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#309148

Guglielmo_Menegatti
Partecipante

Ciao Camillo
grazie per la tua gentile risposta.

Dunque:
un generatore o una qualsiasi sorgente di energia elettrica ha una caratteristica che non può essere ignorata, questa caratteristica è la sua l’impedenza interna.

In funzione dell’impedenza del generatore si dimensionano i dispositivi per il controllo e la distribuzione dell’energia.

Ad esempio due generatori con uguale tensione e frequenza in uscita possono richiedere interruttori e cavi diversi se è diversa la loro impedenza interna.

Tanto maggiore è la potenza erogabile, normalmente, tanto minore è l’impedenza interna.

I problemi derivati dalla non osservanza di questo parametro (impedenza del generatore) sono la distruzione dell’apparecchiatura e la possibilità di esplosione.

Il dimensionamento dei dispositivi per il controllo e la distribuzione sono generalmente classificabili con la ben nota corrente di CC (cortocircuito).
https://it.wikipedia.org/wiki/Cortocircuito
Nel link sopra leggi “Situazioni reali di corto circuito”.

Un generatore come quello proposto da Keshe che si dichiara di potenza rilevante, praticamente infinita, non può essere gestito per mezzo di interruttori o cavi comuni e nemmeno sistemato in una civile abitazione.

Io non metto in dubbio la possibilità di una nuova idea teorica (o pratica) ma metto in dubbio il modo (ridicolo) con il quale un simile oggetto è proposto.
Un oggetto con le caratteristiche dichiarate da Keshe prima di essere venduto va obbligatoriamente sottoposto ad una corretta sperimentazione in luoghi adeguati.

Personalmente ho la sensazione che Keshe sia un distruttore che opera per bloccare sia i finanziamenti sia la voglia di fare ricerca nelle persone serie e motivate.
Io sono convinto che tanto più ci avvicineremo alla reale possibilità di estrarre energia dal nulla tanto più entreranno in scena personaggi come quelli del nostro “oggetto” per ridicolizzare chi opera con reali conoscenze e spiccato senso sociale.
Giudico estremamente pericoloso per la comunità dei ricercatori collaborare con questo tipo di individui.

Ciao e grazie ancora
Guglielmo