Rispondi a: Nuovo Ordine Mondiale: la nuova schiavitu delle masse

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orsoinpiedi
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Un altro passo verso la schiavitù:

COME CI FOTTERANNO: PUBBLICATO IL TESTO DEL TPP.
Perché tengono segreto l’accordo TTIP tra USA e UE

Peggiore di qualunque cosa avessimo mai immaginato”. “Un atto di guerra al clima”. “Un omaggio all’agricoltura intensiva”. “Una condanna a morte per la libertà della rete”. “Il peggior incubo”. “Un disastro”.

Questo è il tenore dei commenti di chi ha letto e studiato il testo del TPP, il fratello gemello del TTIP, l’accordo di libero scambio commerciale tra Usa e Ue, negoziato in segreto, di cui vi ho parlato mercoledì sera a La Gabbia.

Il TTIP fa parte di una gigantesca strategia globale degli Usa, le cosiddette “Tre T”, che comprendono anche il TTP e il TISA. Il TTIP è l’accordo di liberalizzazione commerciale che stanno negoziando (in segreto) Usa e UE. Il Tisa (Trade in Services Agreement) è l’accordo, anche peggiore, sulla liberalizzazione dei servizi e il TPP (Trans Pacific Partnership), è l’omologo del TTIP sul fronte pacifico, che includerà 12 paesi, tra cui Singapore, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti, l’Australia, il Messico, il Giappone e il Canada. Caso vuole che in nessuno dei tre accordi siano presenti i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Caso vuole? No, in effetti non è un caso, ma esattamente lo scopo per cui le Tre T sono state create: aggirare il peso che i paesi emergenti hanno assunto nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), isolare la Cina (con la strategia militare e commerciale definita “Pivot to Asia“) e assicurare il dominio delle grandi corporation USA nell’economia mondiale.

Questi trattati sono negoziati in segreto (perché se no non glieli lasceremmo fare): per la UE ci pensa quella simpaticona indefessa adoratrice dei più stringenti principi democratici che si chiama Cecilia Malmström (la signora io-non-rispondo-ai-cittadini http://www.byoblu.com/post/2015/10/13/comm…-cittadini.aspx ). Solo le lobby hanno libero accesso al testo del negoziato. Se gli europarlamentari vogliono visionarlo, devono chiamare l’ambasciata americana, farsi dare un appuntamento che è disponibile solo due volte a settimana, in una fascia oraria di sole due ore, solo due alla volta, all’ingresso devono consegnare ogni dispositivo elettronico, firmare un impegno di riservatezza e finalmente possono avere davanti agli occhi intere sezioni di codici e codicilli legali, per due ore, senza poter prendere appunti e guardati a vista da due guardie americane. Se questo lo chiamate democrazia, fatevi visitare da uno bravo!

Dal lato Usa invece usano la Fast Track Negotiating Authority for Trade Agreement, che è uno strumento che consente al Presidente degli Stati Uniti d’America di negoziare trattati commerciali per i fatti suoi, e poi presentare un pacchetto fatto e finito al Congresso, che può solo approvarlo o respingerlo in toto, a maggioranza semplice, (un po’ come la nostra fiducia): i deputati USA non possono in alcun modo proporre emendamenti o fare ostruzionismo. E’ nato per consentire l’approvazione di trattati commerciali che altrimenti non avrebbero mai visto la luce, e per consentire ai deputati di votare a favore senza perdere la poltrona (negli Usa c’è il recall), dato che chi li ha eletti ne sarebbe probabilmente scontento. Figuratevi quanta democrazia ci sia anche da quelle parti: hanno creato uno strumento per fare in modo di poter votare quello che democraticamente non potrebbero! Chapeau! (e questa è la più grande democrazia del pianeta, figuriamoci le altre!).

Dunque cosa succede? Succede che il testo del TPP finalmente è stato rilasciato, dopo essere stato finalizzato dalle ultime negoziazioni di Atlanta, in Georgia. La pubblicazione dei contenuti del trattato ha così avviato il periodo di tre mesi che precede il suo atterraggio al Congresso, chiamato ad approvarlo. Ecco il testo ufficiale: TPP FINAL TABLE OF CONTENTS.

