Rispondi a: Cosa pensate dell'esperienza di Antonio Urzi e Simona Sibilla?

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#18802

altair
Partecipante

[quote1278685474=jc]
personalmente non credo che le critiche di altair derivino da una “volontà amorevole” di guidare qualcuno nella retta via
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In effetti, jc, hai ragione. La “volontà amorevole” è un pregio che appartiene a pochi, di solito è una caratteristica delle guide spirituali; io non sono un'amorevole guida e non so quale sia la retta via.

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(ciò presupporrebbe che lui sia nel giusto,e anche se i suoi ragionamenti sono quasi ineccepibili,risulta distruttivo essere di parte)[/quote1278685474]

Perchè essere di parte risulta distruttivo?

Prendere posizione, spesso è una cosa necessaria; non sempre ce ne rendiamo conto, ma io penso che istintivamente, si prenda posizione in continuazione. Non siamo arbitri che dirigono una partita di calcio e che avrebbero il dovere di essere imparziali, siamo liberi di scegliere da che parte stare.

La costante armonia fra le persone, che molti vedono come un obiettivo auspicabile, è una chimera; siamo perlopiù esseri imperfetti che dovrebbero consigliarsi a vicenda e non sempre certi consigli che diamo o riceviamo sono graditi; sono pochissimi coloro che grazie alla profondità spirituale raggiunta, potrebbero vivere in costante armonia.

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piuttosto penso derivi dal fastidio che in lui provoca l'imposizione di idee e la chiusura mentale e dal conseguenziale smascheramento e derisione che da sempre lo contraddistingue in questo forum.
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Il confronto, in ogni forum, dovrebbe ispirarsi anche a questi atteggiamenti: evitare di imporre le proprie idee e non mostrare chiusura mentale.

Quando questi atteggiamenti si manifestano in qualcuno, le reazioni fra gli utenti sono diverse e rispecchiano il loro carattere; si va dalla pacatezza e attenzione dei più sensibili e altruisti, allo snobismo di chi si eleva al di sopra degli altri e interviene con frasi laconiche o addirittura acronimi (e qui abbiamo un campione in quest'arte) a chi si preoccupa di portare sempre argomentazioni in maniera chiara.

Io cerco di fare quest'ultima cosa e i modi che uso possono anche risultare pesanti; l'ironia, che può anche diventare sarcasmo, di solito ha sempre un forte impatto. Lo svantaggio sta nel senso di fastidio che può suscitare, il vantaggio è il potere di scuotere.

La pacatezza e il tono conciliante sarebbero l'atteggiamento ideale, ma sono utili solo in chi è pronto a riceverli; quando c'è qualcuno che strepita e pretende di elargire verità ed evidenze indiscutibili, come in questo caso, provare ad essere concilianti non porta a nulla. Freespirit, che non frequenta il forum da poco, ha sempre avuto l'atteggiamento di chi ha trovato chissà quali verità e quelle che lei ritiene essere verità le ha spesso strombazzate ad alta voce (ricordiamo i molti post scritti in maiuscolo): un modo di fare tipicamente fanatico.

Il tema del fanatismo è un capitolo complesso delle vicende umane e rappresenta una costante; il più diffuso è il fanatismo religioso, da sempre il più presente in molte parti del mondo, ma con il tempo si sono aggiunte altre forme di fanatismo; pensiamo all'atteggiamento di alcune frange della tifoseria calcistica, dove la passione per una squadra diventa un pretesto per prendersi a mazzate o anche al fanatismo nei riguardi dell'abbigliamento e della moda, per non parlare poi dell'atteggiamento di molti nei riguardi dei divi del cinema, dello spettacolo, della musica: costoro, non a caso, sono chiamati fans – ammiratori – termine che deriva da fanatic.

Il fanatismo, è evidente, è più diffuso di quanto molti immaginano e, malgrado ciò, nessuno dei fanatici accetterà mai di essere definito tale; finchè si resta fanatici non si comprende nemmeno cosa sia il fanatismo e quando si comprende il cambiamento è già in atto.

Un talebano, è probabile che non si consideri un fanatico religioso; un teppista da stadio è probabile che non si consideri un tifoso fanatico, ben distinto dai tifosi che vanno allo stadio solo per godersi la partita e fare un pò di baldoria.