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#27871

PaoloG
Partecipante

GLI UMMITI – LA TECNOLOGIA

NOTA PRELIMINARE:
Ci tengo a sottolineare che, se in questo documento mi esprimo sempre all’indicativo presente, lo faccio solo per semplicità espositiva.
Questo NON vuol dire che io affermo o sostengo la reale esistenza di questo ipotetico popolo e pianeta.
Certo, mi piacerebbe che questi esistessero veramente, ma cerco sempre di rimanere con la testa sulle spalle, studiare la questione senza necessariamente prenderla per oro colato o crederci sulla base di un cieco fideismo (che d’altronde non è mai stato il mio forte), e consiglio a tutti di fare lo stesso.

1) Caratteristiche generali

E’ piuttosto difficile descrivere la tecnologia ummita a causa del notevole avanzamento rispetto alla nostra, che alcuni hanno stimato attorno ai duemila dei nostri anni, riferiti agli attuali ritmi di sviluppo; se è vero da un lato che alcune delle tecniche e tecnologie descritte non ci appaiono affatto inverosimili oggi (dopo che sono passati oltre 40 anni dalla redazione delle lettere), è pur vero che molte altre delle tematiche illustrate richiedono per essere comprese un certo sforzo intellettuale, non scevro da un imprescindibile atto di fede.
In particolar modo colpisce la padronanza di processi che si svolgono a livello del singolo atomo; sono infatti numerosi gli ambiti, come vedremo oltre, dove gli Ummiti riferiscono di utilizzare tecniche e tecnologie operanti a livello del nucleo atomico.
Un altro aspetto di fondamentale importanza è quello di poter utilizzare l’antimateria, facendola reagire in modo controllato con la materia, ottenendo così una fonte di energia con enormi potenzialità, fra le quali la trasmutazione degli elementi è la più importante, anche se non l’unica.
Per quanto possano essere impressionanti i fattori di tipo tecnico comunque, quello che più colpisce, e la differenzia dalla nostra, è il fatto che per gli Ummiti la tecnologia e le sue applicazioni sono sempre e comunque subordinate alla morale.

2) Veicoli per viaggi spaziali
I vascelli spaziali ummiti hanno forma discoidale (e non particolarmente elegante) con diametro di circa 13 metri ed altezza di circa 3,5.
Tali veicoli sono descritti in modo piuttosto completo nella lettera D69-1, ad eccezione di quanto concerne le modalità di generazione di energia, che sembra essere richiesta in enormi quantità per questo impiego, e di propulsione.
Si sa solo che il generatore principale, alloggiato nella cupoletta superiore delle navi spaziali ummite ha forma circolare con un diametro stimabile intorno a due-tre metri.
L’altra componente fondamentale per i viaggi interstellari è la tecnica per l’inversione omogenea degli assi dei quantum energetici (detti IBOZO UU, che secondo gli Ummiti, costituiscono il vero substrato fisico della materia), grazie alla quale si ha accesso ad un ambito dimensionale diverso dall’ordinario (gli Ummiti considerano composto l’universo da dieci dimensioni fisiche, di cui solo quattro, ovvero le tre classiche più il tempo, sono quelle che noi conosciamo e consideriamo) nel quale sono intrinsecamente possibili maggiori velocità su distanze astrali che, in tale differente ambito dimensionale, sono variabili rispetto a quello ordinario, ed in certi casi possono anche essere notevolmente minori rispetto ad esso; la combinazione di questi due ultimi fattori, ovvero maggior velocità e distanze che a volte possono essere più ridotte, rende possibile agli Ummiti l’effettuazione di viaggi interstellari, pur se con certe restrizioni (lettera D45).
Anche a proposito di tale tecnica d’inversione degli assi i dettagli sono molto scarsi; sembrerebbe comunque che i fattori base siano temperatura e pressione.
Non è dato sapere quali velocità i vascelli spaziali ummiti possano raggiungere nello spazio aperto, per quanto nelle lettere sia indicato che i viaggi interstellari vengono effettuati quando si possono prevedere dei tempi di viaggio non superiori a qualche mese.
Per lo spostamento nell’ambito di atmosfere planetarie simili a quelle che si hanno su Ummo, quindi all’incirca anche sulla Terra, gli Ummiti affermano che un valore di velocità standard è sui 12 Mach (ovvero dodici volte la velocità del suono! – lettera D69-4).

