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Omega
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lI Fondatore della Fede Bahai fu Bahá’u’lláh, un nobile persiano di Teheran, che verso la metà del diciannovesimo secolo lasciò un’esistenza principesca, comoda e sicura per una vita di persecuzioni e privazioni.

La famiglia di origine di Siddhārtha Gautama (Śākya significa “potenti”) si dice fosse ricca: una stirpe guerriera che dominava il paese e che aveva come capostipite leggendario il re Ikṣvāku. Il padre di Siddartha, il rāja Śuddhodana, regnava su uno dei numerosi stati in cui era politicamente divisa l’India del nord. All’età di 29 anni, ignaro della realtà che si presentava fuori della reggia, uscito dal palazzo reale paterno per vedere la realtà del mondo circostante, testimoniò la crudeltà della vita in un modo che lo lasciò attonito, in seguito abbandona il lusso e gli agi, lascia il palazzo e tutti gli affetti, si rade il capo e indossa la veste gialla dell’asceta itinerante.

Un buddha, è un essere che si è liberato dagli attaccamenti e dal saṃsāra. Il risvegliato esplicita: « Non c’è differenza di meriti nel fare donazioni a me e aver cura dei malati, accudire i malati è servire il Buddha ».

L’ inizio dell’attività profetica di Muhammad viene collocato alla fine del mese di Ramadan del 610, allorché gli apparve l’arcangelo Gabriele.

La sua prima predicazione, preannunciante la fine dei tempi ed esortante alla penitenza, fu osteggiata dalla ricca classe mercantile, che dal grande pellegrinaggio convergente da tutta l’Arabia, verso il santuario pagano cittadino della Ka’ba, traeva cospicui vantaggi. Le persecuzioni diventarono così feroci che nell’anno 622 Dio diede loro l’ordine di emigrare. Muhammad e i suoi pochi seguaci non soffrirono solo le persecuzioni per tredici anni, ma anche i miscredenti cercarono di ucciderlo, diverse volte. In una occasione essi tentarono di ucciderlo facendo cadere un grande masso che era appena sospeso sopra la sua testa. Un’altra volta tentarono di ucciderlo avvelenando il suo cibo.

Prima di ogni prospettiva di successo per l’Islam e all’inizio di una lunga e dolorosa era di torture, sofferenze e persecuzioni di Muhammad, e dei suoi seguaci, egli ricevette un’offerta interessante. Gli si presentò un inviato dei capi pagani, Otba, dicendo: “…Se vuoi denaro, possiamo raccoglierne abbastanza da renderti il più ricco tra di noi. Se desideri comandare, sarai il nostro capo e non decideremo nulla senza la tua approvazione. Se vuoi un regno, ti incoroneremo nostro re…” Si richiedeva solo una cosa a Muhammad smettere di chiamare il popolo all’Islam e di adorare un solo Dio. La risposta del profeta? Semplicemente rifiutò.

Gesù, compiuti i 30 anni, sceglie di rivelare ciò che il Padre suo che è nei cieli gli aveva mostrato, eppure sapeva che sarebbe stato malvisto e perseguitato dai capi del popolo, tradito da uno dei suoi discepoli, abbandonato, e condannato dal sinedrio. Spiegò: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me; Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l’anima sua?; i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua; Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso; Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”.

Come si può constatare nessun profeta e nessun saggio ha cercato o insegnato il potere sugli uomini e l’attaccamento ai regni terreni o alle ricchezze materiali. Ciononostante tutti hanno il diritto a difendersi se aggrediti o perseguitati – senza però dimenticare: che “Siete frutti di un unico albero e foglie di un solo ramo”, che “La Terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini”, come disse Baha’u’llah.

L’attentatore danese era un noto criminale appena uscito dalla galera e che nulla ha a che vedere con l’Islam. Di solito sono i (finti) credenti a compiere stragi, di Stato e non, in nome di un dio. Se però un domani un laico agnostico incominciasse a mettere bombe un po’ ovunque, la soluzione non sarebbe vietare l’Ateismo e il razionalismo esattamente come quando un credente cristiano o musulmano compie crimini la soluzione non è vietare il cristianesimo e l’islam. Se però si teme che molti falsi credenti ingenui o malati mentali potessero diventare vittime della propaganda degli “Imam” guerrafondai traditori venduti alla CIA, allora bisogna seguire il consiglio di Rael che anni addietro propose di eliminare versetti violenti dai testi “sacri” di tutto il mondo, compreso l’Antico Testamento e il Corano poiché nessun popolo dovrebbe essere privilegiato né sacrificato. Tali versetti negativi fuori tempo e decontestualizzati formano milioni di giovani coscienze talebani (studenti) ed ugualmente frequentatori di catechismo cattolico, all’odio e alla lotta armata.

Se ciò non si ritiene sufficiente, beh che facciamo mettiamo Muhammad e Cristo fuori legge un altra volta, come piacerebbe all’anticristo? Essendo io Ateo – ovvero uno che non crede in nessuna forma di divinità, per me andrebbe benissimo il problema non sono io bensi miliardi di credenti dei più svariati culti soprannaturali i quali non potrebbero realizzarsi senza la loro fede liberamente scelta.

