Rispondi a: Michael Wolf, intervista radiofonica

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Maurizio Baiata ripercorre per Ufoonline la lunga storia del controverso Dottor Wolf

Michael Wolf è un nome famoso nella storia dell'ufologia moderna. Autore del best Seller “The Catchers of Heaven” è morto per un tumore al pacreas nel 2000. Il Dr. Michael Wolf Kruvant disse di aver lavorato nei laboratori dell'Area 51, in quelli della base aerea Wright-Patterson (Dipartimento Tecnologia Straniera), a Indian Springs e a Dulce. Disse: “Ho incontrato per lavoro ogni giorno esseri extraterrestri e ho condiviso con loro le mie stanze.” Wolf affermava di possedere svariate lauree e ha affermato più volte di essere stato nella stanza dei bottoni della N.S.A mediando tra gli alieni e goveno americano. Le sue affermazioni non hanno trovato riscontri sicuri e hanno spesso incontrato la ferma opposizione dei detrattori che lo accusavano di raccontare storie al limite della fantascienza. Ma Maurizio Baiata suo amico personale e coautore per l'Italia delle sue opere lo ha sempre difeso cercando di raccontare la sue esperienza e le sue idee sulla tematica aliena. Davide Veraldi lo ha intervistato e ha ripercorso insieme a lui alcuni aspetti del caso Wolf.

Maurizio, hai appreso telefonicamente della sua morte il 1 Ottobre del 2000 dal canadese Peter Asanounotos. Puoi raccontarci quel momento e introdurci brevemente la storia del Dottor Wolf?

M.B Il momento. Me lo aspettavo perché con Michael ci eravamo salutati un paio di settimane prima e la fine era imminente. La sua voce si faceva flebile, la dizione strascicata, come se quell’uomo, che della parola aveva fatto un passaporto verso l’umanità, stesse ancorandosi alla vita terrena solamente attraverso quei dialoghi con gli amici lontani, che non l’hanno mai abbandonato e mai lo faranno. Ne conosco alcuni qui in Italia, che per Michael darebbero qualunque cosa, che lo amano visceralmente, di un amore trascendente, limpido e puro. La sua storia quindi si può coglierla di riflesso, dall’energia delle persone che hanno avuto modo di incontrarlo, non per quello che di lui sul “piano storico” permanga agli atti. Quali “atti”, se tutto fu cancellato, nascosto, distrutto, come da copione per i veri, autentici “insider” dei quali nulla è dato sapere? Eccezion fatta per il colonnello Philip Corso che, in nome della sua levatura ha sfidato in vita il meccanismo della segretezza assoluta sugli UFO, seppure anche per lui il vincolo sia stato “ultimale”. Se sei nell’intelligence non ne esci, Jason Bourne insegna. Wolf era quello che ha sempre detto di essere: un uomo con un quoziente intellettivo straordinario, nel suo involucro fisico umano uno spirito proveniente da altrove, con un’altra iperbole cinematografica inquadrabile fra John Nash e K-Pax.

“The Catchers of Heaven” uscì per la prima volta negli USA nel 1996 per la Dorrance Publishing e divenne immediatamente un “CULT”. Sono Passati 14 anni dalla prima uscita italiana curata da te e hai scelto di ripresentarcelo in una nuova rivisitazione; qual è il motivo per il quale hai deciso di curare questo libro e cosa si cela dietro a questo titolo?

M.B Parto dal titolo. La cui traduzione e resa in italiano nel 2000 rappresentò per me un ostacolo insormontabile. Infatti, quando dissi a Michael che il titolo era stato scelto in “Afferrando il cielo” se ne dispiacque. Non corrispondeva alla sua idea. Disse a Paola Harris di essere stato ispirato da “Catcher in the Rye” (“Il giovane Holden”, nel titolo italiano) di Salinger. Pensate se fosse stato tradotto come “Il prenditore nella segale”. Nel titolo originale di Wolf si cela quello che potrebbero essere in nostri “creatori”. Il libro ha significati di portata molto maggiore oggi rispetto a 14 anni fa, quando ne realizzammo un’edizione fallace nella traduzione e poco aderente alla poetica wolfiana, alla sua visione in cui ogni cosa si trasfigura e il linguaggio, allora astruso, adesso è alla portata dei più. Inoltre, il messaggio, oggi è in linea con la nostra coscienza. Siamo noi che siamo cresciuti e in grande accelerazione, in risveglio alla genetica non solo terrestre, ma cosmica. Michael ci ha saputo attendere. Non si tratta quindi di una rivisitazione di “Afferrando il Cielo”. Ho tradotto, editato e interpretato ex novo tutto “The Catchers of Heaven” per giungere a “I Guardiani del Cielo”.

Michael Wolf nel libro parla di un governo ombra e lo chiama “Cabala” . Di cosa si tratta?

M.B Michael contrappone due forze occulte: il Majestic12 (di cui egli avrebbe fatto parte almeno sul piano esecutivo, come Dan Burisch) e il “Cabal”, struttura oligarchica e guerrafondaia basata sul petrodollaro, sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse del nostro pianeta, sull’annullamento di ogni capacità di autodeterminazione delle popolazioni. Wolf nel libro dice: “Lo conosciamo come Cabal, un gruppo segreto perfettamente oliato, una banda ben orchestrata di macchinatori e infiltrati con eccellenti trame e controparti e schemi invisibili, una struttura sovraccarica di militari, come era l’originale Majestic 12 Special Studies Group…”. Attenzione: tutti i nomi menzionati dall’autore sono fittizi. Le ricerche condotte da Paola Harris e da me hanno portato a identificare solamente un nome, di un personaggio chiave, quello di Charley Lightman, che è in realtà il figlio di un noto regista cinematografico inglese. Michael usò l’ambiente dello spettacolo britannico e italiano come “copertura” alle sue attività al servizio della NSA.

