Rispondi a: La mente, i pensieri, il "padrone di casa"

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prixi
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Amministratore del forum

SMETTI DI FARE, OSSERVA!

Amato Osho,
ti ho sempre sentito dire: “Smetti di fare. Osserva”. Di recente, altre volte ti ho sentito dire che la mente dovrebbe essere il servo, anziché il padrone. Sembra che non ci sia altro da fare eccetto osservare, ma la domanda continua a ripresentarsi: “C’è qualcosa che si può fare con questo servo disubbidiente, oltre che osservare?”

“Non c’è altro da fare con questo servo disubbidiente, all’infuori che osservare. In apparenza sembra una soluzione troppo semplice per un problema così complesso, ma questo fa parte dei misteri dell’esistenza: il problema può essere molto complesso, ma la soluzione rimane semplicissima.
Osservare, essere un testimone, essere consapevole sembrano piccole parole per risolvere l’intera complessità della mente. Milioni di anni di patrimonio culturale, tradizioni, condizionamenti, pregiudizi…come possono scomparire solo osservando? Eppure scompaiono, Gautama il Buddha era solito ripetere: “Se le luci della casa sono accese, i ladri non si avvicinano a quella casa, sapendo che il padrone è sveglio”. La luce si vede dalle finestre, dalle porte, puoi vedere che la luce è accesa e non è questo il momento di entrare in casa. Quando le luci sono spente, i ladri sono attratti verso la casa; il buio diventa un invito. Come Gautama il Buddha era solito dire, esattamente la stessa è la situazione per ciò che riguarda i tuoi pensieri, immaginazioni, sogni, ansietà… la tua mente nella sua interezza – l’insieme di tutta la tua mente.
Se il testimone è presente, è simile alla luce: i ladri iniziano a disperdersi; e se i ladri vedono che il testimone è assente, iniziano a chiamare amici e parenti e quant’altri: “Venite”.
Il fenomeno è semplice, del tutto simile alla luce: nel momento in cui accendi la luce, il buio scompare; ma tu non domandi: “La luce è abbastanza forte per far scomparire il buio?”
No, la semplice presenza della luce è assenza di buio e l’assenza della luce è presenza del buio; la presenza del testimone è assenza della mente e l’assenza del testimone è presenza della mente.
Quindi, nel momento in cui inizi a osservare, poco alla volta, appena l’osservatore si rafforza, la tua mente diventa più debole e, nel momento in cui realizza che l’osservatore è diventato maturo, immediatamente si sottomette come un bravo servitore. È un meccanismo: se arriva il padrone, la macchina può essere usata; se il padrone non c’è oppure sta dormendo profondamente, allora la macchina continua a gestire la situazione e fa tutto quello che può da sola. Non c’è nessuno che dà ordini e che si impone: “No, fermati! Questo non dovrebbe essere fatto”. In quel caso la mente piano piano inizia a convincersi di essere lei stessa il padrone; e per migliaia di anni è rimasta il tuo padrone; per cui,quando provi a diventare il testimone, la mente si oppone, avendo completamente dimenticato di essere solo un servo: sei stato assente così a lungo che non ti riconosce; per questo c’è conflitto tra l’osservatore e i pensieri.
Ma la vittoria finale sarà tua, sia la natura che l’esistenza vogliono che tu sia il il padrone e la mente il tuo servo. Allora le cose sono in armonia e la mente non può sbagliare: in quel caso tutto è esistenzialmente calmo, rilassato, silenzioso, fluisce verso il suo destino.
Non devi fare altro che osservare.”

OSHO: “Satyam Shivam Sundram” #22


"Il cuore è la luce di questo mondo.
Non coprirlo con la tua mente."

(Mooji - Monte Sahaja 2015)