Rispondi a: Spazio e violenza

Home Forum EXTRA TERRA Spazio e violenza Rispondi a: Spazio e violenza

#21863

deg
Partecipante

“La stazione spaziale internazionale (ISS) è il miglior banco di prova esistente per le future missioni spaziali sulla Luna e su Marte e, pertanto, dal 2009 si cercherà di portare a sei i membri degli equipaggi permanenti, studiando nel frattempo il modo di prolungare almeno fino al 2020 la sua attività operativa, ben al di là delle specifiche previste per i moduli che per primi sono stati portati in orbita e degli accordi stipulati, che prevedevano l’uso cooperativo della ISS fino al 2015. Lo hanno convenuto i rappresentanti delle agenzie spaziali statunitense (NASA), russa (Roskosmos), europea (ESA), giapponese (Jaxa) e canadese (CSA) impegnate ad operare congiuntamente la stazione, nel corso di una riunione tenutasi a Parigi il 17 scorso.

L’obiettivo, finalizzato ad ottimizzare l’investimento e garantire una transizione fluida al ritorno dell’uomo sulla Luna, presenta tuttavia una serie di problematiche di ordine tecnico, logistico, organizzativo ed economico che rappresenteranno una sfida considerevole, ma anche un ottimo test per le capacità di collaborazione che saranno richieste nella messa a punto delle missioni lunari.

Il primo problema che salta agli occhi nella nuova strategia che si va delineando è quello dell’età dei moduli russi, i primi a giungere nello spazio, a partire dal dicembre 1998: come tutti gli altri, sono realizzati con una vita utile ben stabilita, di 15 anni, oltre la quale il costruttore non garantisce più le specifiche. Questo significa, ad esempio, che il modulo FGB Zarya (vedi foto) dovrebbe essere deorbitato nel 2013. Del resto è anche vero che, come nel settore aeronautico, per esaltare la sicurezza, sono date per garantite prestazioni ben inferiori a quelle che aerei e moduli spaziali possono realmente sopportare: il modulo Zarya e quelli che lo hanno seguito potrebbero quindi ragionevolmente continuare a funzionare in sicurezza – anche se con margini sempre più ridotti – almeno per un terzo più degli anni dichiarati dal costruttore. Guarda caso, ciò poterebbe la possibilità di usare tali moduli al 2021, proprio quello che si augurano le agenzie coinvolte.

A sostegno di questa tesi, c’è poi un’esperienza concreta, quella della stazione MIR, lanciata per durare cinque anni e rimasta attiva per 15 (anche se con vistosi problemi di sicurezza). E, nel caso della parte russa della stazione, si sa già che Roskosmos intende continuare a lanciare nuovo hardware e incrementare la capacità di generazione di potenza per un utilizzo di molti anni a venire.

Un altro tipo di problema tecnico potrebbe inficiare la prospettiva di prolungare la vita della stazione: con il ritiro dal servizio degli shuttle nel 2010, da poco confermato nonostante le molte voci contrarie in circolazione, non ci sono vettori in grado di portare in orbita ricambi di grandi dimensioni, come i giroscopi (CMG) usati per stabilizzare l’assetto del gigantesco complesso orbitale. La stessa toilette, da poco riparata, potrebbe rappresentare un problema insolubile se dovesse rompersi di nuovo dopo il 2010!

Per questo, l’ESA sta pensando a modifiche che trasformino l’ATV da semplice cargo “one way” a veicolo per trasporto da e per l’orbita di uomini e mezzi, da realizzare anche assieme alla Russia. ESA e Roskosmos stanno anche pensando a moduli in grado di volare separati dalla ISS, da usare qualora si decidesse di abbandonare quest’ultima alla data originariamente fissata del 2015. Nei prossimi anni, inoltre sarà disponibile anche il nuovo cargo giapponese H-2 Transfer Vehicle.

Perciò alcuni ritengono che sono i problemi economici e non quelli tecnici ad essere i più complessi da risolvere: per quanto riguarda l’Europa, nella ministeriale ESA del prossimo novembre il Vecchio Continente dovrà delineare con chiarezza le sue strategie per l’esplorazione automatica ed umana dello spazio, e i relativi costi e modalità di finanziamento. Ma anche la NASA avrà il suo da fare, in attesa che il nuovo presidente, repubblicano o democratico che sia, decida quanto investire veramente nel programma Constellation di ritorno alla Luna. La Russia è forse il Paese in posizione più favorita, essendo le sue Soyuz le uniche navette utilizzabili per portare gli astronauti sulla stazione, almeno fino a quando non voleranno le nuove capsule americane Orion o quelle europee derivate dall’ATV: una posizione di forza che certamente Mosca userà per ben contrattare con i partner e ottimizzare l’investimento già fatto nella ISS.” http://www.dedalonews.it/it/index.php/07/2008/la-stazione-spaziale-forse-rimarra-in-servizio-fino-al-2020/

Se gli insediamenti non ci sono, una cosa è certa: si preparano!

Ricordiamoci anche della testimonianza di Mc Kinnon, “hacker” inglese che ultimamente ha rischiato l'estradizione negli Stati Uniti per alcune sue intrusioni in files segreti dove ha trovato traccia di una lista di “ufficiali non terrestri”:
http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.2209=