Rispondi a: Tu sei Pietro e su questa pietra edifichero la mia chiesa

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Se vogliamo questo personaggio Zarathuštra è molto simile alla figura del Mito Gesù, anche lui assunto direttamente in cielo, e la madre lo concepisce in modo anomalo…
Ma quantomeno era un animalista convinto, si rifiutava di fare rituali sacrificali bruciando e sgozzando i poveri animali, credendo e facendo credere agli altri suoi contemporanei che in questo modo si salvavano l’anima.

All’Imperatore-dittatore Costantino gli faceva comodo una religione che gli perdonasse i suoi efferati delitti di figlio e moglie, il Mitraismo non gli perdonava niente ma facendoci parte ne aveva comunque il controllo dato che era in mano ai militari.
Il Mitraismo non lo faceva diventare neanche “santo” in punto di morte, quando decise che era meglio convertirsi al cattolicesimo da lui inventato di sana pianta a tavolino, prendendo a destra ed a manca, frasi, detti e racconti di tanti personaggi mito, tagliando e riducendo, modificando ed adattando a sua immagine e somiglianza un Dio che abita altrove dall’uomo ed ogni tanto ritorna per punirlo se non porge l’altra guancia a Cesare e soprattutto non gli dà ciò che gli è dovuto in piena sottomissione.
Con la trovata della “confessione” poi si è avuto il controllo totale e diretto della popolazione depredata dei suoi Diritti e colonizzata dalla Roma imperiale, che più era povera e perseguitata più si conquistava un paradiso mentale fittizio nell’oltretomba, ciò riparava senz’altro il dittatore-santo da eventuali rivolte popolari e che trasformò questo personaggio chiamato Gesù in un Cristo.
La sua grande astuzia e diplomazia gli fecero lasciare invariati i giorni dedicati al Sole Invictus: la mandria umana aveva bisogno di ingozzarsi ed ubricarsi per 3 giorni di seguito per dimenticare come si era ridotta fondando la propria Fede nella Verità sulla pietra della dittatura fanatico-religiosa di cui Costantino medesimo ne era il Sommo Pontefice.

Zarathuštra possiede dunque per la tradizione mazdeista un ruolo centrale nella salvezza dell’umanità: è stato lui a pronunciare per primo l’inno dell’Ahuna Vairya (Yatha ahū vairyo[11]), che fece fuggire i demòni dalla terra dove prima si aggiravano liberamente[12].

La tradizione mazdaica attribuisce alla vita di Zarathuštra numerosi episodi miracolosi, fin dal concepimento, quando la madre Dughdōvā, ricevendo lo Xvarěnāh di Zarathuštra, fu immersa in una luce sovrannaturale e le mura della casa furono incandescenti per tre notti[13], e poi con la gravidanza… nacque ridendo Zarathuštra: il suo corpo, la sua anima, il suo spirito e la sua gloria furono infatti tutti trasmessi da Ahura Mazdā, il Dio unico[12].

L’incontro con Dio avvenne a trent’anni, quando Zarathuštra, bagnandosi nel mezzo del fiume Daitya (il fiume Amu Darya) per le purificazioni rituali del mattino prima del sacrificio dell’Haoma, risalendo sulla riva incontrò una figura luminosa che si presentò a lui come Vohū Manah (il “Buon Pensiero”, l’Ameša Spenta, l’angelo o l’arcangelo, di Ahura Mazdā) che lo rapì portandolo nel cielo al cospetto del Dio unico[14].

Sette saranno gli incontri tra il profeta e il suo Dio, il quale gli consegnò la “rivelazione” ordinandogli di diffonderla nel mondo[15]. Ma nel mondo Zarathuštra incontrò l’ostilità dei sacerdoti (i malvagi karapan, i mormoratori, e gli usig i sacrificatori[16]) di quella che da quel momento egli considerò la vecchia e falsa religione. Gli dèì di essa, i Daēva, non erano altro per Zarathuštra che demòni, seguaci dello spirito del Male, Angra Mainyu. Così il profeta fu costretto a fuggire dalla sua terra natale e a trovare rifugio presso il kavi[17] Vīštāspa (“Colui che possiede cavalli veloci”), uno dei principi (o il re) della Battriana. Qui, dopo alcune peripezie, il profeta all’età di quaranta anni convertì il principe alla “nuova” fede religiosa. Quest’ultimo divenne il suo protettore.

All’età di 77 anni, secondo alcuni racconti, Zarathuštra fu assassinato da un uomo malvagio, un karapan di un clan turanico, di cui conosciamo il nome in pahlavico, Tūr I Bradrēs, mentre pregava, salendo dopo la morte direttamente in cielo. Sempre secondo le tradizioni, oggi il suo seme è raccolto nel lago di Kansaoya e quando gli esseri malvagi saranno separati da quelli buoni, una vergine si bagnerà nel lago rimanendo incinta e partorirà il (o i) saošyant (lett. il “salvatore”)[18] che sovrintenderà alla fine dei tempi e al rinnovamento del mondo[19].

Secondo le fonti tradizionali Zarathuštra sarebbe vissuto “258 anni prima di Alessandro”[20], quindi tra il 628 a.C. e il 551 a.C.[21]

http://it.wikipedia.org/wiki/Zarathustra


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