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sephir
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ed ecco un articolo interessante su tolstoj e la nonviolenza che ispirò anche gandhi!

IL MAGISTERO NONVIOLENTO DI TOLSTOJ
di
Gloria Gazzeri[1]

La seconda parte della vita e dell'opera di Lev N. Tolstoj (1828-1910) stranamente è ancora poco conosciuta e studiata. All'età di 50 anni, il grande romanziere – già famoso in tutto il mondo – ebbe una profonda crisi spirituale. Rifiuta la precedente narrativa – Guerra e Pace, Anna Karenina, giudicandola “sciocchezze” “bazzecola” e si mette a cercare la verità, partendo da una riscoperta del Vangelo sine glossa. Per prima cosa cambia la sua vita, si veste con abiti da contadino, rifiuta di essere servito dai domestici, lavora nei campi, diviene vegetariano. La gente lo crede pazzo! E comincia anche a scrivere una serie di saggi e riflessioni filosofico-religiose per comunicare alla gente la verità che lo sta illuminando, pur non abbandonando del tutto la narrativa (scriverà ancora Resurrezione e straordinari racconti).
Può dare un'idea della misura e dell'importanza di questa produzione filosofica il dato oggettivo bibliografico che, se l'Opera Omnia di Tolstoj nell'edizione russa consta di 90 volumi, circa la metà di questi sono costituiti dalla saggistica, la quale elenca più di 200 titoli; così come il dato biografico che Tolstoj stesso riteneva questi saggi l'unica parte veramente importante della sua attività di scrittore.
Egli era convinto che, nonostante i suoi peccati, Dio si servisse di lui per comunicare all'umanità in pericolo un messaggio di salvezza.
Mentre Tolstoi era vivo, questi saggi si diffusero in Europa – e in Russia più o meno semiclandestinamente. Gandhi in particolare li lesse e ne fu convertito alla nonviolenza. Subito dopo la morte dello scrittore, però, subirono una specie di misterioso oscuramento e non furono più ristampati. Solo da pochi anni va risorgendo fra noi l'interesse per questi scritti, se ne riscopre la straordinaria attualità, si traducono, si pubblicano.
Tolstoj non creò, ne volle creare un sistema di pensiero, ma affrontò i temi più vari, sempre però a sfondo religioso: la non resistenza al male con la violenza – l'antimilitarismo – la pedagogia antiautoritaria – la teoria dell'arte popolare – la critica radicale a ogni sistema di potere sia politico che ecclesiastico – la condanna del lusso, del consumo, dello sfruttamento – la critica dell'industrialismo, dello scientismo, delle aberrazioni della pseudo-civiltà moderna, – la difesa della terra e il ritorno dell'agricoltura – soprattutto la riscoperta del messaggio evangelico come etica di amore e fratellanza e la necessità del ritorno a una fede autentica e incarnata nella vita quotidiana -l'interesse per le religioni orientali.
Si tratta dunque di un immenso patrimonio di pensiero e di verità che tocca i temi più scottanti di oggi, ma che deve ancora esser esplorato ed utilizzato appieno.

