Rispondi a: Materia oscura, uno studio la mette in dubbio

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Richard
Richard
Amministratore del forum

per poter capire cosa intendono e perchè bisogna approfondire
cerco qualche spunto comprensibile

FUTURO – La gravità è la più misteriosa delle forze della natura. Da un secolo i fisici teorici ne sono ossessionati, a partire da Einstein, che per primo ne capì la relazione con la geometria. Intere generazioni di scienziati hanno speso la loro vita cercando di riconciliare i due cardini della fisica del secolo scorso: gravità e meccanica quantistica. Negli ultimi anni, grazie alle intuizioni di Leonard Susskind e del premio Nobel Gerard ‘t Hooft, sembra finalmente di avere imboccato la strada giusta, ma per percorrerla bisogna abbandonare la nostra intuizione e abbracciare una nuova visione dell’universo. Si tratta del concetto di olografia.
http://oggiscienza.wordpress.com/2011/05/23/la-gravita-olografica/

Se una stella tridimensionale potrebbe essere codificata come la seconda manifestazione dell’orizzonte di un buco nero, può essere che lo stesso vero che per l’universo intero.
L’universo, dopotutto, ha un orizzonte che dista 42 bilioni di anni luce; oltre questo punto luce non ci dovrebbe essere un tempo ulteriore fuorché il Big Bang.

Abbiamo visto che l'entropia di un buco nero è pari a un quarto dell'area dell'orizzonte degli eventi. In altre parole, l'entropia è legata a una superficie e non, come parrebbe più ovvio, a un volume.

Ora, nessuno sa con esattezza cosa ci sia dentro a un buco nero, e questo ormai lo abbiamo capito, però sappiamo con ragionevole certezza che l'entropia, intesa come quantità di informazione, si trova sulla sua superficie, e con essa anche i suoi gradi di libertà.

Questo ha portato i fisici a estendere tali ragionamenti a regioni cosmologiche dotate di superfici di delimitazione, cioè delimitate da una sorta di orizzonte degli eventi cosmico.
http://www.torinoscienza.it/dossier/universi_come_ologrammi_e_altre_stranezze_3128

Susskind e Hooft asseriscono che questa seconda “superficie” può codificare l’intero Terzo Universo che noi sperimentiamo – molto simile al Terzo Ologramma che è programmato per la nostra carta di credito.
http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/ciencia_holouniverse12.htm

http://michelenardelli.blogspot.com/2010_01_01_archive.html
L’informazione che cade nei buchi neri è persa?
Michele Nardelli
..”Jacob Bekenstein arrivò al seguente risultato: l’entropia (misura dell’informazione nascosta) di un buco nero, misurata in bit, è proporzionale all’area del suo orizzonte degli eventi misurata in unità di Planck. L’intuizione più grande del celebre fisico Stephen Hawking è che i buchi neri non solo hanno un’entropia, come ipotizzato correttamente da Bekenstein, ma anche una temperatura.
Usando la matematica della teoria quantistica dei campi, Hawking calcolò che la perturbazione delle fluttuazioni del vuoto causata dalla presenza del buco nero fa sì che vengano emessi fotoni, esattamente come se il buco nero fosse un corpo nero caldo. Questi fotoni vengono chiamati radiazione di Hawking.“..
..” L. Susskind e G. ‘t Hooft erano sicuri che ciascun bit di informazione è trasferito nei fotoni e nelle altre particelle che portano via l’energia del buco nero. In altre parole, l’informazione è “immagazzinata” nelle tante particelle che costituiscono la radiazione di Hawking. Inoltre essi erano giunti ad un’altra importante conclusione: il mondo tridimensionale dell’esperienza comune – l’universo pieno di galassie, stelle e pianeti – è un ologramma, un’immagine della realtà codificata su una lontana superficie bidimensionale. Questa nuova legge della fisica, chiamata principio olografico, afferma che tutto ciò che è contenuto in una data regione spaziale può essere descritto da bit di informazione confinati sul bordo della regione stessa. Il mondo sarebbe quindi diviso in pixel, e tutta l’informazione è immagazzinata sul confine dello spazio…”

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da 1min-20s =_=

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“.se andiamo verso la singolarità (del buco nero) con le equazioni di campo di Einstein, troviamo l'infinito, detto “cattivo infinito”, quindi viene ignorata e la parte è detta “parte non lineare non risolta delle equazioni di campo di Einstein”..

http://en.wikipedia.org/wiki/Einstein_field_equations
Le soluzioni alle equazioni di campo di Einstein sono metriche dello spaziotempo. Spesso sono chiamate “metriche”. Descrivono la struttura dello spaziotempo includendo il movimento inerziale degli oggetti nello spaziotempo. Dato che sono non-lineari non possono sempre essere risolte completamente (senza fare approssimazioni). Le approssimazioni comunemente sono dette approssimazioni post-Newtoniane. In molti casi sono risolte completamente e sono dette soluzioni esatte.
Lo studio delle equazioni di campo di Einstein è una delle attivita della cosmologia. Ha portato alla predizione dei buchi neri e a diversi modelli di evoluzione dell'universo.

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«Bene», disse Malcolm. «Allora cominciamo dal principio». Fece una pausa e guardò il soffitto. «La fisica è riuscita molto bene a descrivere certi tipi di comportamento: i pianeti in orbita, le navi spaziali che vanno sulla Luna, pendoli, molle e palle che rotolano, quel genere di cose. Il movimento regolare degli oggetti. Tutto ciò viene descritto con le cosiddette equazioni lineari, che noi matematici risolviamo con grande facilità. Lo facciamo da secoli».
«Okay», disse Gennaro.
«Ma ci sono altri tipi di situazione in cui la fisica non se la cava altrettanto brillantemente. Per esempio, tutto quello che ha a che fare con la turbolenza. Acqua che sgorga a fiotti. Aria che si muove lungo l'ala di un aereo. Le condizioni meteorologiche. Il sangue che fluisce attraverso il cuore. Gli eventi turbolenti vengono espressi con equazioni non lineari. Sono difficili da risolvere… di fatto, spesso sono impossibili. E quindi la fisica non ha mai capito nessuna di queste situazioni complesse. Sino a una decina di anni fa. La nuova teoria che li descrive si chiama teoria del caos
http://peerates.org/dinamica-non-lineare

https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6252
Potremmo vivere dentro un buco nero. Questa idea da far girare la testa, è una conclusione di un cosmologo, basata sul una modificazione delle equazioni di Einstein della relatività generale che cambia la nostra immagine di cosa accada nel nucleo di un buco nero…

Nella relatività generale di Einstein (RG), all'interno dei buchi neri ci sono “singolarità”, regioni dove la densità della materia raggiunge l'infinito. Che la singolarità sia un vero punto di densità infinita o solo una inadeguatezza della RG non è chiaro, dato che le equazioni della RG si rompono dentro i buchi neri.
..
http://www.newscientist.com/article/mg20727703.000-every-black-hole-may-hold-a-hidden-universe.html