Rispondi a: Inganno e religione

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Omega
Partecipante

@wind said:
No, mi dispiace deluderti Omega non appartengo

Chiedo scusa se non sono stato sufficientemente chiaro. Quello che hai scoperto sull’universo, dio o creatore, società, uomo, è una “corrente di pensiero” – alla quale tu appartieni. La tua corrente di pensiero è appunto solo tua, sei tu il suo ideatore e forse l’unico membro e “fedele” o praticante però è comunque un’appartenenza, con tutte le conseguenze del caso, con tutti i pregi e difetti, vantaggi e svantaggi che comporta il fatto di appartenere a un “gruppo”. Quando hai bisogno di un’informazione, dove vai a guardare? Ovviamente nell’ideologia o dottrina del gruppo al quale appartieni nel tuo caso al gruppo religioso/ filosofico da te fondato, che ha il suo capo nella tua persona, l’attuale incarnazione. Secondo il dizionario, uno dei significati della parola “appartenere” è ad esempio “essere incluso nel territorio soggetto a un ente amministrativo”, infatti la tua esperienza “mistica” diventa l’ente che amministra le vicende della tua vita quotidiana, può farlo bene come può farlo male – è sempre “chiudersi” in una cella di prigione perché nessun capo è infallibile, che il capo sia tu o un altro. Se per caso nella tua Visione dei Mondi ci fosse un errore, anche minimo, o una imprecisione, la “traiettoria” naturale del tuo percorso “spirituale” potrebbe essere modificata, deviata – ma in tali condizioni non si sa dove si va a finire. A questo punto, uniformarti in tutto e per tutto ai capi di un qualsiasi altro gruppo o uniformarti in tutto e per tutto al capo del tuo gruppo ovvero alla corrente da te pensata e/o scritta cosa vuoi che cambia? Certo, anche un percorso errante è funzionale alla presa di coscienza dello stato attuale delle cose, della “distanza” tra noi ed un’unica realtà univoca nella quale siamo una cosa sola, una medesima Essenza, su questo ti do ragione tuttavia a volte non saper “centrare l’obiettivo” preclude il nostro ingresso al prossimo livello di comprensione; non in ogni contesto ci è permesso fare infiniti tentativi. Non sono soltanto gli appartenenti a gruppi estranei a soffocarsi a vicenda per “paura” di vivere, sperimentare, di conoscere cose nuove e persone nuove, realtà inusitate per loro, anche gli appartenenti al proprio “gruppo” spesso nella storia sono incappati nello stesso errore. Chi fa da filtro se non l’insieme delle nostre esperienze e/o credenze? Ma esistono esperienze di qualità, ed esperienze più o meno illusorie; credenze di qualità (“casualmente” vere) e credenze completamente errate. Se in una città sconosciuta chiedi ad un passante dove si trova la stazione dei treni e quello ti risponde correttamente, se credi nella sua risposta arriverai alla destinazione in tempo. Se invece tu sei convinto che bisogna andare nella direzione opposta perché una tua esperienza fallace precedente ti ha portato a credere in un abbaglio, forse un giorno troverai la stazione, sì, ma il treno sarà già partito, troppo tardi. Tutte le strade portano al nostro Risveglio coscienziale? Quindi, anche le Scritture? Alla fine lo hai ammesso. Il motivo del perché io consiglio sempre di conoscere la Via indicata nelle Scritture autentiche di tutto il mondo, è perché le rivelazioni celesti contengono alcuni “dettagli” impossibili da scorgere nella maggior parte delle correnti di pensiero indipendenti, e senza quei “dettagli” si rischia di restare illusi a vita. Saremmo tutti al medesimo Livello? Non è detto, per un semplice motivo: molti non lo desiderano – e costringere qualcuno a evolversi sarebbe come vivere un inferno, per il malcapitato di turno.

@wind said:
La mia “gerla” è senza peso di libri, credenze, appartenenze culturali, dogmi, croci addosso nè tantomeno karma, tutte invenzioni terrestri,

Ottimo ma nel caso non lo sapevi rammento a tutti che le Scritture non servono per essere portate nella memoria biologica o nella gerla. Segue un parallelo, la segnaletica stradale se la sposti diventa falsa. Comprendi? La segnaletica stradale non dev’essere spostata di un milimetro, tanto meno “portata via”. A che pro? Per danneggiare gli altri automobilisti, tuoi fratelli? La segnaletica stradale serve ad uno scopo ben preciso: quando passi di là ti avverte che poco dopo, c’è un pericolo da considerare seriamente. Se sei già a conoscenza della situazione specifica puoi ignorare la segnaletica ma se non conosci quella situazione specifica faresti meglio a notare il segnale (ma non è obbligatorio, apposta esistono le prigioni, per i trasgressori volontari, o quelli “distratti”). Le Scritture, ugualmente, hanno uno scopo ben preciso servono per indicarti una via che tu non conosci ma che può salvarti la Vita, quella vera – anche qui come nel caso della segnaletica stradale se la via la conoscevi già puoi ignorare il segnale. Una volta che si è stati avvertiti di un pericolo più o meno ignoto, è nostra responsabilità adeguarci oppure scegliere di giocare con la vita degli altri. E, nel caso uno vuole adeguarsi, non ha bisogno di portare il segnale di peso e caricarlo sulle spalle, questo peggiorerebbe la sua condizione esistenziale (ma anche psico-fisica), no, quello che dovrebbe fare è comprendere l’indicazione quindi andare avanti integrando quell’informazione con l’esperienza diretta che lo aspetta di lì a poco poi rimuovere il tutto dalla mente una volta passato il pericolo. Spiegato in un altro modo le Scritture non servono per “riempirti” di dati, ma al contrario per “svuotarti” delle illusioni e falsità che erroneamente la mente potrebbe aver assorbito col tempo strada facendo. Non è la moltitudine di dati, l’avere informazione, a proteggerci ma la comprensione dei dati essenziali e verificati da noi stessi. La comprensione che ci permette di passare il “check point” che il sistema, prima o poi, mette davanti a tutti. Quella comprensione, adesso fa parte della struttura dell’Essere, non è più una “dottrina” (via), e nemmeno “informazione” ma Coscienza di chi o cosa siamo. Non è qualcosa da “portare” ma lo strumento interiore attraverso il quale abbiamo intravisto oltre l’orizzonte, dopodiché siamo “più leggeri” non “più pesanti”. Ricordare in Meditazione la propria morte in altri corpi qui ed altrove? In meditazione sei aperto all’esperienza di milioni di persone, Terrestri e non, come puoi sapere di aver osservato la tua e non quella di Tizio, Caio o Sempronio? Se ti invio telepaticamente una storiella, inventata, potresti pensare che quello sia stato il tuo vissuto in questo o in altri spazi-tempi, in quanto avresti ricevuto gli input tecnicamente uguali a quelli del vero vissuto, poiché il vissuto essendo il passato non appartiene più alla realtà dell’istante presente, dunque non è più verificabile dalla coscienza. Non è una prova, il sogno, solo spunti di riflessione. Quando amiamo noi stessi nell’altro? Quando amo me stesso nell’altro gli dò vestiti se ignudo, da mangiare se affamato, da bere se assetato, la (sua) verità se perduto, la libertà se imprigionato ingiustamente. Uno ignudo, affamato, assetato, perduto e incatenato non ha bisogno delle opinioni della gente, dirgli “ti amo” non lo aiuta, più di tanto, il vero Amore è Azione, Impegno.