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#22547

sephir
Partecipante

è sempre stato u grosso problema: bisognerebbe imparare a far si che chi attacca si faccia male da se nel momento stesso in cui lo fa!
In molte arti marziali lo spirito è quello della difesa!
Per esempio se un pugno non riesce a colpirti per 2 3 4 volte è inutile che l'idiota che lo usa tenti di rifarlo, si sentirà impotente (parola non casuale) e saprà da se stesso che dovrà tornare nella sua tana.
Nella vita reale il problema sta tutto nella radice nel dove ci troviamo a vivere nel perchè siamo costretti a dover discutere di questo.
La nostra essenza terrena è fatta anche di parti violente forti represse o meno, modulate o meno!
Già essere coscienti di tutti i nervi scoperti, come dice mudilas giustamente, sarebbe un grosso passo avanti: quindi concordo con la filosofia del conoscecere se stessi.
Da quel punto in poi è importante capire dove siamo dove ci troviamo!
Capire anche come evitare, annullandole, alcune situazioni e sapere come affrontarle in caso di assoluta necessità sono sicuramente i due punti focali.
Direi che se fossimo tutti capaci di utilizzare l 'aikido ( ne prendo una fra tante) non avremmo nessun timore.: ma anche qui nel momento del bisogno si vedrà quanto le tue paure sono realmente gestite bene, potresti come dice deg non ricordare nulla di cio che sai…e impaurito essere vittima o impaurito essere carnefice…

La via di mezzo mi pare o quella della porta che si apre mentre qualcuno sta per abbatterla cosicchè tutta la forza prodotta nell'intento andrà a colpire o ad annulare immediatamente chi stupidamente l'ha voluta usare o quella di gandhi ovvero del sacrificio fisico che immobile aspetta che la pietra ti vada addosso unito alla furba gestione del contesto pubblico: l'uomo di fronte ad un maestoso porgere l'altra guancia prova una sorta di imbarazzo impotente che rende le sue armi prive di senso e produce in molti (purtroppo non in tutti) un effetto a catena che si irradia nella mente di chi vede perpetrare violenze feroci contro chi non muove un dito.

tutto questo ha un enorme necessitò di profonda saggezza che gandhi ha potuto instillare direttamente nei suoi più fidati compagni e che negli altri per magia si è automaticamente contagiata.Continuo a non capire in realtà perchè non tutti siamo capaci di non avere paura.
Chi attacca e chi subisce hanno in comune una fottutissima paura: il primo solitamente l'ha provata nell'infanzia e si è difeso provocando paura magari raddoppiata di valore, e quindi agisce cieco e non ragiona; il secondo reagisce inversamente evitando e non riuscendo a sconfiggere il timore di ciò che sa essere doloroso fisicamente e psicologicamente e quindi si immobilizza e non ragiona.
se vediamo il tutto nel senso evolutivo delle varie vite tutto questo ha un senso…
Io per primo non non ho pieno controllo delle mie paure, sto cercando di migliorare ma mi rendo conto che non bastano buoni propositi!e qui entra in gioco il combattere lasismo e apatia creati ad hoc contro l'umanità sempre più piena di desiderio e sempre meno capace di dire basta!
Mirach sul fatto principale che i potenti ci vogliano agnelli da appendere: è verissimo.
Non è però qui o leggendo o imparando che si diventa agnellini.
Gandhi ha usato la violenza altrui e ha ottenuto molto di più di ciò che avremmo mai detto noi.
questa a parere mio è la soluzione ed è così difficile da ottenere che a volte penso sia solo per pochi capaci ed eletti…chi lo sa forse non sarà così!
nel frattempo qui nessuno credo pensi ingenuamente un peace and love vuoto e inflazionato : anzi!

perciò tutti a fare un bel corso di arte marziale e di yoga! :hehe:
Un saluto a tutti e scusate la lunghezza ripetitiva.