La non resistenza – Tolstoj e Gandhi

Quando Tolstoj si mise a rileggere il Vangelo e a cercarne il senso vero, escludendo i commenti tradizionali, “il passo che risultò […] la chiave di tutto fu il versetto 39 del V capitolo di Matteo: […] ma io vi dico non opponete resistenza al male” (La mia fede, cap. I).
Per Tolstoj la non resistenza e l'amore per i nemici costituiscono l'insegnamento evangelico intorno al quale si organizzano tutti gli altri; ma anche il più disatteso e tradito. La non resistenza dovrebbe esser praticata da ogni cristia-no, sia nella vita privata che in quella pubblica, senza eccezioni; questo porterebbe un cambiamento radicale di tutto il nostro sistema sociale e politico. “Accettare la legge del reciproco servizio, senza accettare il comandamento della non resistenza, era lo stesso che costruire una volta, senza porre la pietra, là dove la volta viene a chiudersi” (La fine del secolo, cap. IV). Infatti, se si ammette la violenza in qualche caso, si finirà per giustificare ogni forma di violenza.
“Il prossimo compito della vita consiste nel sostituire la vita fondata sulla lotta e la violenza, con una vita fondata sull'amore ed il ragionamento” (Diari, 29 novembre 1901).
“L'uomo in quanto animale è sottomesso alla legge della lotta […] in quanto essere ragionevole e divino è sottomesso alla legge contraria – non della lotta contro rivali e nemici, ma dell'umiltà di fronte a loro e dell'amore per loro” (Diari, 18 maggio 1890).
I dati storici del rapporto fra Tolstoj e Gandhi sono conosciuti (Cfr. Bori-Sofri, Gandhi e Tolstoj, Bologna, Il Mulino, 1985). Gandhi lesse Il Regno di Dio è in voi, quando era in Sud Africa nel 1894. Scriverà più tardi: “A quel tempo credevo nella violenza, la lettura del libro mi guarì dallo scetticismo e fece di me un fermo seguace dell'ahimsa” (Gandhi, Antiche come le montagne, Milano, Comunità 1981, p. 234). Si tratta di una frase storica, che ha indotto molti di noi dell'area nonviolenta a mettersi sulle tracce del libro scomparso e riscoprire così Tolstoj.
Gandhi fece uno studio intenso dei libri di Tolstoj. E dopo aver letto Lettera a un Indù, gli scrisse quattro volte, fra il 1909 e il 1910, gli chiese il permesso di tradurre quel testo, gli inviò il suo libretto: Hind Swaraj, gli diede notizia delle sue lotte nel Transvaal. Tolstoj rispose, ma la sua morte interruppe la corrispondenza. Nell'ultima lettera a Gandhi (settembre 1910) Tolstoj scriveva: “La vostra attività nel Transvaal, che ci pare ai confini della terra, è l'opera più centrale, più importante, fra tutte quelle che si svolgono attualmente nel mondo”.
Assai meno studiata e chiarita è la connessione fra il pensiero di Gandhi e quello di Tolstoj; mentre, a nostro parere, è quasi impossibile comprendere veramente il significato dell'opera di Gandhi prescindendo da questo collegamento. Le basi teoriche della nonviolenza furono gettate da Tolstoj, e Gandhi si rifà continuamente ad esse.
Una migliore comprensione della nonviolenza e una sua applicazione pratica sempre più efficace potranno nascere solo da una lettura congiunta di questi due suoi grandi interpreti (a cui non si può non aggiungere il contributo apportato da Martin L. King).
Gli scritti fondamentali che contengono il pensiero nonviolento di Tolstoj possono considerarsi: La mia fede (i primi capitoli); Il Regno di Dio è dentro di voi, La lettera a Engelgardt, quella a Crosby e quella ai Duchobory del Canada; La legge della violenza e la legge dell'amore; La rivoluzione inevitabile.
Specificatamente contro la guerra e il servizio militare sono: Promemoria del soldato e dell'ufficiale; L'avvicinarsi della fine; Ricredetevi; Sulla guerra del Transvaal; i capitoli V, VI de Il Regno di Dio è in voi, (contro il falso pacifismo, in particolare, il cap. VI).

1. Gloria Gazzeri opera nell'associazione Amici di Tolstoj.
Gli Amici di Tolstoj sono un gruppo di ricerca che opera in Italia dal 1990 con lo scopo di far conoscere la personalità e l'opera di Tolstoj nella sua interezza.
A cura degli Amici di Tolstoj sono stati pubblicatii seguenti volumi di scritti tolstoiani: Il Regno di Dio è dentro di voi, 1991, La vera vita, 1991, Tolstoi verde, 1990, Genova, ed. Manca; Il bastoncino verde, Bergamo, ed. Servitium, 1998; La legge della violenza e la legge dell'amore, Verona, ed. ANV, 1998. Inoltre un saggio critico: Tolstoi il profeta, Verona, ed. Gabrielli, 2000 e un manuale interattivo: Nonviolenza 2000, L'Aquila, ed. Qualevita 2000.
Sede: Via Casole d'Elsa 13 – 00139 ROMA
e-mail:amicitolstoi@tiscali.it

FONTE: http://pdpace.interfree.it/s2_gazzeri.html