3) Tecniche di propulsione per viaggi locali
Su questo aspetto gli Ummiti sono molto più loquaci (lettera D41-6).
Il mezzo di propulsione più utilizzato per viaggi medio-lunghi su Ummo è un veicolo volante alimentato da un motore a Tetrafloruro di Xeno, che viene estesamente descritto nella lettera citata.
Il veicolo, apparentemente n grado di ospitare diverse persone, vola ad un’altezza molto ridotta, inferiore al metro, onde minimizzare le conseguenze per gli occupanti in caso di incidente. Il veicolo segue automaticamente il profilo altimetrico del suolo che sorvola rimanendo ad una quota prefissata, e la sua rotta viene controllata e diretta, in collaborazione con gli strumenti di bordo, dall’onnipresente rete di calcolatori XANMOO AYUBAA (vedi oltre).
Per quanto riguarda gli spostamenti su brevi distanze, gli Ummiti utilizzano dispositivi volanti personali (non collegati alla XANMOO AYUBAA) che si indossano, e che consentono di raggiungere quote non superiori ai 50 metri.
Per le distanze più brevi invece gli Ummiti utilizzano, come noi, i piedi.

4) La Internet degli Ummiti (XANMOO AYUBAA)
Si tratta di una vera e propria rete di trasmissione dati su scala planetaria che connette una serie di grandi calcolatori (che non sono basati sull’uso di componenti elettronici come i nostri, ma su tecniche nucleari – si veda oltre) con un grandissimo numero di terminali fissi e mobili disseminati su tutto il pianeta, che offre numerosissimi servizi:
– comunicazione (tipicamente audiovisiva) fra individui e con le autorità
– ricerca di informazioni di vario tipo: quantità del credito che si ha a disposizione, diagnosi mediche familiari, tecniche pedagogiche per le neo-madri, informazioni di tipo legale o di tipo scientifico per l’educazione dei figli, oppure ancora per la formazione permanente degli adulti, eccetera.
– consulenza su questioni quali la reciproca compatibilità di due giovani che vorrebbero formare una coppia (lettera D41-13), o il tipo di futura attività lavorativa che più si adatta alle caratteristiche di un giovane che sta svolgendo il periodo di studio.
– programmazione delle attività dei singoli cittadini, come quella del gioco (lettera D41-7), della durata ideale del periodo di sonno per ciascuno (lettera D41-3) o delle scelte attinenti alla pianificazione familiare (lettera D41-12).
– stoccaggio d’informazioni di ogni tipo, dall’album foto/video di famiglia ai dati sanitari di ogni membro della famiglia stessa.
– controlli di processo, come nel caso del controllo del traffico dei veicoli volanti o di innumerevoli attività produttive.
– supporto informativo all’attività degli organi di governo.
– servizi di calcolo puro per attività scientifiche.
Il centro di elaborazione planetario nel quale è concentrata tutta la potenza di calcolo che tale rete distribuisce consta di 120 grandi elaboratori (lettere D33 e D41-16) riuniti in un unico centro dove prestano la loro opera molte migliaia di tecnici, ed è l’unica installazione su UMMO protetta da (quella che si potrebbe definire in termini terrestri) una sorveglianza di tipo militare.