La reazione di chi ha avuto lo stomaco di leggerselo è stata questa:

“Dai leaks, aevamo saputo qualcosa sull’accordo, ma capitolo dopo capitolo la lettura del testo finale è peggiore di quello che ci aspettavamo: le richieste di 500 lobbisti che rappresentano gli interessi delle corporation sono state soddisfatte a svantaggio dell’interesse pubblico. Questo accade quando le lobby possono negoziare in privato, nell’oscurità, e i cittadini vengono tagliati fuori”.

“Il TTP è un disastro per il lavoro, per l’ambiente e per la democrazia. E’ l’ultimo passo verso la resa della nostra società alle corporation. L’enorme accordo tra 12 nazioni sulle coste del Pacifico ha meno a che fare con la vendita delle merci di quanto, piuttosto, abbia a che fare con la riscrittura delle regole dell’economia globale in favore del grande business. Esattamente come il North American Free Trade Agreement (il NAFTA), 20 anni fa, sarà una cosa ottima per i più ricchi e un disastro per chiunque altro. Il NAFTA ha radicato le disuguaglianze e causato la perdita di un milione di posti di lavoro negli USA. E il TPP non è altro che una versione del NAFTA iperpotenziata”.

“Ora che abbiamo visto il testo definitivo, viene fuori che il TTP, vero e proprio assassino dell’occupazione, è peggiore di qualunque altra cosa che sia mai stata immaginata. Questo accordo abbatterà i salari, inonderà il nostro Paese di alimenti importati e non sicuri, innalzerà i prezzi delle medicine salva-vita, e tutto questo mentre si faranno affari con paesi dove gli omosessuali e le mamme single possono essere lapidate”.

“Il testo è pieno di sussidi per le società che fanno affari sui combustibili fossili e di incredibili possibilità per queste compagnie di fare causa ai singoli governi che cercano di diminuire l’uso dei combustibili fossili. Se una provincia mette una moratoria sul fracking, le corporation possono perseguirla legalmente; se una comunità cerca di fermare una miniera di carbone, le corporation possono prevalere in punta di diritto. In breve, queste leggi minano la capacità dei singoli stati di attuare quello che gli scienziati dicono che sia la sola cosa più importante da fare per combattere la crisi climatica: abbattere i consumi di carburanti fossili”.

“È un accordo disegnato per proteggere il commercio libero di prodotti energeticamente sporchi come i depositi non convenzionali di catrame e bitume, depositi di carbone e gas naturale liquefatto spedito dai porti della costa occidentale. Il risultato sarà un’accelerazione dei cambiamenti climatici derivante delle emissioni di CO2 in tutto il Pacifico. Il presidente Obama ha venduto agli americani false promesse: il TTP tradisce la promessa di Obama di fare dell’accordo un trattato amico dell’ambiente”.

“Il capitolo ambientale conferma molti dei peggiori incubi dei gruppi ambientalisti e degli attivisti contro il cambiamento climatico”.

“Con le sue disposizioni che tagliano le mani agli ispettori alimentari sulle frontiere e danno più potere alle compagnie che operano nella biotecnologia, il TPP è un regalo alle grandi multinazionali del settore dell’agricoltura intensiva e del cibo biotech. Questo genere di società useranno gli accordi come il TPP per attaccare le misure di sicurezza sugli alimenti sensibili, per indebolire le possibilità di ispezionare il cibo importato e per bloccare ogni sforzo di rafforzare gli standard di sicurezza alimentare degli Stati Uniti. Innanzitutto quelli per etichettare correttamente gli alimenti OGM. Inoltre, qualunque criterio di sicurezza alimentare sull’etichettatura dei pesticidi o degli additivi che sia più elevato rispetto agli standard internazionali, potrà essere additato come una barriera commerciale illegittima. Sotto al regime del TTP, il business dell’agricoltura intensiva e le multinazionali biotech delle sementi hanno adesso un modo più semplice per sfidare quei paesi che vietano l’importazione di alimenti geneticamente modificati, che controllano la contaminazione OGM, che non approvano prontamente nuovi prodotti OGM o anche solo richiedono un’etichettatura adeguata”.

