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Richard
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GIOVE

Effetti geometrici altrettanto misteriosi sono stati scoperti nell’atmosfera di Giove, e relazionati con un po’ di fanfara dalla NASA. Sebbene gli scienziati si riferiscano alla struttura atmosferica della Figura 12 come un “quasi-esagono”, è anche possibile nei limiti dei dati attuali percepire un pentagono a cinque facce nelle strutture nebulose dei poli di Giove. Ciò che rende tutto questo tanto sbalorditivo è che questa stabile caratteristica in lenta rotazione della regione polare nord di Giove crea una “sottile caduta di temperatura” nei suoi netti confini geometrici, mantenendo “l’atmosfera polare e la foschia della stratosfera isolate dal resto dell’atmosfera”. (Uno di noi, Wilcock, crede che sia possibile che si stia osservando una faccia di un’altra intrinseca forma geometrica 3D risonante, conosciuta come “dodecaedro”, che è un oggetto a dodici facce, simile ad un pallone da calcio, dove ogni faccia è un pentagono perfetto). Utilizzando Photoshop, egli ha aggiunto il “ pentagono esposto” geometricamente perfetto come riferimento nell’immagine di sinistra:

Figura 12 – Vortice Polare Artico di Giove ( NASA/JPL/HST/University of
Hawaii 1999) con il Pentagono aggiunto sulla Sinistra (Wilcock 2004)

La NASA ha discusso apertamente di questa formazione, ed ha anche menzionato la geometria, ma si è spinta solo fino a suggerire che fosse una “forma quasi-esagonale” anziché fare qualsiasi accenno della altrettanto possibile struttura pentagonale [38].

Ricordate quando stavamo discutendo la misteriosa comparsa di ghiaccio alle regioni polari di un Mercurio tostato dal Sole? In quel momento, abbiamo suggerito che ci potesse essere un “effetto di schermatura” iperdimensionale che sta proteggendo questa regione dal naturale riscaldamento del sole, introducendo il proprio misterioso meccanismo “refrigerante”. Nell’interpretazione di Wilcockdelle nuvole di Giove, “la geometria d’onda” pentagonale sembrerebbe essere un altro segno di un altrettanto anomalo raffreddamento nelle regioni polari di Giove, mentre abbiamo visto le aree polari già a bassa temperatura di Marte contenute in uno schema di superficie esagonale. Sembra ragionevole concludere da queste crescenti prove che lo schema di riscaldamento di una superficie o di un’atmosferica planetaria possa essere influenzata a volte, più dalla “geometria” del suo risonante etere interno, che dalla radiazione solare esterna.

Se Giove sta realmente vivendo un “caricamento” iperdimensionale, nel modello ID potremmo aspettarci di vedere letteralmente un fenomeno vorticoso apparire qualche volta vicino ad uno dei nodi (punti) di questo pentagono settentrionale. Un filmato composto da circa 1200 immagini di Giove riprese dalla sonda Cassini della NASA al termine del 2000 rivela esattamente questo, un vortice scuro grande quanto il Grande Punto Rosso di Giove, alla stessa latitudine (60° Nord) dei punti del pentagono! Questo nodo ha sviluppato un brillante punto nel centro e poi si è allungato lungo un percorso lineare, concorde per dimensione ed angolo col pentagono, con ancora un’altra linea retta che compare più vicina al polo di Giove. Un articolo dello Space Daily riferisce di questo come “schemi meteorologici polari inaspettatamente persistenti sul pianeta gigante”, dove “il filmato mostra che i piccoli punti durano per un lungo periodo e si muovono secondo percorsi organizzati” [39]. Nessun commento, tuttavia, su quanto queste linee che si sono formate siano insolitamente dritte e parallele, anziché seguire i percorsi usualmente curvi dei tipici movimenti della nuvole (vedi Figura 9).

