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Ufologia notturna ed ufologia solare

All'interno dell'Ufologia di questi ultimi anni, si è assistito ad una dicotomia: da un lato alcuni ricercatori sono ormai sconfinati nella demonologia, dall'altro un manipolo di studiosi continua a privilegiare un approccio strumentale al tema. All'interno di questo drappello operano ufologi che considerano per lo più gli U.F.O. velivoli di origine extraterrestre: essi sono inclini pure a vedere negli occupanti degli O.V.N.I. degli esseri evoluti, comunque non ostili, ma vittime di aggressioni terrestri (gli attacchi sono indubbi e frequenti) e di una criminalizzazione sempre più sfacciata e sospetta.

A mio parere, la prima corrente coglie alcune verità, laddove mette in risalto che molti ordigni avvistati e fotografati sono ologrammi o strutture bioniche, interfacciate con esseri pericolosi, forse androidi (i Grigi?) o di natura interdimensionale e non extraterrestre. Naturalmente Nihil novi sub sole: questo orientamento è debitore soprattutto di Jacques Vallèe e degli altri ricercatori che propugnarono decenni or sono l'ipotesi parafisica.

La fissazione su questa ipotesi, tuttavia, rischia di determinare l'esclusione di fenomeni fisici (l'ufologia viti e bulloni), con la chiusura verso possibili contatti cosmici con creature intelligenti, nel segno di una pur involontaria devozione ad Ahriman. Se, infatti, tutti gli ospiti che agiscono in modo più o meno occulto nel nostro pianeta sono malvagi, allora significa che il cosmo è una creazione demoniaca: è possibile che sulla Terra non sia mai approdata una delegazione di una civiltà stellare o benevola? E' possibile che in migliaia di anni non si sia svolto neanche un solo rendez-vous tra un terrestre ed un ufonauta pacifico?

L'ufologia notturna, come notai tempo fa, potrebbe essere uno strumento della sinarchia, ma non solo: essa rischia di affossare le indagini su aspetti tecnologici ed esobiologici, liquidando testimonianze, foto, reperti, indizi attinenti alla clipeologia, tradizioni culturali etc. come un unico inganno olografico.

Non ho gradito recenti critiche a certi resoconti riportati o rilanciati da Massimo Fratini e non perché non sia necessaria la prudenza, quando si esaminano fotografie e testimonianze, ma poiché non capisco il senso di tale operazione. Invece di accanirsi, con testi prolissi, noiosi e offensivi (almeno nei confronti del buon gusto), contro chi potrebbe aver pubblicato istantanee che potrebbero ritrarre, ad esempio, un fenomeno atmosferico e non una navicella extraplanetaria, per quale motivo non si denunciano sesquipedali misfatti? Per quale motivo non si sfiorano neppure banditori delle “verità ufficiali” come Heidi ed i suoi piccoli fans? E' un atteggiamento che ricorda l'azione di alcuni giudici, implacabili con il pensionato che ha rubato della frutta al supermercato e clementi con i malfattori istituzionali.

Schifando temi che potrebbero risultare sgraditi ai potenti, ci si ostina, con saccenteria ed arroganza, a voler trattare soggetti importanti, mentre ci si potrebbe dedicare al giardinaggio sotto innocue scie di convezione (sic) o si potrebbero scrivere articoli sulle spille da balia dell’età vittoriana.

In ogni caso, è evidente che, con estrema gradualità e con modi ben dissimulati, fingendo ancora di essere contro il sistema, certi autori stanno agendo, (involontariamente?) per le élites, magari rivelando pure delle verità, ma facendo orecchio di mercante su molte questioni scottanti che essi ridimensionano, collocano in contesti depistanti o ignorano.

Giacché similes cum similibus congregantur, li vedremo accompagnarsi a disinformatori mascherati da scienziati di frontiera: chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Zoppicando, prima o dopo, inciamperanno e forse faranno un bel ruzzolone.

Quanto agli ufologi solari, che non esitano a denunciare scellerati piani, a differenza di timorosi automi del sistema, sono forse degli ingenui, ma “ingenui” letteralmente significa “nobili”.