Rispondi a: Sitchin e Mons. Balducci

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Per quanto riguarda la visione di entrambi, secondo ciò che afferma Balducci, il quale cerca una spiegazione teologica e spirituale, che Sitchin, al contrario, indaga sulle origini a livello fisico e quindi materiale, che sempre secondo il parere di Balducci non ha a che fare con la spiritualità, e che perciò la documentazione di fatti accaduti a livello fisico è una cosa, mentre l'azione di Dio, la quale ha a che fare con la creazione dell'anima, ed è quindi un punto riguardante la spiritualità è un'altra, io, invece, non credo a questa distinsione ma, secondo la mia visione, non esiste differenza tra materia così come è comunemente intesa e spirito, ma tutto è energia. Il fatto è che questa energia è disposta in livelli dimensionali differenti, c'è dove vibra di più facendo esistere ciò che per noi è invisibile, ossia dove fluisce l'etere che paragono a ciò che per la religione è lo spirito, ossia dove opera intelligentemente l'azione di Dio che permea tutto ciò che esiste, e lì dove l'energia vibra di meno formando ciò che possiamo toccare e vedere, ossia il mondo della materia. Quindi, in questo contesto, nascono due altre distinsioni: quella della scienza ufficiale, quella in parole povere ortodossa, la quale pone dei limiti che non vanno oltre il livello vibratorio basso che non oltrepassa il nostro mondo conusciuto fatto solo di ciò che i nostri sensi sono capaci di percepire, mentre invece è la religione ad occuparsi del livello vibratorio più alto riconosciuto come spirito e da qui anche la nascita dei dogmi; e quella invece della scienza di un livello più elevato della precedente, quella che studia la teoria del tutto, o meglio definita del campo unificato, fatta di fisici come Haramein, un punto di riferimento per capirci meglio, il quale insiste col dire che tutto interagisce attraverso l'etere, tutto è energia nel vero senso della parola, tutto vibra, tutto è in costante movimento, non c'è nessun limite tra spirito e materia, che ciò che possiamo comprendere dipende unicamente dal livello dimensionale che ci troviamo a percorrere, e noi siamo perciò in quello più grossolano che crea l'illusione della divisione, e rimane pur sempre illusione ma, quanto più in alto saliamo verso le dimensioni, più possiamo vedere come tutto interagisce attraverso la singolarità che permea l'infinito, e l'infinito che permea la singolarità. E' questa la visione che bisogna avere per poter riuscire a comprendere concetti come quelli dell'intervento degli alieni, discordanti da ciò che affermano i dogmi della religione, nella nostra creazione i quali, quì però entriamo in una visione di filosofia cosmica, hanno adempiuto al progetto della mente universale, definita col nome di Dio, secondo quelle che sono le leggi dell'universo, quelle della creazione, quelle del mantenimento delle intelligenze individuali, e quelle dell'evoluzione. Quindi ciò fa parte di un processo creativo messo in pratica da esseri più evoluti a livello di coscienza che collaborano in un'azione di mantenimento costante delle specie intelligenti in modo da formare un disegno divino del pensiero che prende forma concreta. Dietro a ciò agisce un progetto evolutivo in cui man mano che le intelligenze individuali evolvono verso dimensioni superiori, hanno sempre più la facoltà di influire con progetti creativi su dimensioni inferiori in modo da formare la coscienza collettiva del cosmo e, quanto più si sale di grado, sempre più ci si avvicina ad un livello sopra ogni dimensione fino a fondersi con l'etere che riempie lo spazio vuoto che c'è tra ogni atomo e che governa l'influire dei rapporti interattivi creando un collegamento frattale tra ogni singolarità quantica, e per singolarità intendo i passaggi dimensionali dello spazio-tempo, cioè i buchi neri, i quali sono sia il centro di ogni atomo, fino ad arrivare a quelli più grandi appartenenti alle coscienze di ogni pianeta, di ogni stella, il centro delle galassie i quali, ognuno di essi, collegano gli infiniti universi paralleli, ossia divenire ciò che è definito Dio entrando a far parte di uno con il tutto.
Quindi, per come la vedo io, è questa la visione che accetto come reale.