Il testo della NASA per il filmato stesso descrive “la nascita ed il movimento di un vortice scuro più grande della Terra”, dove “compare una pezza scura e in due settimane diventa un ovale ben definito della stessa forma e grandezza del Grande Punto Rosso dell’emisfero meridionale di Giove. Mentre il vortice scuro si è accoccolato dentro l’ovale dell’aurora, il suo bordo esterno comincia a circolare in senso orario, mentre sviluppa contemporaneamente un piccolo luminoso centro interno. Alla fine si muove fuori della regione dell’aurora e si deforma appiattendosi in latitudine e crescendo in longitudine. Verso la fine del filmato, un secondo, più piccolo, ovale scuro appare più vicino al polo e si deforma nella cesoia del vento” [40].

Uno studio su questo evento pubblicato dalla d.sa. Carolyn Porco e altri ha notato, “Un’altra prova suggerisce che la grande formazione ovale nelle regioni polari è un fenomeno ricorrente… che potrebbe essere quasi-periodico, o raro ma ricorrente, e innescato da un inusuale evento di aurora… Tuttavia, l’evoluzione dell’ovale scuro è attualmente inspiegato” [41] [grassetti aggiunti].

Così, abbiamo la crescita di un gigantesco fenomeno vorticoso, che mostra chiari segni di geometria intrinseca, in una regione che la NASA ha già ammesso che ospita una forma “quasi esagonale”, cioè pentagonale, nelle nuvole dei livelli superiori. Sebbene alcuni possono chiaramente desiderare di arguire che questa sia una insensata “ricerca di schema”, ancora una volta abbiamo una chiara prova di un aumento nell’attività energetica dell’atmosfera di Giove, che si verifica lungo percorsi intrinseci, geometricamente definiti (onde “stazionarie risonanti”)…

Noi non siamo gli unici autori a suggerire che i cambiamenti nei fenomeni vorticosi di Giove potrebbero essere correlati ad un generale aumento energetico. Un nuovo importante studio su Giove in realtà lo ha fatto nell’edizione del 22 Aprile 2004 di USA TODAY, annunciando la sorprendente scomparsa di molte importanti formazioni ovali nell’atmosfera di Giove (Figura 14) tra il Settembre 1997 ed il Settembre 2000. Lo studio ha dimostrato che senza questi vortici in atto, il calore interno di Giove non sarebbe rilasciato così efficientemente quanto prima… e Giove probabilmente vivrebbe un sostanziale “riscaldamento globale” entro i successivi 10 anni, con un’impressionante proiezione dell’aumento della temperatura di 18°F, o 10°C [42].

Il planetologo dietro a questo studio ha anche notato che il Grande Punto Rosso è cambiato dal suo tradizionale rosso in “qualcosa di più simile al salmone”, e ritiene che questo cambio di colore possa anche essere dovuto ad un generale aumento della temperatura di Giove [43]. Si teorizza che questi cambiamenti siano parte di un ciclo di 70 anni, che si crede sia cominciato quando i tre ovali più grandi sono apparsi per la prima volta nel 1939. Quello che vediamo adesso potrebbe ben essere solo l’inizio La scomparsa dei vortici tra il Settembre 1997 ed il Settembre 2000 può essere direttamente collegata alla comparsa di un vortice polare ancora più grande nell’emisfero nord di Giove pochi giorni dopo, che è stata filmata dal 1° Ottobre al 31 Dicembre 2000 (Figura 13).

Lo spostamento nell’attività dei vortici dalle medie latitudini di Giove verso le latitudini polari è solo uno dei vari cambiamenti chiaramente misurabili che si stanno verificando nel pianeta più grande che si conosca nel sistema solare. La Figura 15 mostra una nube a forma di tubo di plasma caldo che è stato scoperto per la prima volta intorno a Giove nel 1979. Le sonde della NASA Pioneer 10 ed 11 non hanno rilevato niente del genere nel 1973-1974, il che significa, ancora una volta, che questa importante caratteristica del sistema di Giove è emersa in soli cinque anni di tempo [44].