“Se il Congresso degli Stati Uniti firmerà questo accordo malgrado la sua sfacciata pericolosità, firmerà la condanna a morte per la rete internet aperta e metterà il futuro della libertà di opinione a repentaglio. Tra le molte sezioni del documento che destano gravi preoccupazioni, ci sono quelli relative ai marchi commerciali, ai brevetti delle case farmaceutiche, alla protezione del copyright e ai segreti commerciali. La sezione J, che riguarda gli internet service providers, è una delle sezioni peggiori che impatta sulla libertà della rete. Richiede ai fornitori di servizi internet di comportarsi come poliziotti della rete e collaborare con le richieste di oscuramento, ma non obbliga i paesi a dotarsi di un sistema di contestazione. Così, una società potrebbe ordinare a un sito web di essere oscurato in un altro paese e non ci sarebbe nessuno strumento per il proprietario del sito di confutare la legittimità della richiesta nel caso, per esempio, dei blog di critica politica che usano materiale protetto da copyright sotto il regime del fair use. La sezione J è scritta in maniera tale che gli internet service provider non saranno perseguibili per nessuno degli errori che dovessero commettere sull’oscuramento dei contenuti, incentivandoli così a “sbagliare” a favore dei detentori di copyright invece che a favore di chi esercita la libertà di opinione”.

“Anche una parte dell’opinione pubblica canadese è molto preoccupata sulle conseguenze dell’accordo commerciale sui diritti umani, sulla salute, sull’occupazione e sulla democrazia. Il Consiglio dei canadesi, un’organizzazione alla testa di un largo network impegnata nella difesa dell’equità sociale, ha chiesto formalmente al nuovo primo ministro Trudeau di organizzare una consultazione pubblica che includa un’ampia analisi indipendente del testo, dal punto di vista dei diritti umani, delle conseguenze economiche e di quelle ambientali, prima di procedere oltre nella ratifica. Trudeau è sottoposto a enormi pressioni per adottare l’accordo il più presto possibile, con numerose insistenti telefonate da Barack Obama e dal presidente giapponese Shinto Abe, ma una approfondita revisione pubblica dell’accordo è necessaria prima di poter stabilire se il TPP è nell’interesse del Canada”.

State molto attenti, perché quello che c’è nel TPP è con grandissima probabilità quello che troveremo nel TTIP, quando la nostra Malmström avrà finito di farsi i ©azzi suoi in privato con le lobby e deciderà finalmente di pubblicare un testo che poi il Parlamento Europeo sarà chiamato ad approvare. Per quella data, dobbiamo essere pronti a fargli un culo così.

Fonte: http://www.byoblu.com/post/2015/11/06/ecco…to-del-tpp.aspx

E’ un gravissimo atto contro la democrazia.Se ancora non siete convinti,leggete qui:

Commissario UE sul TTIP: non lavoro per i cittadini!

Cecilia Malmström è il commissario UE che si occupa del commercio. E’ lei che sta portando avanti la faccenda TTIP, il trattato di libero scambio commerciale con gli USA che renderà gli stati membri (compreso il tuo, se consideri ancora l’Italia il tuo paese) definitive colonie delle multinazionali, le quali potranno fare causa agli stati che con le loro leggi ne diminuiranno gli utili (per esempio con una legge contro il fumo come quella uscita ieri dal Consiglio dei Ministri), vincerle senza difficoltà (facendo pagare alla collettività centinaia di milioni di euro di risarcimento), e potranno privatizzare tutto quello che resta dei servizi pubblici. Se non sai ancora cosa sia il TTIP, ti prego di leggere “Oltre al colpo di stato: come ci stanno consegnando alle multinazionali” http://www.byoblu.com/post/2015/05/12/oltr…inazionali.aspx e “il segreto più importante per l’Europa“. http://www.byoblu.com/post/2015/08/11/il-s…er-leuropa.aspx

