Rispondi a: Il nostro Universo e l'altro Universo

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#26303

Detective
Partecipante

Dico il mio punto di vista in base a ciò che per me è la verità…
L'universo, quello osservabile e rivelabile dagli astronomi, è solo una risultante delle nostre percezioni in questa nostra dimensione dove ci troviamo a fare esperienza percependo un mondo fisico. Se tutto il cosmo è fatto di energia, ossia infiniti impulsi elettrici che interagiscono tra loro formando infinite realtà e dimensioni, il punto è che è l'intelligenza creativa, quindi lo spirito divino che permea tutti questi impulsi elettrici formando le percezioni che egli stesso si trova a sperimentare, quindi la sua stessa creazione, vive nella molteplicità in parti separete da se stesso, ossia gli esseri individuali così come lo siamo anche noi che ci facciamo assolutamente parte, questo significa che la materia per come la percepiamo noi è solo un'illusione, ma non nel senso che non esiste, altrimenti la creazione stessa non esisterebbe, ma nel senso che la materia che noi percepiamo come densa, e quindi una cosa esistente separata da noi a se stante, non è una cosa reale, ma il fatto è che la creiamo noi costantemente attraverso il nostro pensare, e quindi la nostra consapevolezza di vivere in una realtà dove noi percepiamo ciò che noi stessi, intesi come Dio, abbiamo programmato di sperimentare per farne esperienza. Perciò, noi non siamo altro che costanti programmatori della nostra stessa realtà, in una dimensione apposita perchè essa possa esistere, essendo infatti nient'altro che percettori di impulsi energetici usando il nostro cervello come macchina per convertirli in percezioni di materia densa, a sua volta anche il nostro stesso cervello è formato dagli stessi impulsi, e siamo appunto, proprio noi io individuali, che siamo degli spiriti, quindi intelligenze, che dirigiamo i compiti che devono svolgere questi impulsi di elettricità per poter formare l'illusione di una cosa definita meteria densa. Quindi, noi intelligenze, per rendere l'illusione ancora più reale, invertiamo un certo numero di questi impulsi formando l'organo del cervello per poi utilizzarlo appositamente come sede spazio-temporale dove risiedere in uno spazio ben definito all'interno del quale ci identifichiamo col termine di mente conscia. A questo punto noi intelligenze divendimo duali separando noi stessi in due parti ben distinte mentre la consapevolezza di estistere non può essere divisa, ma deve restare sempre se stessa, e quindi ad una parte di noi deve sussistere mentre all'altra parte di noi deve per forza cedere il posto un'ulteriore intelligenza, quindi metaforicamente una terza parte di noi. Perciò, qual'è questa terza parte? Essa è Dio stesso in persona che ha separato un frammento di se stesso nella dimensione illusoria, esso è la prima di queste tre parti che è la consapevolezza di esistere, poi, via via di seguito, la seconda parte è un ulteriore frammento che Dio ha deciso di renderlo una intelligenza a se stante che maneggia gli impulsi elettrici che formano il corpo che a sua volta la consapevolezza usa come strumento per sperimentare le percezioni, le quali non sono altro che impulsi esterni da quelli che formano il corpo, che il cervello, attraverso l'azione intelligente della seconda parte, li trasforma in ciò che definiamo materia densa ed utilizzando i cinque sensi come ulteriori strumenti di esso stesso per creare appunto l'illusione che la consapevolezza stessa si trova a sperimentare. A questo punto, la terza parte, ossia quella che controlla la seconda, è l'essere supremo della creazione che costantemente dirige ultriori altre infinite di queste seconde parti le quali, a loro volta sono strumenti delle molteplici consapevolezze che a loro stessa volta sperimentano infinite realtà e dimensioni, tra le quali facciamo parte integrante noi stessi esseri umani che appunto, a nostra volta, facciamo parte di un dato gruppo di consapevolezze in questa nostra percettibile realtà dimensionale e, siccome questi gruppi di consapevolezze sono infiniti e ad ognuno si associa una data realtà dimensionale, quindi è evidente che di realtà c'è ne sono all'infinito. Perciò, a questo punto vuol dire che gli astronomi, che fanno quindi parte di questa nostra realtà dimensionale, non osservano nient'altro che questa stessa realtà e solo come la percepiamo attraverso il meccanismo del nostro cervello che trasforma gli impulsi elettrici intorno a noi convertendoli in percezioni visive raffiguranti gli oggetti solidi, in percezioni di onde vibratorie che formano i suoni, in percezioni di onde olfattive che formano gli odori, e in percezioni di onde impulsive che formano il tatto e il palato, e quindi nei nostri cinque sensi che appunto formano l'illusione della realtà materiale. Quindi, non solo gli astronomi osservaso soltanto una delle tante realtà infinite, ma per di più anche in modo illusorio. E' questo lo scherzo cosmico a cui sono soggetti a studiare come realtà constatabile concretamente!!