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Galvan1224
Partecipante

Una persona recentemente conosciuta ha preparato per pranzo (eravamo in cinque) tre teglie di pizza e una di focaccia alla genovese (in questo periodo di feste s’è mangiato più del normale…).
La pizza, molto semplice, pomodoro e formaggio stracchino (che non libera acqua come la mozzarella e rimane morbido anche raffreddandosi) era d’una bontà poche volte provata.
Merito dei buoni ingredienti e ancor più della maestria nella lavorazione.
Non bastasse sfornò anche un paio di teglie di biscotti.
Anche questi semplici, farina, olio extravergine, zucchero, un bicchiere di vin bianco e lievito. Morbidi e croccanti allo stesso tempo, incredibile.

Se dovessi valutare quel che ho mangiato avrei diverse possibilità.
Potrei far la conta delle calorie e trovare che son state moooolto più di quelle necessarie… beh, un po’ di scorta è accettabile, se non divien un’abitudine.

Considerando i principi nutritivi difettavano vitamine, enzimi, antiossidanti e i carboidrati prevalevano fin troppo.
L’abbondante acqua bevuta compensava i pochi sali minerali.
L’unico prodotto d’origine animale era il formaggio, quindi un pranzo vegetariano.
Avessimo avuto ospite un vegano, costui pur rinunciando alla pizza, avrebbe avuto diverse chances.
Tuttavia gli ingredienti pur di qualità non erano d’origine biologica e per chi sia stretto osservante sarebbe stato un problema, salvo per il vino, quello sì biologico…

Io bevo un po’ di vino solo qualche volta all’anno, in occasioni speciali, e son stato contento d’aver brindato con la persona che ho conosciuto, di qualità umane fuor del comune, non risentendo alcun effetto da quel mezzo bicchiere.

Il titolo di questo topic ben si addice a questa leggera e modesta riflessione sul cibo. Dopo tanti studi d’ogni sorta che man mano affermano, contraddicono e riaffermano cosa sia appropriato o meno per conservare e migliorare la salute mangiando, siamo alla situazione attuale: ognuno è convinto che la sua visione sia quella giusta così che il cibo è diventato un enigma.
E trattandosi d’un argomento importante per tutte le sue implicazioni, non s’arriverà di certo a una qualche visione condivisa, come per tutte le conoscenze dell’uomo.

Alcuni reduci dei campi di sterminio raccontano d’aver mangiato al più bucce di patate crude e qualche tozzo di pane muffito.
Ridotti a scheletri umani son sopravvissuti senza cader preda di malattie che son ricomparse in seguito, una volta liberi.

Quand’ero giovane e anelavo a trovar una compagna parlavo del nobile sentimento con un amico.
Mi accompagnava a casa (quattro chilometri) e poi io accompagnavo lui… e quindi si ricominciava, a far notte trascurando la cena.
Ripensando a quel nostro discorrere non credo sarebbe stato possibile farlo sgranocchiando qualcosa, con la bocca impegnata in altro che non quelle parole… anche il miglior e più perfetto cibo vien per secondo…

Un saluto

Ah, dimenticavo… un indovinello per voi: qual è il cibo per tutti?
Galvan