Rispondi a: Secretum Omega

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#30668
farfalla5
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Partecipante

non so, in questo articolo sembra esserci del materiale valido su questo tema e a dir la verità a me sembra che la ricerca è stata fatta in modo serio.
http://www.edicolaweb.net/ufost15g.htm

Si potrebbe discutere a lungo sulle conseguenze del possesso non autorizzato e della divulgazione di materiale classificato COSMIC TOP SECRET. Certo è che il materiale da me denominato “Jesuit Footage” non è stato trafugato, ma è emerso da una fuga controllata (e non ufficiale) di notizie pilotata da ambienti d'intelligence, fuga opportunamente direzionata verso una ben definita fetta del mondo giornalistico (chissà quanti altri giornalisti appositamente scelti hanno ricevuto lo stesso videotape, ma si guardano bene dal diffonderlo per timore o forse anche a causa di alcune intimidazioni).Non dimentichiamoci che il filmato del videotape in questione è stato divulgato pubblicamente nel 2005 soltanto dopo anni di estrema cautela e scrupolose verifiche da parte di Cristoforo Barbato, il quale ha nell'opinione di chi scrive diligentemente e coraggiosamente risposto ai principi della deontologia giornalistica (vedi in proposito la Carta dei doveri del giornalista). il suo approccio al video è sempre stato all'insegna di una critica costruttiva.
Se qualcuno volesse investigare sulla legalità e legittimità del possesso e della divulgazione del materiale classificato in questione, forse si troverebbe in profonde difficoltà perché oltre a dare credito alla cosa nel corso dell'indagine, scoperchierebbe un vero e proprio vaso di Pandora. Giocoforza si dovrebbero poi ricercare eventuali responsabilità ed omissioni di tutti quei vertici istituzionali al corrente della situazione (pochi, forse pochissimi membri di essi, ed in che misura?), i quali non solo starebbero da decadi celando all'umanità la più grande minaccia che abbia mai dovuto affrontare a memoria d'uomo, ma a quanto pare avrebbero preferito lasciare in toto la gestione di una simile patata bollente alle strutture militari, ai Servizi e chissà a chi altri ancora. Operando in tal modo avrebbero finito per contravvenire agli stessi principi per i quali tutte le Istituzioni sono nate: la protezione dei cittadini, la trasparenza pubblica e la salvaguardia dello Stato medesimo. Per non parlare poi dei vincoli di segretezza a cui avrebbero legato quella piccola parte del personale civile di agenzie come la NASA, l'ESA e del consorzio europeo dell'ESO, certamente almeno sommariamente informata.

Tali Gesuti, lacerati da una questione molto vicina alla morale d'Antigone, si sarebbero organizzati in una sorta di Quinta Colonna (le cosiddette “schegge impazzite” come sarebbero state definite) per rompere il vincolo di segretezza attraverso un loro portavoce, incaricato di passare a Barbato informazioni cruciali e vitali per affrontare con consapevolezza, serenità e coraggio imminenti ed inevitabili avvenimenti su scala planetaria.
In tal modo questo manipolo di Gesuiti avrebbe dato così un determinante aiuto ad una comune strategia di certi ambienti scientifici, militari e d'intelligence del mondo, in servizio o non più tali. Questi ambienti (scienziati, militari in congedo e non, gruppi all'interno dei Servizi segreti), starebbero cercando da anni di bypassare l'immobilismo della politica e la corruzione di alcuni suoi apparati e comitati creati ad hoc, e poi sfuggiti di mano, per studiare e gestire il contatto extraterrestre. Questi ultimi, forse addirittura in parte collusi segretamente da molto tempo (in barba al controllo dei vari parlamenti e vertici governativi) con una o più razze extraterrestri predatorie e prive di un'etica, o meglio, governate da un solo tipo di etica: quella utilitaristica. Razze già presenti qui da noi, sulla Terra, ove opererebbero come “Cavalli di Troia” in basi sotterranee e sottomarine (si esaminino, per esempio, le documentatissime rivelazioni di Phil Schneider, geologo ed ingegnere americano morto in circostanze misteriose nel 1996 dopo aver tenuto negli Stati Uniti alcune inquietanti conferenze).
A questo proposito si considerino anche le pregnanti parole dell'interrogazione (retorica?) rivolta dal Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan alla platea della 42.ma. Assemblea Generale delle Nazioni Unite, New York, 21 settembre 1987:

