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#301926

orsoinpiedi
Partecipante

Intervista a Tom Michel sul mondo mussulmano
Tom Michel è un sacerdote gesuita statunitense, già diocesano, che ha iniziato la sua vita sacerdotale lavorando in Indonesia (il più grande paese mussulmano), praticano il dialogo con l’Islam e insegnando in varie università mussulmane, fino a diventare l’assistente per il dialogo interreligioso prima per il Vaticano poi per la Compagnia di Gesù.

Dopo aver descritto questa sua attività per il dialogo, (al quale i mussulmani sono sinceramente interessati e per il quale ci vuole molta pazienza per costruire la fiducia reciproca passando dalla contestazione, alla curiosità, alla collaborazione) p. Michel ha risposto alle domande dei presenti.
da http://www.giovaniemissione.it/mondo/14dicembregesuita.htm

D. Come vengono percepiti i cristiani o più in generale gli occidentali nell’Islam?

R. Nei tempi premoderni i cristiani erano considerati con rispetto, mentre scarso era il nostro rispetto per loro. Poi nei tempi del colonialismo è nata e cresciuta una grande rabbia nei confronti dei paesi coloniali. Anche oggi i mussulmani pensano che i tempi coloniali non siano finiti, sia perché continua il dominio dei paesi ricchi occidentali, in particolare degli Usa, che in molti casi hanno addirittura imposto o comunque sostenuto i governi di quei paesi, sia perché la creazione degli stati nazionali (come Iraq, Kuwait e altri) è stata artificiosamente decisa dai paesi coloniali. Quindi la rabbia è diretta anche verso i governi fantoccio degli occidentali.

Diverso è il caso della Turchia che non è mai stata colonia e si considera occidentale.

E’ anche interessante notare che la gran parte dei terroristi sono Arabi e non asiatici (saudita è Bin Laden e, dei 18 terroristi identificati per l’assalto alle torri e al Pentagono, 12 sono certamente sauditi)………..

D. C’è il rischio che il fronte anti-occidentale si compatti e l’Islam ne assuma la leadership?

R. Questo dipende molto dal comportamento degli USA nelle vicende attuali. Se gli USA sferreranno un grande attacco, uccidendo molti innocenti, continuando quello iniziato a Baghdad e poi proseguito con le sanzioni all’Iraq, il terrorismo crescerà e il fronte anti-occidentale si compatterà come rappresentante dei poveri del mondo, mentre gli occidentali ricchi rappresentano l’oppressione.

D. Forse una reazione ragionevole all’attacco alle torri, più giusto del bombardamento, potrebbe consistere nell’effettuare azioni volte a togliere al consenso (attuale e potenziale) di cui sembrano godere i terroristi presso i popoli degli stati musulmani. Quali potrebbero essere queste azioni?

R. Le azioni più efficaci potrebbero essere 1. il riconoscimento dello Stato palestinesi e la risoluzione del conflitto medio orientale; 2. l’abrogazione delle sanzioni all’IRAQ; 3. il controllo dello sviluppo economico dell’occidente nei paesi musulmani, in modo da renderlo più rispettoso della cultura dell’Islam (si va diffondendo un consumismo individualista, che va contro i principi comunitari dell’Islam, si vuole sviluppare il consumo degli alcolici, che è contro le norme religiose, ecc.)……….

Fermo restando l’assoluta condanna per questa forma di terrorismo,siamo noi occidentali esenti da colpe?