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#309261
camillo
camillo
Partecipante

Caro collega vedo che anche tu condividi la proposta del calorimetro.
Le misure dell’energia con il calorimetro sono certamente la “verità assoluta” purché… siano fatte bene. Condivido che il problema più grosso è la perdita di condizioni adiabatiche, la dispersione del calore per convezione a temperature ambienti differenti può generare notevoli errori.

Preciso che ho già in mio possesso un paio di Watmetri non professionali ma adeguati se i carichi sono resistivi.
Ho anche una piastra riscaldante a 4 varianti da circa 300 W fino a circa 1000 W con una pentola in acciaio inox da 4 litri. Per isolare inserisco il tutto in una scatola cubica con pareti di poliuretano espanso.
Come termometro uso quello a mercurio da laboratorio di chimica.
Peso il tutto, e faccio delle prove in bianco. Mettendomi nelle condizioni estreme.
Mi spiego:
La prima prova consiste nel portare a ebollizione 1 litro di acqua distillata partendo con tutti i componenti a temperatura ambiente.
La prova con massimo errore sarà quella che vien fatta partendo col contenitore adiabatico in poliuretano già caldo, perché reduce da una prova precedente e piastra raffreddata ma ancora tiepida.

Questo dovrebbe darmi l’intervallo di errore massimo.
Servono prove in bianco multiple per vedere l’attendibilità delle misure.

Tieni presente che qui dobbiamo controllare se ci sono rendimenti dell’ordine del 300% o più come asserito da Keshe non intendo fare una misura precisa da laboratorio, ma solo controllare in prima approssimazione se c’è un rendimento come asserito.
In questa fase ovviamente non voglio spendere più di tanto in quanto capirai che dal punto di vista della Fisica le teorie di Keshe … sono quanto meno lontanissime. Metto a disposizione il mio tempo e la presunta competenza.


  • Questa risposta è stata modificata 3 anni, 1 mese fa da camillo camillo.