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solazaref
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Più di ogni altra cosa al mondo, la Libertà è il bene supremo che l’essere umano ha da sempre inseguito e cercato al fine di poter determinare il suo destino.

In ogni epoca sono state scatenate guerre e rivoluzioni al grido di questo famigerato nome.

Ma in effetti, ancora oggi, dopo millenni di tentativi, l’uomo non ha ancora raggiunto il suo scopo.

Le guerre hanno prodotto sangue ed odio e, spesso, una volta raggiunto lo scopo di liberarsi da qualcosa o da qualcuno, non si è riusciti a gestire quella nuova condizione di esseri liberi, degenerando nell’anarchia e nel caos; effetto naturale: la presa di potere di qualcuno destinato a rimettere ordine ed equilibrio in quel caos, spesso con l’uso della forza e la costrizione e il ritorno naturale di quel popolo allo stato di schiavitù.

Perché, dunque, l’uomo non sa gestire la propria libertà?

Oggi ci definiamo cittadini di un paese libero e democratico, ma realmente in questo stato di cose possiamo definirci esseri liberi?

E’ opportuno chiarire che va distinta la Libertà dalle libertà.

Vi è una Libertà Assoluta e Oggettiva e vi sono libertà soggettive e relative.

Un uomo realmente libero è libero anche vivendo in uno stato dove vige una dittatura.

Un uomo realmente libero è libero anche in prigione.

La Libertà non è una condizione, ma uno stato dell’Essere.

Libertà è sinonimo di Verità, di Conoscenza.

Ciò che è realmente vero è reale, inteso come regale, proprio del Regno della Natura delle cose.

Ma cos’è la Conoscenza se non lo svelamento della Verità Suprema?

La Verità ci renderà liberi nel momento in cui ci saremo liberati dei nostri stessi veli, nel momento in cui ci saremo distaccati da tutto ciò che ci confonde e ci allontana dalla Verità ultima delle cose. Nel momento in cui realizzeremo il vero Graal nobilitando il nostro sangue, rendendolo Sangue Reale.

Quel sangue in cui ritroveremo la memoria genetica di chi realmente siamo.

Quel Sangue che ci renderà Re, Sacerdoti e Medici in un Regno riunito sotto la Forza e il Fuoco di Philòs, Eros e Agape, i tre aspetti dell’Amore Vero.

Sarà così che finalmente ci si collocherà al centro della ruota della vita, da cui potremo distinguere tutta l’illusione che fino a prima ci rendeva schiavi del mondo e di noi stessi, ciechi e miopi di fronte alla saggezza profonda nascosta nel libro della Vita.

E’ singolare l’assonanza tra la parola Liber e la parola Libertà. Ma non è casuale.

Soltanto attraverso l’attenta lettura del Libro della Vita possiamo giungere alla liberazione.

Ma leggere non significa soltanto osservare, significa agire e partecipare.

Il libro non si aprirà mai da solo se non saremo noi a girare pagina.

Agire significa essere presenti a se stessi.

Anche un bambino potrà sembrare libero, fuori da schemi e strutture, ma non ha consapevolezza, è guidato dall’istinto e dai bisogni, è trascinato comunque dai metalli che lo compongono.

Per poterci liberare dobbiamo conquistare le chiavi che ci permettano di aprire le catene che ci costringono.

Prometeo fu liberato da Ercole, la Forza, la Volontà, ma Ercole era accompagnato da una clava, che guarda caso, etimologicamente deriva da clavis che in latino significa chiave.

Sono le chiavi del Regno che Cristo consegna a Pietro, sono le chiavi che la tradizione fornisce all’iniziato per permettergli l’ingresso in una nuova condizione di vita.

Non basta perciò la sola forza di volontà.

La libertà passa attraverso la conoscenza che non può prescindere dalle chiavi interpretative.

La chiave di tutto è riportare a se stessi il processo vitale della natura: vita, morte, macerazione, distillazione, Spirito.

E’ eloquente, quindi, che la libertà non risieda nel poter fare ciò che si vuole, indiscriminatamente, ma nell’essere realmente ciò che si è in accordo con la frequenza dell’universo che ci corrisponde.

Elevando la frequenza avviene naturalmente il distacco da tutto ciò che è “pesante”, da tutto ciò che blocca la nostra evoluzione verso lo Spirito.

Il lavoro alchemico, attraverso gli elementi del nostro corpo, ci porta nel ritmo dell’universo, nel cuore della verità delle cose, nella conoscenza diretta della forza d’amore che tutto regola e governa, innalzando la qualità della nostra frequenza, portandola allo stato cosciente di Verità e Giustizia.

La parola metallo viene dal greco “metallon” e significa ciò che libera.

E’ quindi attraverso l’azione e la conoscenza di questi che si giunge allo stato di esseri liberi.

Esseri come quei liberti che nell’antica Roma acquistavano oltre alla libertà anche la cittadinanza romana, conquistando così gli stessi diritti di chi prima li governava.

Allo stesso modo l’iniziato, a compimento dell’Opera, acquista lo status di cittadino dell’Universo.

Parte integrante e attiva di quel Regno della Natura, di cui quelle stesse forze che prima lo rendevano schiavo, ora lo hanno reso libero e Re.