Non è vero che l’occidente ha già risolto la questione dell’interferenza chiesa-stato, siamo tutti ancora pesantemente oppressi dalle religioni deviate istituzionalizzate e se in tanti dormono o sono morti (dentro) è perché la comunità cristiana ha rubato le chiavi della conoscenza sia ai credenti, direttamente, che ai laici, indirettamente, tentando e riuscendo ad influenzare anche il loro ragionamento creduto indipendente, le loro scelte a volte per niente laiche, il loro stile di vita spesso solo apparentemente ragionevole, razionale. L’ignoranza esistenziale delle masse deriva dal fatto che l’umanità ha saltato lezione dei profeti (Buddha, Cristo, Muhammad), preziosa quanto irripetibile, così siamo giunti nell’era scientifica nella maggior parte dei casi totalmente impreparati, soltanto in pochi si considerano padroni e non schiavi della tecnologia; nel frattempo le armi sono divenute nucleari, chimiche, batteriologiche, ad energia diretta, subliminali – non possiamo fare affidamento alla farsa della “pace” sottoscritta dai briganti al governo degli Stati fantoccio sempre più numerosi.

Laicità è una grande conquista, certo irrinunciabile, alcuni paesi sono in ritardo, la devono ancora scoprire. Ma quella occidentale non basta, occorre andare oltre, è necessario garantire ad ogni cittadino del Pianeta vivente la libertà di scegliere e praticare il percorso che è inscritto nel suo DNA, il suo ‘Dharma’. Nessuno può barattare la propria via con quella del prossimo, perché per lui inefficace, non lo renderebbe libero, non sarebbe più se stesso. Nessuno si evolve saltando i gradini, chi ha bisogno di quegli insegnamenti non può farne a meno, deve sperimentare, vivere certe sfide e prove per crescere, per capire, non vi rinuncerà neanche sotto tortura altrimenti resterebbe ‘vuoto’ (senz’”anima”, privo di identità, un estraneo a se stesso) ed è quello stato mentale di separazione che i Vangeli chiamano “bestemmia contro lo spirito santo”, imperdonabile. C’è chi si risveglia in modo autonomo, ben venga ma c’è chi necessita di una guida. Se gli togli quell’unico aiuto cha ha in questo mondo, avrà il desiderio di morire ed è così che nascono i kamikaze, suicidi dinamitardi o paramilitari teleguidati telepaticamente dai Servizi. Prova a convincere un uomo libero e felice a compiere un crimine. Impossibile, ti riderà in faccia, con compassione naturalmente. Non ci vuole niente per convincere l’infelice a compiere i crimini perché l’infelice non ha l’accesso alla coscienza, basterebbe un paio di promesse vuote “affascinanti” – è come un burattino in balia dei venti. Che poi i venti siano “democratici” o “islamici” a lungo termine non fa differenza. Uno stato islamico ti uccide fuori, la democrazia ti uccide dentro.

Non c’è amore senza giustizia, e non c’è Pace senza amore, alcuni nostri fratelli ancora hanno bisogno dei vecchi profeti per comprendere la vera giustizia perché nella società illuminista e positivista non ne trovano traccia, per imparare ad amare senza condizioni e per avere quella pace superiore che lo scientismo non gli offre ma anzi “rassicura” gli umani di essere delle scimmie. Non possono essere discriminati, solo perché finti credenti (attori) e finte guide (imam) in nome della loro religione hanno preso possesso dei corpi dei loro fratelli ma non possono uccidere l’essere, potenzialmente immortale dei giusti. Laicità non è contro la religione ma contro il suo abuso – ovvero contro la falsa religione, quella che uccide. Esiste il vero Islam, pacifico, ed esiste un falso islam.

Gli Stati buddhisti cristiani e islamici non hanno alcun nesso con il Buddha Cristo e Muhammad ed ancora meno con le leggi cosmiche, con la Sorgente; la politica è politica, la religione è religione, io difendo tutti i profeti ma non difendo nessun stato sulla Terra, perché nessuno lo merita. Rivendico il diritto alla blasfemia e già che ci siamo rinnego dio santi madonne vergini anima mistica lo spirito santo etc e dico che potete disegnarmi con il corpo di cane, maiale, ippopotamo, piovra e orso, è un vostro diritto. E ricordo, a chi non lo sapesse, che martire significa lasciarsi morire pur di non rinnegare la tua testimonianza veritiera, la tua verità. Essere martiri non significa convertire con la forza o uccidere qualcuno oppure testimoniare il falso, ingannare. Soltanto un pazzo potrebbe crederlo. E qual’è la testimonianza di un giusto se non Amore? Preferisco essere ucciso che uccidere e confermo che i Martiri, quelli veri, saranno premiati con il “paradiso”, non quello sovranaturale immateriale e teologico che non esiste ma appunto uno simile a quello descritto nel Corano perfettamente tangibile, concreto. Insomma, riceveranno il dono della Vita Eterna.

Al tempo del Buddha, era giusto essere buddhisti, anzi, era giusto essere un Buddha. Al tempo del Cristo, era giusto essere cristiani, anzi, era giusto essere un Cristo, sperimentare la coscienza cristica. Al tempo di Muhammad, era giusto essere musulmani, oggi al tempo di Rael è giusto essere raeliani. Quando si decontestualizza uno scritto antico, quell’insegnamento diventa criminale.

Se dunque qualcuno non sa interpretare quei testi, vedi Khomeini, è un problema suo, non dell’intero Islam. Chiunque pensa che bisogna uccidere gli “infedeli”, è un cretino. Il vero infedele e demone, è esattamente colui che uccide il suo fratello. Siamo tutti fratelli sulla Terra. Un cervelo senza amore è un cervello malato. Ogni assassino è un malato mentale, perché bisogna essere malati per fare del male al prossimo. Chi uccide non va in nessun paradiso, è già nell’inferno.