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Prabhudas2014
Prabhudas2014
Partecipante

Ok…..Prixi, Pasgal, grazie per il feedback.
Così mi viene da chiedere: cosa significa la ricerca spirituale oggi? Abbiamo avuto Bach, Mozart Behetoven Chopin i Beatles i LedZepellin ed i Pink Floyd, dei picchi che hanno segnato il loro tempo ed il nostro, almeno per la mia generazione, che non sente LadyGaga o Fabio Volo o Jovanotti come riferimenti .
Ma proprio qui, ora, c’è qualcosa o qualcuno che similmente può ispirare e disperdere l’enorme confusione e cacofonia che ci aggredisce da ogni parte? E’ vero che adesso sono disponibili così tante fonti lontane o vicine nel tempo, e poiché sentiamo di non appartenere a nessuna di esse veramente, proprio per questo è come se tutte queste informazioni non ci toccassero in fondo, così che non siamo trasformati da questo conoscere che anzi crea un’illusione ulteriore di sapere e ci impedisce di metterci in gioco. Chi o che cosa ci può fare da specchio oggi e mostrarci che in realtà non sappiamo veramente nulla di quello che conta e che le cose a cui attribuiamo tanto importanza in realtà non ne hanno per nulla? Come può il nostro seme sbocciare in un terreno di così tanto odio, violenza e falsità come buona parte del mondo è oggi? C’è qualcosa o qualcuno che ci può aiutare ad aprirci all’esistenza e permetterle di suonare la sua musica attraverso di noi? E’ possibile “arrendersi al tutto” facendo tutto da soli?
Ho conosciuto personalmente anche maestri come Jiddu Krishnamurti che per tutta la loro vita hanno cercato di demolire la funzione del maestro, senza riuscire alla fine a non esserlo e a ricreare in fondo la stessa struttura che ha cercato di combattere. Nella tradizione Indiana è radicato il detto: “quando il discepolo è pronto il maestro appare” . Per me è stato sicuramente così, ad un certo punto ho dovuto lasciare il lavoro e l’università, e mi sono precipitato in India senza alcuna ragione apparente, Eravamo così pochi occidentali, ci si poteva contare con le dita di una mano, i libri di Kerouak Jung Yogananda, nello zaino e nella testa. Siamo stati “chiamati” , come, non so. Poi un incontro a tu per tu che mi rivela inequivocabilmente una intimità di lunga data e la ripresa di un filo mai interrotto. Che gioia! Che inesprimibile ebbrezza!

A poco a poco ne sarebbero arrivati migliaia. Decine di migliaia da tutte le parti del mondo. Ma è ancora valido, e soprattutto, possibile tutto questo ? Non è che un Buddha, un Cristo, un Osho arrivino molto spesso. E quando arrivano non è che vengano trattati proprio bene. Nel mondo di oggi però vi sono sicuramente molti realizzati che vogliono e possono funzionare come maestri. Nello zen vi è il bellissimo detto: quando incontri per la strada il Buddha, uccidilo. In un certo senso il maestro è l’ultimo ostacolo. Ma devi averlo trovato e permesso di lavorare su di te prima di arrivare a quel punto. Delle volte si deve rischiare veramente molto e se qualcuno ci convince, ci seduce a farlo è perché in qualche modo si occupa della nostra incolumità, e ci risulta sicuramente più facile osare. Non è un rischiare in senso metaforico, perché le possibilità di sbagliare sono tante e ho visto compagni di viaggio, perdersi davvero troppo prematuramente, per strada, ed io stesso talvolta mi sono spinto troppo oltre, non nel senso giusto. Alternativamente una od uno dovrebbe spontaneamente togliere tutte le proprie difese e fare un salto nel vuoto alla “Sia fatta la tua volontà”. Semmmbra facile!
Il vantaggio di oggi è che con la tecnologia che ci mette quasi tutto a disposizione si può vedere e sentire esattamente quel che è stato detto da chiunque e come, anche se non eravamo presenti. Non è la stessa cosa che essere alla presenza di una persona che ci parla o ci tocca col suo sguardo, ma è già molto. Ora che sentiamo di essere tutti così inequivocabilmente interconnessi le modalità in cui la coscienza evolve si potranno esprimere anche altrimenti, perché la vita non ama ripetersi, pur continuando ad espandersi. E sono sicuro che, in qualche modo, il tuo seme, i nostri semi, sparendo, riusciranno a far spazio ad un fiorire che ci stupirà. Perché ho già sperimentato quanto inesauribile e bella possa essere la creatività dell’esistenza. Sinceramente.