5) I computer ummiti (Lettera D71)
Gli elaboratori automatici utilizzati dagli Ummiti svolgono funzioni molto simili ai nostri, ma non condividono con essi la stessa tecnologia di base. Mentre infatti i nostri sono basati su tecnologie di tipo elettronico (ovvero componenti integrati in piastrine di semiconduttori a formare circuiti che operano agendo su flussi di corrente elettrica), quelli ummiti funzionano sulla base di reazioni di tipo nucleare.
Il processo avviene nell’ambito di un materiale cristallino stabile dove i processi avvengono non a livello di tensioni elettriche ma di potenza: si ha un dato valore di potenza in ingresso (materializzato dall’energia di un neutrone che va a colpire il nucleo di un atomo) al quale corrisponde, per fissione nucleare, un più elevato livello di energia in uscita che viene poi convertito in elettrico, processo che si svolge a spese della massa del materiale cristallino.
Tale liberazione controllata di energia avviene su scala molecolare e nel processo interviene un numero di atomi sufficiente a far che il fenomeno possa essere considerato a livello macrofisico come continuo (lettera D69-1).
E’ anche interessante notare che, a differenza dei nostri computer che utilizzano il sistema binario per il loro funzionamento interno, i calcolatori automatici ummiti utilizzano la base stessa della numerazione ummita, ovvero la base dodici.
In particolar modo è interessante (e da noi meglio comprensibile) il sistema utilizzato per le memorie (lettera D71): viene impiegato il titanio, elemento molto comune su Ummo, in forma perfettamente pura e mantenuto ad una temperatura vicinissima allo zero assoluto per evitare l’agitazione termica degli atomi; ciò che rende tali memorie estremamente performanti (rispetto alle nostre attuali, s’intende) è che l’elemento base del sistema di memorizzazione è il singolo atomo del materiale.
I dati infatti vengono memorizzati come stati quantici degli elettroni di ogni singolo atomo di titanio, consentendo una enorme capacità di memorizzazione.
Il controller di tali memorie utilizza tre finissimi fasci di radiazioni ad altissima frequenza di intensità diverse e regolabili che, convergendo tutti e tre esattamente sul singolo atomo senza disturbare gli altri, sono in grado di variarne, grazie all’effetto di eterodinaggio che così si verifica, il livello quantico degli elettroni su dodici livelli, memorizzando una cifra per ogni atomo, quando noi nelle nostre memorie conserviamo solo i due stati del sistema binario, ovvero zero ed uno.
Oltre ai 120 grandi elaboratori facenti capo alla rete XANMOO AYUBAA di cui sopra, vi sono anche molte altre tipologie di elaboratori automatici; dai “palmari” come ad esempio quelli usati dalle casalinghe ummite per usi domestici, quali annotare le ricette per i bagni di vapore profumato (lettera D41-3) ad un gran numero di altri tipi più o meno complessi, usati come controllori all’interno di vari dispositivi anch’essi più o meno complessi (navi spaziali, veicoli volanti per spostamenti locali, apparati fotografici, dispositivi di automazione domestica e così via).

6) Tecniche di replicazione/trasmutazione (lettera D1738)
Gli Ummiti utilizzano dispositivi che consentono loro di replicare esattamente gli oggetti, operando a livello delle singole molecole che li compongono, allo stesso modo in cui noi oggi duplichiamo i documenti stampati.
Tale sistema di replicazione è basato sulla tecnica di trasmutazione controllata degli elementi, resa possibile dall’utilizzo dell’enorme energia fornita dal processo di reazione controllata di materia con l’antimateria.
La più importante applicazione di questa tecnica è quella che consente loro di produrre (o meglio, riprodurre) a costi contenutissimi tutto ciò che loro occorre, ovvero beni di consumo, alimenti, macchinari e quant’altro.
Affermano fra l’altro di aver effettuato copie di numerosi capolavori artistici, documenti, manufatti ed altri oggetti terrestri di loro interesse, e di averli trasportati sul loro pianeta dove è stato istituito ciò che in termini terrestri si potrebbe definire un museo.
Questa tecnica consente loro anche di riprodurre oggetti sepolti o comunque inglobati in altro materiale, lasciando gli originali al loro posto.

