Rispondi a: io NON sono Charlie

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#308142

solazaref
Partecipante

DA -MEDITAZIONI PER OGNI SETTIMANA- SEDIR

XLVI. IL DISPREZZO

«Non date le cose sante ai cani …»
(Matteo, 7: 6)

Se io possedessi tutta la scienza e tutti i talenti, e disprezzassi gl’inferiori, i paria, gli inintelligenti, proverei la mia aridità e la mia stupidaggine. Da che cosa, in effetti, dipendono la mia celebrità, la mia riuscita? Da un centigrammo di fosforo o di ferro nel mio organismo, da una parola, da un incontro, da un gesto del mio angelo custode, dalla devozione segreta di un amico incognito, visibile o invisibile; che so io?
Se io vivo in basso o ai margini della società, non ho neppure il diritto di disprezzarne i «sostegni». Tutto ha una giusta ragione. Il disordine non è che un’apparenza proveniente dal fatto che il mio binocolo non è messo a fuoco. Tutti noi, ricchi, poveri, buoni, cattivi, intelligenti, grossolani, seguiamo delle classi; se ci contrariamo gli uni gli altri, perdiamo l’insegnamento; bisognerà riguadagnare le ore dissipate e pagare la disobbedienza.
Se io mi credo giusto ed innocente, divengo sensibile alle più sottili punture d’amor proprio. Ma che io comprenda la mia nullità, che veda quanto la mia personalità complessa, incostante, anemica, m’appartenga poco, gli attacchi non mi affliggeranno più; saranno come uno strappo al mio vestito, come una spina nel mio dito; ma non mi irriterò; continuerò con buon umore la fortificante passeggiata nella vasta foresta del mondo.
Gli umili fanno meglio ancora; ringraziano il Padre; sanno che ogni sofferenza, è un po’ di impurità che se ne va; è un po’ di tenebra che il sole fa fuggire. Un tale eroismo spaventa il mio coraggio timoroso, io mi asterrò almeno di credermi superiore ed accoglierò gli attacchi con un sorriso d’abbandono e d’amore.

OSSERVANZA: Essere buono per tutti, anche per coloro che credo indegni.

Sedir