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Ristoratore offre cibo gratis ai bisognosi

Innocenti, titolare del Ghiottone: ho visto due persone distinte frugare nell’immondizia. Un’ora al mattino chi è in difficoltà potrà venire al mio ristorante di Beatrice Faragli

QUARRATA. Un cesto marcio di insalata e un pezzo di pane raccattati in un cassonetto di via Fiorentina, Pistoia. Le mani che frugano tra l’immondizia sono quelle di due pensionati. E’ mercoledì mattina. Emanuele Innocenti, casalino di 47 anni, vede la coppia. Accosta l’auto e scende. Li aiuta. Loro sono «distinti». Indossano cappotti dignitosi. Sono i “nuovi poveri”. Dopo una vita di lavoro, non hanno di che vivere. Emanuele è così arrabbiato per quello che ha appena visto da voler urlare. Invece non grida. Torna nella sua gastronomia-pizzeria di Quarrata “Il Ghiottone”, in via Trieste, e attacca quel cartello di carta grezza. Una tovaglietta che annuncia: “tutte le mattine, tranne il lunedì, dalle 8 alle 9, il Ghiottone offrirà cibi per le persone che si trovano in difficoltà. Mi riservo la facoltà del dono. Se è chiuso bussate. (Numero di cellulare). Un abbraccio, Emanuele”.

Innocenti si occupa di ristorazione da una vita. Fino ai primi anni Duemila era il titolare degli Antichi Sapori, in piazza Risorgimento. Da luglio gestisce il locale di via Trieste servendo prodotti della filiera Campagna amica. Di gente che rovista nei cassonetti ne ha vista diversa a Roma, dove ha vissuto per otto anni. «Io per primo – la mente torna a un anno particolarmente difficile – sono stato aiutato. Qualcuno mi ha teso una mano. Adesso voglio fare lo stesso con chi ha lavorato una vita, pagando i contributi, e ora non ha i soldi per mangiare. Con quelle famiglie lasciate sole dalle istituzioni». Di dare in pasto ai polli ciò che resta dopo la chiusura serale, Emanuele si è stancato. Di buttare la roba, come fanno in moltissimi, nemmeno se ne parla. «L’altra mattina sulla Statale, quando ho visto quella coppia di anziani rovistare nel cassonetto, ho provato una vergogna immane. Un piatto di pasta non si nega a nessuno. Bisogna partire da qui, dall’aiuto basilare. Questi pensionati che ora frugano nell’immondizia, sono stati la colonna portante dell’Italia. I miei genitori artigiani, oggi costretti a una misera pensione, lo sono stati». La volontà è anche quella di sensibilizzare le altre attività a fare lo stesso. «Voglio dimostrare che questa battaglia la può fare chiunque, anche con un locale di venti metri quadri. La mia iniziativa è per aiutare chi è in difficoltà ma anche per svegliare la coscienza delle altre persone. Svegliamoci tutti».

Di portare il cibo agli enti caritatevoli, Emanuele Innocenti nemmeno ci pensa. «Non mi fido. Non ho – dice – la minima fiducia in questo tipo di istituzioni. Basta vedere come vengono gestite le cose e dove siamo finiti». E di fronte all’ipotesi che l’Asl o la Municipale facciano un controllo sulla regolarità della distribuzione dei pasti, alza ancora di più il mento. «Continuerò in ogni caso. Bisogna smettere di aver paura» taglia corto. «Voglio aiutare chi ha faticato una vita e alla fine è stato privato di tutto. So che sono proprio queste le persone che hanno più vergogna, che non sono abituate a chiedere. Vorrei prendessero questa mano tesa. Sono disposto anche a portare il cibo nelle loro case».

http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2015/03/12/news/ristoratore-offre-cibo-gratis-ai-bisognosi-1.11031010?ref=fbfti


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.