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Manuelito
Manuelito
Partecipante

C’è una parte interessantissima fra i dialoghi di RA e Don (Elkins). A dire il vero diventa interessante quando cominci a capirci qualcosa.
Capirci qualcosa, non vuol dire scoprire la verità, ma significa soprattutto riuscire a far combaciare i pezzi in modo che ti diano una versione accettabile. In definitiva tutto è percezione e così deve rimanere, però vuoi mettere quando le cose ti tornano? È davvero una bella sensazione.
La parte di cui parlo è la creazione dell’Universo.

Come può un piccolo stupido, impreparato, squilibrato, sottovalutato cervello umano concepire questi concetti? Non può logico, specie nelle condizioni in cui è ridotto oggigiorno.
Io ho sempre avuto una mente molto aperta, infatti mi ci deve essere entrato un po’ di tutto, però anche io ho provato serie difficoltà a capire cosa davvero intendesse RA, soprattutto perché non esiste educazione a tutto ciò. I nostri riferimenti sono distanti anni luce dai concetti archetipi ed essendo un cazzone umano anche io e avendo dimenticato tutto, c’è voluto tempo per metabolizzare queste informazioni.
Io ora sono in possesso di un MIO senso logico delle cose ed è già un grossissimo passo avanti, poco conta se non è esattamente quel che è stato perché non è importante.

Quando RA afferma: La prima cosa nota nella creazione è l’infinito, il cervello tende ad andare in crash. Non è facile comprendere questa rivelazione. Per farlo bisogna entrare nell’ordine di idee che in definitiva tutto ciò che esiste è stato creato. Non solo le Galassie, i Pianeti, ma anche l’Universo è stato creato, per cui non solo la materia, ma anche il tempo, lo spazio e l’energia vibrazionale per far accadere tutto ciò è stata creata. Per cui prima della creazione non vi è tempo, non vi è spazio, non c’è né energia né movimento.
Non è il nulla, perché il nulla è comunque un qualcosa di creato. Logicamente quel che l’umano intende come “aldilà” anch’esso è stato creato.
Se uno scienziato riuscisse a penetrare totalmente l’infinito, si troverebbe in mano una minuscola sfera di energia grossa quanto un’arachide. Ciò è quel che era prima della creazione.
Tutto il creato in un’arachide? Come può il cervello umano concepire questo concetto? Non può perché non è stato concepito per far ciò.

L’infinità divenne consapevole. Questo fu il secondo passo.
Come può una cosa per l’umano indefinita come l’infinità diventare consapevole? Non bisogna dimenticare che qui si tenta di svelare un mistero così grande, ma soprattutto così lontano dagli umani terrestri che il cervello fa fatica a trovare schemi comparativi.
Non esistono vocaboli umani che possano far comprendere pienamente questo concetto, ci si può provare però.
Una piccola vibrazione condensata in un puntino. Poi un’esplosione. Nuovo scenario. In pratica la prima cosa creata è stato il nulla, poi è comparso un pensiero: “Cosa farci di tutto questo nulla?”
E’ bastato il pensiero, la domanda: “Cosa farci del nulla?” per generare una, se così si può definire, griglia energetica che ha avviluppato il potenziale infinito totalmente e ha generato un atto di volontà. Questo atto di volontà è considerato in tutto l’Universo consapevole come “Amore” (diverso dal concetto di amore che si usa sulla Terra) “Amore”, o “Logos” è la prima focalizzazione della Fonte Infinita che ha dato il via alla creazione.

Come si fa a spiegare al prossimo nostro questo tipo d’informazioni? Vi starete chiedendo: “Si, ma ‘ste informazioni a che servono?” Ad una beneamata fava in definitiva.
Dal punto di vista pratico queste informazioni non portano alcun tornaconto materiale, anzi direi che a lungo andare incasinano ancor di più le cose. Stesso discorso vale per la creazione del pianeta Terra e dell’umano terrestre.
Io fondamentalmente sono motivato da un’intensa curiosità.