Rispondi a: LA "CADUTA" DI DARWIN…

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#2233

darwindeus
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mi sento un po' chiamato in causa, un po' per il nick e un po' per il fatto che mi sono laureato con una tesi sull'origine della vita…se parliamo di prove materiali, di ciò che dimostrabile in laboratorio, il darwinismo non è mai stato così bene. Le ultime scoperte delle genetica molecolare (dai fenomeni di splicing alternativo che contribuiscono a creare la variabilità all'interno degli organismi superiori al sequenziamento di interi genomi pro ed eucariotici) portano continuamente nuove conferme a quelle che erano le ipotesi iniziali di Darwin. Questo, almeno, per quanto riguarda l'assunto base dell'evoluzione biologica. Evoluzione= variabilità + selezione…che poi alcuni (molti) punti siano ancora oscuri non ce ne dobbiamo sorprendere. L'evoluzione biologica non è una scienza esatta, come può esserlo la fisica. Nella meccanica classica un'equazione definisce la legge di gravitazione universale, in biologia questo non è posibile. L'evoluzione è innanzitutto un fenomeno storico, un'equazione sì, ma che nel tempo ha variato il valore dei propri parametri, rendendoci impossibile seguirne lo sviluppo punto per punto. Come la storia dell'uomo…nessuno mette in discussione che sie esistito l'imper romano, ma chi può ricostruire la storia (persona per persona, avvenimento per avvenimento) di piccole comunità pastorali situate ai confini dell'impero, o fra valli poco importanti dal punto di vista militare, politico e sociale? Quelle pagavano un tributo e tanto bastava. La storia delle persone che hanno fatto parte di quelle comunità è andata perduta. Per sempre. Allo stesso modo intere specie viventi sono passate sulla terra senza lasciare traccia. Se ne può supporre l'esistenza dal confronto con il mondo vivente attuale: se in un certo periodo antichissimo, vediamo fossili di creature carnivore ma non di erbivori, è logico supporre che bene o male alcuni erbivori siano esistiti in ogni caso poichè la comunità, in assenza di essi, non avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere.
Che poi le teorie di Darwin non spieghino fino in fondo i meccanismi dell’evoluzione biologica non si mette in dubbio. Ma “L’Origine delle specie” ha centocinquant’anni! Di acqua sotto i ponti, da allora, ne è passata parecchia. Lo studio dell’evoluzione biologica si basa principalmente su due discipline scientifiche, la paleontologia (che è lo studio della vita nel passato) e la genetica (che è lo studio dei geni, i portatori dei caratteri negli esseri viventi, e quindi anche di come tali caratteri si trasmettono). Ebbene, Charles Darwin non conosceva la genetica. Colui che fu considerato il primo genetista, Gregorio Mendel, era un contemporaneo di Darwin e le sue scoperte furono rivalutate solo nel 1900. Darwin non aveva perciò nessuna cognizione di cosa fosse un gene, dell’origine dei caratteri e della loro trasmissione attraverso il succedersi delle generazioni. Il numero delle testimonianze fossili note ai tempi di Darwin era inoltre molto limitato se paragonato a quello attualmente disponibile. Inutile quindi sottolineare le “lacune” nella teoria darwiniana classica, poiché molte di quelle lacune sono state successivamente colmate con dovizia di prove e dimostrazioni sperimentali. Oggi l’evoluzione biologica è –per fortuna- considerata non più una teoria fra le tante, ma l’unica spiegazione in grado di rendere conto della grande varietà del mondo vivente.