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La religione ti fa anche credere che se ti fai saltare in aria ti raddoppiano le vergini in premio nel tuo aldilà…ed anche questi sono sacrifici umani!

Sacrifici umani e la Bibbia

Pare che il culto di Moloch fosse stato introdotto a Gerusalemme da re Salomone, in onore del quale i bambini erano immolati nella valle di Tophet, ossia la Gehenna (II Re XXIII, 10), l’inferno ebraico.

In Esodo XXII, 28-29, si legge chiaramente, “Tu mi darai il primogenito dei tuoi figli e anche quelli delle tue mandrie e del tuo gregge, al loro ottavo giorno”. Ezechiele (XX, 24-26) ne parla come “una delle leggi che non erano buone” e tali da contaminare Israele per castigo della sua idolatria.

La Bibbia d’altronde spesso narra di sacrifici umani. Anche volendoci non soffermare sulla discussa vicenda di Isacco, non possiamo ignorare quanto riportato in Giosuè VI, 26. Si narra che Giosuè fece giurare: “Maledetto davanti al Signore l’uomo che si alzerà e ricostruirà questa città di Gerico! Sul suo primogenito ne getterà le fondamenta e sul figlio minore ne erigerà le porte!”.

Giosuè ordinò un sacrifico umano in seguito alla sconfitta subita dagli israeliani che si scontrarono con il popolo della città di Ai.

La vittima sacrificale scelta fu Acan che, dopo essersi autoaccusato (non proprio spontaneamente) della sconfitta subita, fu lapidato a morte. Tale sacrificio dette nuova linfa vitale agli israeliti che, durante una nuova battaglia, sconfissero l’esercito di Ai.

Sacrifici umani e le civiltà del passato: gli Aztechi

I riti appena descritti erano ben poca cosa rispetto a quanto praticato dagli Aztechi, in Messico, che arrivarono a compiere dei veri e propri eccidi di massa in nome del sacrificio agli dèi.

Dèi molto esigenti a quanto pare, dominatori incontrastati del cosmo, che avrebbero causato la fine del mondo se non accontentati in maniera adeguata.

Ogni giorno nelle principali città azteche venivano effettuati rituali con sacrifici umani e pare che, in queste occasioni, il sangue scorresse a fiumi dai templi.

Gli aztechi credevano che gli dèi si fossero immolati per creare il sole e, per tale motivo, era loro dovere nutrirli con l’acqua sacra, ovvero il sangue.

Ogni occasione era quindi propizia per i cruenti riti. Alla festa del dio della Primavera, per esempio, si trafiggeva a morte un giovane con le frecce per fecondare il terreno.

Durante la cerimonia del Nuovo Fuoco, una delle più importanti della cultura azteca che si svolgeva ogni 52 anni, la gente si riuniva sulla Montagna del Nuovo Fuoco e il sacerdote sacrificava un uomo sovrastato dalle grida di gioia delle persone per aver ottenuta l’ennesima salvezza del mondo.

In varie occasioni i sacrifici raggiunsero livelli di vero e proprio mattatoio. In occasione della festa del tempio di Huitzilopochtli, temibile dio della guerra e del sole e protettore della città di Tenochtitlán, furono uccise più di ventimila persone.

Ma come avvenivano questi riti?
Il prescelto, indipendentemente dalla propria volontà e dopo aver condotto una lotta rituale contro vari avversari, era condotto magnificamente vestito in cima alla piramide dove veniva immolato su una pietra.

Il sacerdote incaricato del sacrificio era assistito da altri sacerdoti minori che immobilizzavano la vittima mentre gli veniva squarciato il petto con un pugnale di ossidiana e gli veniva estratto il cuore, che doveva essere offerto ancora pulsante agli dei: il sangue veniva fatto colare giù dalla piramide.

Dalle piattaforme del tempio il fumo dell’incenso e dei cuori bruciati saliva fino agli dei e la tintura nera con cui si tingevano i sacerdoti conteneva droghe che li rendeva insensibili alla fatica e capaci di danzare e cantare ininterrottamente per molte ore.

Il corpo senza vita della vittima veniva poi eliminato e, in alcuni casi, anche mangiato.

Sacrifici umani e le civiltà del passato: Incas e Maya

Studiando quindi le civiltà a noi antecedenti, sembrerebbe proprio che il sacrificio rituale umano fosse una pratica molto diffusa.

Come non ricordare per esempio la civiltà incaica, quella maya e tutte le popolazioni precolombiane? Dagli scritti dei sacerdoti dei conquistatori spagnoli, per esempio, siamo venuti infatti a sapere che gli Incas, per placare l’ira degli dei, sacrificavano molti bambini. Idem per i Maya.

Cerimonia di sacrificio umano MayaLe vittime non dovevano presentare imperfezioni per non inficiare il rituale affinché gli dei accettassero il sacrificio; essere scelti per questo scopo era quindi un grande onore.

Questi bambini erano i cosiddetti capacochas, vittime sacrificali donate dagli Inca ai temibili dei delle montagne. Scelti tra la nobiltà, i bambini destinati a diventare capacochas dovevano essere belli e in ottima salute. Con il sacrificio di creature così pure, gli Incas ritenevano di offrire agli dei il tributo più prezioso. Ai bambini invece spettava l’onore di divenire divinità ed entrare a far parte della sfera celeste.

L’archeologo Max Uhle, agli inizi del secolo, rinvenne un numero considerevole di cadaveri di donne sepolte nei pressi del tempio del dio sole, Inti, nella costa del Perù: le vittime presentavano tutte evidenze di strangolamento.

Dopo questa prima importante scoperta sono state rivenute un gran numero di vittime sacrificali dislocate in vari punti della catena Andina: nella quasi totalità dei ritrovamenti, i corpi erano mummificati e perfettamente conservati a causa del clima e, soprattutto, del tipo di suolo tipico di quelle latitudini e altitudini.

È stato addirittura possibile eseguire autopsie sui cadaveri rinvenuti nel permafrost e, quindi, ottenere informazioni preziose circa le usanze degli Incas.

Come nel caso dell’agghiacciante scoperta avvenuta nel 1999 sulla cima al vulcano Llullaillaco, nell’area nord ovest dell’Argentina: qui, furono riportati alla luce i cadaveri di tre bambini di età compresa tra gli otto e i quindici anni.
Erano vestiti di lana e sulla testa portavano un ampio copricapo di piume. Secondo la ricostruzione degli studiosi essi vennero drogati con un distillato ottenuto dalle foglie di coca per combattere i malesseri dell’altitudine e per stordirli.
Una volta giunti nel posto desiderato, gli fu fatta bere una bevanda alcolica simile alla birra ma ricavata dalla fermentazione del mais, la “chica” (utilizzata ampiamente anche dagli aztechi), e in seguito furono sepolti vivi in buche profonde circa due metri assieme a un corredo di oggetti cerimoniali.

http://www.latelanera.com/misteriefolclore/misteriefolclore.asp?id=284


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