Rispondi a: OGGETTI MISTERIOSI DENOMINATI UFO

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#30783
Richard
Richard
Amministratore del forum

la confusione e l'inganno è ovunque in questa ricerca
la storia dell'umanità non è quella scritta dai libri
diverse menti sono arrivate a diverse opinioni in base a diversi percorsi
chiaramente ognuno tenderà a interpretare le cose come crede e in base a quali e quanti dati raccoglie

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la ricerca sul contatto o presunto tale, tra il nostro popolo e popoli provenienti “dalle stelle” è molto più complessa di quanto forse si pensa, noi stessi potremmo in parte derivare da una popolazione molto avanzata che ha portato alla distruzione il proprio pianeta ad esempio.
I sopravvissuti potrebbero aver fondato Altantide ed essersi comunque autodistrutti ciclicamente per tornare a crescere ancora una volta.
La storia è piena di misteri ed è difficile giudicare, speriamo di poter vederne la rivelazione almeno in parte.

Anche quando vengono ritrovati i testi originali ecco cosa accade:

http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dei_manoscritti_di_Qumran
“Il totale di tutti i documenti frammentari ritrovati è di circa 900. Si presume che, in origine, nelle grotte fossero custoditi circa 1000 documenti; una parte dei rotoli è stata scoperta e portata via già nell'antichità e nel Medioevo. Altri rotoli sono marciti nel corso di circa due millenni senza lasciare tracce o sono stati trasformati dall'umidità in solidi blocchi impossibili da sciogliere. Inoltre, di rotoli originariamente molto grandi, sono rimasti nella maggior parte dei casi, solo pochi frammenti. Non di rado i frammenti sono così piccoli che non è stata possibile neppure l'identificazione dell'opera di provenienza.”

“Alcuni dei documenti vennero pubblicati presto. Tutti i manoscritti della Grotta 1 uscirono in stampa tra il 1950 ed il 1956, quelli delle altre otto grotte furono rilasciati nel 1963, ed il 1965 vide la pubblicazione del manoscritto dei Salmi della Grotta 11. Le loro traduzioni in inglese seguirono immediatamente dopo.

Una eccezione furono i contenuti della Grotta 4, rappresentate il 40% del totale. La loro pubblicazione è stata affidata alla Squadra internazionale capeggiata da Padre Roland de Vaux dell'Ordine Domenicano di Gerusalemme. Il gruppo pubblicò il primo volume del materiale affidatogli nel 1968, ma spesero molte delle loro energie nel difendere le proprie teorie sui materiali, invece di pubblicarli. Geza Vermes, che è stato coinvolto dall'inizio del progetto, diede la colpa del ritardo (ed eventuale fallimento) al fatto che de Vaux avesse scelto una squadra poco adatta al lavoro, ed al fatto che de Vaux si affidasse alla “sua autorità personale, quasi patriarcale” per assicurarsi il suo completamento.”

“Quindi una larga porzione dei ritrovamenti della Grotta 4 non furono rilasciati per anni. L'accesso ai manoscritti era governato da una legge di segretezza che permetteva di vedere i materiali solo alla Squadra Internazionale o alle persone da essa designate. Dopo la morte di de Vaux nel 1971 i suoi successori rifiutarono ripetutamente di permettere la pubblicazione anche di fotografie di questi materiali, impedendo agli altri studiosi di farsi un proprio parere. Questa regola fu infranta prima, dalla circolazione fuori dalla Squadra Internazionale di 17 documenti da parte di Ben Zion Wacholder, in base ad un accordo del 1988 e poi, nello stesso mese, dalla scoperta e pubblicazione di un insieme completo di fac-simile della Grotta 4 non coperti dalla regola di segretezza alla Huntington Library di San Marino in California. Dopo altri ritardi queste fotografie furono pubblicate da Robert Eisenman e da James Robinson come A Facsimile Edition of the Dead Sea Scrolls.[1] Come risultato, la regola di segretezza fu rimossa.

La publicazione fu accelerata con l'affidamento dell'incarico allo studioso olandese-israeliano Emanuel Tov editore-capo nel 1990. La pubblicazione dei documenti della Grotta n. 4 iniziò subito e cinque volumi furono stampati nel 1995. A tutto iol 2007 rimangono da completare due volumi di una serie completa di trentanove dal titolo: Discoveries in the Judean Desert (Scoperte nel deserto di Giuda). Nel dicembre del 2007 la “Fondazione dei Rotoli del Mar Morto” incaricò un editore londinese di pubblicare una copia esatta (fac-simile) di tre rotoli, [2] The Great Isaiah Scroll (1QIsa, Il grande rotolo di Isaia), The Order of the Community (1QS, L'Ordine della Comunità), e The Pesher to Habakkuk (1QpHab). Del gruppo dei primi tre uno fu esposto alla mostra di Seul in Corea del Sud Early Christianity and the Dead Sea Scrolls e il secondo fu acquistato dalla Biblioteca Britannica (British Library) di Londra.”