7) La tecnica fotografica (lettera D65)
Gli Ummiti hanno sviluppato apparati per la ripresa di immagini fisse con una tecnica piuttosto simile alla nostra nelle linee generali. Le differenze principali stanno nel gruppo ottico degli apparati che, invece del cristallo da noi utilizzato impiega un gas. L’effetto che noi otteniamo con dei cristalli opportunamente conformati essi lo ottengono mediante il riscaldamento/raffreddamento accuratamente controllato di determinate aree di una camera riempita di un gas inerte; per fare questo, gli Ummiti affermano di essere riusciti ad eliminare (non senza fatica) tutti gli effetti di inerzia termica del fluido. Il processo è dinamico, nel senso che è possibile variare la conformazione della lente gassosa in modo da creare l’effetto prodotto da tutti i tipi di obiettivi fotografici che si possono immaginare; naturalmente il tutto è gestito da quello che da noi sarebbe un microprocessore.
Tale sistema a lenti gassose, benché di realizzazione complessa presenta una grandissima flessibilità.
Le immagini sono fissate su un sensore formato da cinque lamine di selenio caricato elettrostaticamente, ciascuna delle quali è sensibile ad una data gamma di frequenze ottiche, quindi acquisite in modo digitale e salvate in una memoria in titanio come quella descritta al punto precedente.
Gli apparati fotografici ummiti assomigliano abbastanza ai nostri attuali apparati digitali per il fatto di avere un display che consente di inquadrare l’immagine prima di riprenderla; per questo viene utilizzato un “prisma gassoso” che devia l’immagine verso il display come fanno i prismi vitrei delle nostre reflex, e che viene dissolto un attimo prima dello scatto, momento nel quale viene creato il tipo di obiettivo desiderato.
Presso gli Ummiti inoltre le immagini e le relative stampe fotografiche sono praticamente sempre stereoscopiche; per ottenere tale effetto gli Ummiti usano una tecnica mediante la quale viene prodotto un grandissimo numero di minuscole particelle riflettenti la luce; tali particelle vengono sottoposte all’azione di un campo magnetico che ne orienta la metà in un senso e l’altra metà nell’altro. L’immagine, o meglio la coppia di immagini stereoscopiche, viene quindi stampata su tale supporto (lettera D41-14).

8) Tecniche di amplificazione e riproduzione del suono
Vi è un aspetto delle tecniche di amplificazione e riproduzione del suono che si ricollega a quanto visto nel punto precedente: una delle tecniche che gli Ummiti infatti utilizzano per la riproduzione del suono utilizza dei dispositivi (quelli che da noi si chiamano altoparlanti) basati sul controllo termico di una colonna d’aria (lettera D41-9).
Per quanto riguarda l’amplificazione, descrivono solamente che la protesi amplificante utilizzata dalla maggior parte della popolazione per amplificare i debolissimi suoni che la loro laringe può ancora emettere in età adulta ha la forma di una lenticchia, dal cui livello di miniaturizzazione si può dedurre che anche in questo caso vengano usate tecniche a livello del nucleo dei singoli atomi (lettera D33-3).

9) Altre tecniche a noi sconosciute
Fra le diverse tecniche basate su fenomeni fisici a noi sconosciuti, la più importante è quella delle onde gravitazionali. Gli Ummiti affermano di utilizzare tale tecnica per le comunicazioni, per la propulsione di piccoli apparati (quali certi tipi di sonde per prospezione a distanza), per la microscopia (lettera D58-2) nonché per la cottura dei cibi al posto delle microonde che utilizziamo noi, per la realizzazione di obiettivi fluidi negli apparati fotografici di precisione.
A parte questo. le uniche ulteriori informazioni che gli Ummiti forniscono a tale proposito sono che occorre un grande dispendio energetico per produrre tale forma di energia, e che la tecnica di generazione sfrutta il “movimento armonico degli elettroni” in determinate condizioni.
Un’altra fra le tecniche a noi sconosciute è quella basata sull’effetto denominato “risonanza nucleare” (lettera D69-3), che consiste nella propagazione dell’alterazione dello stato quantico di un atomo, opportunamente indotta, nell’ambito di un insieme di atomi dello stesso tipo e tutti inizialmente allo stesso livello quantico. Essendo tale effetto utilizzabile solo in totale assenza d’atomi di altri elementi simili, la sua applicazione è possibile in ambiti molto ristretti e particolari, come nella rete di trasmissione dati all’interno delle navi spaziali.

PaoloG – 11/07/2009