Rispondi a: l'ISIS distrugge le statue antiche. Hanno ragione?

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Omega
Partecipante

@abuandre said:
Per Omega
Quali sono i contesti in cui l’idolatria è un pericolo e quali sono i non pericolosi?

Grazie per la domanda, direi fondamentale. Quando valuto gli eventi del mondo parto sempre da me, per ovvie ragioni perché non mi fido delle varie teorie in circolazione. Sono un Ateo gnostico “praticante” che, dunque, non crede in nessuna forma di divinità e che (per intuizione) conosce perfettamente la natura della Sorgente e dei Viventi, quindi nel mio caso non c’è il pericolo di confondere l’arte con il culto. L’arte rappresenta la creazione mentre il culto regola i rapporti tra la creatura e il Creatore. Per me le due cose sono nettamente separate e totalmente indipendenti, dove la seconda – prioritaria e vincolante – determina il nostro livello di coscienza mentre la prima, un optional, non potrebbe sussistere senza la seconda. Un esempio pratico, il credente stolto possiede le opere d’arte o anche oggetti tecnologici per ostentare uno status symbol nella migliore delle ipotesi, insomma per vantarsi dei suoi averi accantonando l’Essere (vorrebbe apparire e basta) o nella peggiore delle ipotesi per dimenticare e sostituire il suo creatore con cose inanimate e senza valore, un po’ come -simbolicamente- vendere l’anima al diavolo. Un credente saggio quando compra le opere d’arte lo fa perché queste lo aiutano a connettersi più rapidamente alla Sorgente, ad esercitare le virtù prescritte dalla sua Religione oppure quelle universali, ad essere una persona migliore (più giusta, equilibrata, amorevole). Esistono almeno tre tipologie di strade spirituali: storicamente e cronologicamente la prima, che è senza pretese ed è l’ubbidienza ai maestri/ profeti, adatta alle masse; la seconda, l’esperienza individuale, adatta a chiunque osa pensare con la propria testa; e la terza, la comprensione della realtà che ci circonda ovviamente seguita all’esperienza diretta adatta agli uomini con una mentalità scientifica della nostra epoca. Ora, siccome gli ubbidienti (agnostici), di solito non sono individualisti ma vivono in comunità o la frequentano regolarmente – un ambiente nel quale l’errore dottrinale si propaga velocemente e rischia di contagiare tutti essendo indifesi ovvero non possono comprendere precetti e comandamenti, ma solo eseguirli, non sarebbe prudente lasciare nelle loro sale di riunione (templi, sinagoghe, chiese, moschee etc) un qualsiasi appiglio che potrebbe distrarre il fedele dal contattare il Creatore, per essere tentato di rivolgersi a falsi dèi (immagini, statue, oggetti). Un credente agnostico crede senza sapere pertanto facilmente può autoingannarsi o essere ingannato dagli altri. Chi può, dovrebbe diventare un Credente gnostico, o ancor meglio comprendere ciò che crede ma nessuno dev’essere costretto. E’ responsabilità delle guide, spiegare alle masse quello che non riescono a conoscere in modo autonomo. E’ compito dei Rabbini, Pastori, Imam trasmettere la volontà di Allah/ Elohim, e la volontà della Sorgente è che gli uomini imparino ad Amare. Ad amare il Creatore e tutte le sue creature.