa di suo, della sua vita quotidiana. Questo mi permette di continuare sulla mia riflessione (e chissà se il mistero si dipanerà o infittirà..).

Diverse volte nel cercar un esempio, uno spunto dal quale avviare o riprendere una discussione ho scoperto che non dovevo poi andar troppo lontano a cercare. Chissà perché nell’esperienza quotidiana trovavo gli elementi che mi servivano, senza dover ricorrere ai massimi sistemi, che tuttavia affermano tanto in alto quanto in basso..

La soluzione, la risposta a qualcosa non è in un luogo specifico né leggibile in un solo modo, attraverso le lettere di un unico alfabeto.
Questi son concetti che ricorrentemente troviamo nei nuovi paradigmi e abbondantemente anche negli articoli di questa rivista.
Io son anche una persona pratica (non si direbbe, eh..) e mi attrae testare il mio sentire, mettendolo alla prova del giudizio dei miei simili.

Nel dire che l’uomo è un mistero non sto giocando.
È quello che realmente provo, nei miei e altrui confronti.
L’esperienza mi spinge a dire che come ogni altra cosa più si scopre e più ne vien fuori. In questo (l’uomo) come in altri casi non mi viene da cristallizzare in una definizione un processo in atto.
Questo sento d’essere e vedo rispecchiato nei miei simili, un processo in divenire, in mutamento.
Si potrebbe discutere a lungo secondo questa linea ma rischia di diventar speculativa e alla fine di riportarci al punto di partenza.
Molto meglio focalizzare l’attenzione su cosa accade a questo processo, all’uomo.
Quelle son anche cose pratiche, come nel tuo personale esempio e nel mio.
E si possono approfondire, trovando correlazioni e similitudini.

Così faccio un ulteriore passo, apro un altro livello sul mio racconto.

La persona con la quale mi diletto di passar del tempo giocando ha ovviamente una propria visione delle cose e talvolta ci troviamo su fronti opposti.
Poi normalmente ci ricomponiamo almeno in parte in una visione condivisa, pur mantenendo ognuno la propria.
I continui insuccessi nella penultima serie di partite coincidevano con analoghi insuccessi nel cercar di portar dalla mia parte l’interpretazione che avevamo di vicende personali.
Nel suo modo il gioco rispecchiava quello che avveniva al livello della vita reale e quotidiana.

Nell’ultima serie di partite dove ho prevalso le cose non son cambiate, permanendo le distanze. Salvo che stavolta non son riuscito a ricollocarmi in una visione condivisa benché parziale.
In sostanza ho dovuto prendere una decisione, di un certo peso.
E dopo mi son meravigliato che, seppur con difficoltà, riuscissi a sostenerla.
Non mi era mai accaduto in precedenza.
Come non mi era mai accaduto di far 4 doppi su 5 tiri…

Non è che parlando in questo modo voglia far il misterioso, al di là della privacy ci son accadimenti che non van visti sulla scala usuale.
Connotano e distinguono un certo stato d’essere, come dicevo.

Se Richard ha ottenuto al primo colpo un risultato impossibile per altri a fronte di numerosi tentativi, questo indica qualcosa.
Per Richard e per voi che l’avete letto.
Traetene le conseguenze che vi paiono opportune.

Quindi, cos’è l’UOMO?

Non lo sapremo mai, statene certi.
Ma vediamo giorno dopo giorno quello che gli accade, quello che ci accade.
Questa, per me, è l’unica strada.
Percorrendola, la vita quotidiana a volte par il riflesso di un’altra vita.. e forse quest’ultima, a volte, si rispecchia nella nostra.

Cosa sia tutto questo non lo so, non credo vi sia proprio il modo di saperlo e accetto che rimanga un mistero, di cui mi accontento di coglier ogni tanto qualche riflesso… dorato.

Un caro saluto

Galvan