Il Dottor Wolf dice di essere stato consulente del N.S.C. (National Security Agency) e di aver diretto la principale sezione di ricerca: l’Alphacom Team. Di cosa si occupavano?

M.B La National Security Agency, per definizione, si occupa di questioni inerenti la sicurezza nazionale USA, interna ed estera in diretta connessione con l’amministrazione di Washington. L’Alphacom Team garantisce la sicurezza operativa delle strutture che si occupano di rapporti tecnico-scientifici e diplomatici con esseri non di questo mondo.

Il Dottor Wolf, nel libro spiega di aver incontrato diverse razze aliene e racconto l’incontro con il Grigio Kolta, la cui foto viene proposta in copertina. Ci vuoi raccontare qualche dettaglio?

M.B Gli incontri fra Michael e Kolta sono sia fisici sia “metafisici”, in questo secondo caso appartengono al reame delle esperienze di contatto diretto con entità invisibili all’occhio umano, ma percepibili dalla coscienza e attraverso comunicazioni non verbali, ma telepatiche. Kolta è un essere Grigio proveniente da Zeta Reticuli che sarebbe stato “ospite” del governo americano e diviene il “Maestro” di Michael… la sua pelle è simile a quella dei delfini. La foto di Kolta sarebbe stata scattata in un’abitazione di Wolf da un ammiraglio suo amico.

Scienza e Spiritualità frattura di una dicotomia profonda che ora separa il Mondo. Perché, secondo te, Michael Wolf ci esorta ad una crescita spirituale?

M.B Per sanare le ferite del genere umano. L’età della ragione coincide con l’imbarbarimento, la perdita delle qualità che, dalla nascita, collegano il bambino al suo pianeta d’origine, in apparenza, la Terra. Come poter riacquisire questi valori naturali? Mediante la cancellazione di quel rumore di fondo che riempie la nostra mente di dati, di nozioni e di informazioni e vi crea le sovrastrutture razionali e ragionevoli secondo i parametri di comodo delle religioni e dei poteri il cui fine è mantenere ogni individuo sotto la loro influenza, o dominio. Nel libro, Wolf ingaggia duelli epici con i rappresentanti di tali poteri e ne esce vincitore, ma a caro prezzo. Innanzitutto quello della perdita della gioia e dell’amore per Sarah e Danny, la sua compagna e il figlio sedicenne uccisi in un attentato di cui egli si sentirà responsabile sino al compimento della catarsi, la Trilogia di “Catchers of Heaven” e l’abbandono del corpo fisico terrestre.


Il Dottor Wolf sosteneva di essere portatore di marcatori genetici alieni e disse:” Molte delle persone attivamente coinvolte nella ricerca sugli UFO probabilmente possiedono questi geni alieni”. Ti sei mai rivisto nelle parole di Michael avendo avuto un’esperienza profonda, ampiamente raccontata nel tuo libro “Gli alieni mi hanno salvato la Vita”?

M.B Assolutamente. Anche se non ne ho le prove. Sono solo all’inizio di un cammino, di cui l’essermi dedicato completamente al lavoro su questo libro costituisce una tappa fondamentale. Sono portato a pensare che non sia finita qui. Che “The Catchers of Heaven”, per come li intendeva Michael, sono i portatori di una fiaccola la cui fiamma brucia dentro di noi e mai si spegne. Secondo necessità, va alimentata, per unire la sua forza a quella innata del fuoco interiore che ognuno di noi possiede e risiede nell’Anima.

C’è chi si avvicina da poco alla tematica ufologica, c’è chi è scettico, chi ha le proprie convinzione, chi è aperto al confronto, chi teme il cambiamento, chi aspetta il contatto, chi sostiene di averlo già avuto. In questa eterogeneità, che rappresentano una moltitudine di individui, cosa potrebbe spingerli a leggere questo libro?

M.B Una sola cosa: il bene che dobbiamo dare a chi ci vuole bene e si attende da noi che non lo lasceremo mai.

Vuoi chiudere questo “dialogo” con un pensiero ?

M.B Se solo una pagina di Michael vi toccherà il cuore, le lacrime che accompagneranno la lettura sono il Grazie che giunge dall’Eterno.
Si Ringrazia Maurizio Baiata per la disponibilità.
Davide Veraldi per Ufoonline.it
Bibliografia:
Il cult book di Michael Wolf “The Catchers of Heaven – I Guardiani del Cielo: Una Trilogia” edito da Verdechiaro, è appena uscito nelle migliori librerie italiane. Lo potete trovare da Feltrinelli e Mondadori. Potete ordinarlo in libreria o al sito della casa editrice Verde Chiaro.
Inoltre è disponibile presso i siti on line: Macrolibrarsi, Amazon, Giardino dei Libri, Fiori Gialli e Booxstore.

Per la prefazione:
http://mauriziobaiata.net/2014/03/10/il-mondo-che-ci-attende-la-mia-prefazione-a-the-catchers-of-heaven-una-trilogia-di-michael-wolf


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.