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Richard
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Amministratore del forum

EX PROGRAMMATORE SOFFRE DELLA SINDROME DI ASPERGER

Cercava le prove dell'esistenza degli alieni: l'hacker rischia il carcere
Gary McKinnon, bloccò i server del Pentagono nel 2001: ora, esauriti gli appelli, potrebbe essere estradato

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA (GRAN BRETAGNA) — Era l’indomani dell’11 settembre 2001: gli Stati Uniti e il mondo sotto choc per l’attacco simultaneo alle Torri Gemelle. E all’improvviso, uno dopo l’altro, decine di server dei più delicati centri della sicurezza americana, dal Pentagono alla Nasa, dal Dipartimento della Giustizia a quello delle Special Investigations dell’Air Force, furono violati e si bloccarono. Fu colpito anche il sistema informatico della Naval Weapons Station, che distribuisce le munizioni alla flotta dell’Atlantico.
Gary McKinnon (Sam Holden)
Gary McKinnon (Sam Holden)
I servizi segreti di Washington entrarono in fibrillazione, temendo che Al Qaeda fosse pronta all’ultimo assalto. Invece, il violatore dei 97 server collegati a centinaia di computer se ne stava seduto di fronte al suo pc portatile, in vestaglia, nella camera da letto di una casetta della periferia di Londra. Si chiamava Gary McKinnon, nickname Solo, aveva 35 anni ed era un programmatore disoccupato. Con una passione e un’idea fissa: scoprire e rivelare al mondo le prove dell’esistenza degli alieni.
IMPRONTE DIGITALI – I segugi americani trovarono le sue «impronte digitali virtuali» partendo da una e-mail che Gary aveva spedito alla fidanzata. Nel febbraio del 2002 lo identificarono e avvertirono i colleghi britannici. Gary fu fermato e da allora è cominciata una battaglia legale per la sua estradizione. E non è una faccenda solo bislacca e romantica, quella del giovanotto che cerca le immagini di Ufo negli archivi del Pentagono: secondo gli esperti Usa l’hacker ha causato danni per almeno 800 milioni di dollari. In base alla legge federale rischia una condanna a 75 anni da scontare in un carcere di massima sicurezza. McKinnon si è difeso sostenendo di non aver fatto nulla di male, di aver solo inseguito a modo suo ET; giura che il danno non era poi così grave, che lui sarebbe stato in grado di ripararlo da casa. È diventato un’icona con decine di migliaia di voci su Google.
ESAURITI I GRADI DI APPELLO – Oggi Gary McKinnon ha 42 anni e ha esaurito tutti i gradi di appello di fronte alla giustizia inglese: ad agosto anche i Lord hanno confermato che merita l’estradizione. Ma alla ventitreesima ora, mentre la polizia yankee già lo aspetta a manette aperte, Gary ha giocato l’ultima carta: il suo avvocato ha scritto al giudice inglese dicendo che il cliente è disposto a dichiararsi colpevole di fronte alla legge di Sua Maestà e a scontare una pena in patria. Oltretutto soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo che spinge a compotamenti ossessivi. I giornali inglesi si sono commossi e schierati per lui, hanno intervistato la madre che ha confermato: «Il ragazzo pensava solo agli Ufo, ogni ora della sua giornata. Mi appello alla coscienza dei signori Gordon Brown e David Cameron (primo ministro e leader dell’opposizione, ndr), anche loro hanno dei figli malati e vulnerabili. Mandare Gary in una cella americana significherebbe distruggerlo, condannarlo a morte, solo per aver cercato ET». Gary ha ricevuto solidarietà dalla National Autistic Society che ha offerto di fornire in aula le prove scientifiche sulla diagnosi della sindrome di Asperger e i suoi effetti ossessivi. E circa 80 parlamentari hanno firmato una petizione in suo favore, perchè venga giudicato solo in Inghilterra. La decisione è attesa la settimana prossima.

Guido Santevecchi
13 gennaio 2009
corriere della sera online

http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_13/hacker_estradare_guido_santevecchi_71555054-e16a-11dd-ac77-00144f02aabc.shtml

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