Ulteriori indizi sull'esistenza del SIV
Sull'esistenza del SIV ho trovato inoltre ulteriori indizi oltre a quelli già reperiti da Roberto Pinotti e Cristoforo Barbato: cosi si dice nel saggio “L'atlante delle spie” scritto a due mani da Umberto Rapetto e Roberto Di Nunzio (BUR, Milano, 2002), capitolo 5 (intitolato “Lo spionaggio in porpora: il Vaticano”), paragrafo 2.3 (Le nunziature), pag. 89: «[…] Se uno Stato ha interessi in tutto il mondo, deve assolutamente avere una altrettanto estesa diplomazia. Il nesso fra intelligence e diplomazia è pubblicamente richiamato e rivendicato dal gesuita Robert A Graham, quando afferma che “la storia dello spionaggio in Vaticano tende a confermare questa tesi”, avvertendo però che “esiste solo una differenza di mezzi e di metodi”».
Un riferimento, questo degli autori del saggio (il tenente colonnello Rapetto ed il giornalista Di Nunzio), che confermerebbe indirettamente le rivelazioni del Gesuita a Barbato da noi ampiamente pubblicate: “[…] la struttura è top secret ed è costituita in maniera analoga alle altre agenzie d'intelligence preesistenti quali CIA, MI6 l'ex KGB, ecc. Non ha una sede ufficiale fissa ma sceglie di volta in volta un sito dove riunirsi, in strutture però sotto il controllo Vaticano”

La documentazione fornita ed il ragionamento da me condotto dovrebbero ora far riflettere quanti hanno denigrato gratuitamente, sulle pagine della Rete, il lavoro di ricerca giornalistica di Barbato. C'è chi ha frettolosamente liquidato il “SecretUm Omega” come “cose esecrabili” Se avrà la pazienza di leggere con attenzione il nostro servizio dovrebbe ricredersi e, almeno privatamente, porgergli le sue scuse.
Concludo dicendo che l'orientalista russo Zecharia Sitchin (da me intervistato), nel corso di un'intervista concessa nel 1997 a Jordan Maxwell 5 (uno studioso e ricercatore statunitense attivo nei campi dell'occulto, della religione e della filosofia), intervista che ho avuto la fortuna di vedere, nel rispondere ad una domanda di Jordan fa una sibillina affermazione che questa volta conferma clamorosamente (senza timore di smentire) quanto riferitomi da Cristoforo Barbato in via confidenziale e da noi discusso sulle pagine dello scorso numero: Sitchin saprebbe molto di più di quanto emerge dalle sue pubblicazioni e, presumo probabilmente a causa di forze più grandi di lui oltre che per via del suo senso di responsabilità, è costretto di volta in volta a calibrare con grande attenzione le sue risposte nel corso dei colloqui e dei congressi, e ad agire con prudenza quando scrive i suoi articoli e saggi venduti in più di venti lingue.
Il passaggio dell'intervista in questione, per via delle pregnanti parole che fanno riferimento al ritorno di Nibiru, non verrà discusso in questa sede ma all'interno del mio saggio attualmente in fase di stesura: “The American Armageddon. Dal segreto di Eisenhower alla scoperta del Pianeta X”.
Per quanti invece non volessero aspettare l'uscita del mio volume, ecco il titolo dell'intervista a Sitchin, acquistabile in Internet con carta di credito: A “Private Interview with Zecharia Sitchin”, info: http://www.jordanmaxwell.com.


IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.