Mentre qui in Italia i media cercano di convincerti che il problema siano i 7 scontrini di Marino (ma si guardano bene dal parlare dei 600mila euro di spese in pranzi e cene di Mattero Renzi [*]) http://www.byoblu.com/post/minipost/ecco-l…ttere-anche-lui , ci sono già quasi 3 milioni e mezzo di cittadini europei come te e come me che hanno firmato una petizione per fermare il TTIP. E sabato scorso, a Berlino, sono scese in piazza tra le 100mila e 250mila persone. Scommetto che noi non c’eravamo.

Perché ve lo racconto proprio oggi? Perché John Hilary, direttore esecutivo dell’organizzazione War on Want, che si occupa di combattere la povertà e che ha organizzato la petizione contro il TTIP, è andato da Cecilia Malmström, in Commissione Europea, per sottoporle i risultati incontrovertibili della petizione. Nel suo ufficio! Come dite? Non l’ha incontrata fuori, a pranzo, in un bel ristorantino? No, quello lo fanno le lobby: guarda la lettera inviata da Ikea agli europarlamentari di Bruxelles che si occupano di tassazione. Quando i cittadini incontrano commissari e deputati, invece, lo fanno nei pubblici uffici.

Cecilia Malmström è la responsabile delle politiche commerciali e di investimento per tutti i 28 stati membri, e sono i suoi funzionari che stanno finalizzando, nella massima segretezza possibile, gli accordi con gli USA per il TTIP. Messa di fronte ai tre milioni e mezzo di firme e alla manifestazione di sabato, la Malmström ha ammesso che mai un trattato commerciale ha ispirato un’opposizione pubblica così diffusa e appassionata. Ma quando Hilary le ha chiesto, allora, come potesse continuare la sua persistente e sfacciata promozione dell’accordo, di fronte alle proteste così forti dei cittadini, la sua risposta è stata glaciale: “Il mio mandato non arriva dai cittadini europei“.

Credo che dovreste prendervi un po’ di tempo per riflettere su quello che avete appena letto. In otto parole c’è tutta l’aberrazione politica, sociale e perfino umana dei tempi che stiamo vivendo. Ufficialmente, la Commissione Europea è composta da commissari nominati dai governi nazionali, i quali dovrebbero entrare in carica dopo regolari elezioni. Dunque il mandato della Malmström dovrebbe arrivare eccome dai cittadini europei! La realtà, invece, la conosciamo tutti. I parlamenti nazionali sono sempre più esautorati. I governi si susseguono senza elezioni, giocando sul filo della Costituzione. I loro membri non sono espressione di alcun mandato popolare, ma vengono scelti dalle élite (vedi Giorgio Napolitano che pianifica l’investitura di Mario Monti, rovesciando un governo regolarmente eletto senza passare dalle urne), sulla base della loro stretta ortodossia rispetto a obiettivi che vengono da lontano. E questi governi, così lontani dai cittadini che dovrebbero governare, dopo incontri informali tenuti chissà dove, in quali circoli, mandano oscuri personaggi sconosciuti ai più nei ruoli chiave di uno spettrale governo europeo che prende decisioni in nome di tutti e ha un potere smisurato, di molte lunghezze superiore a quello del Parlamento Europeo, un’arma spuntata che serve solo a parcheggiare la volontà popolare in aree di sosta dove non può fare danni.

E infatti, la Commissione Europea sta conducendo le negoziazioni sul TTIP a porte chiuse, senza il coinvolgimento dei governi e tantomeno dei parlamenti. I funzionari inglesi incaricati di supervisionare hanno denunciato che durante i colloqui sono stati tenuti all’oscuro di tutto, rendendo nei fatti impossibile il loro lavoro. In realtà, come dimostrato da un nuovo rapporto, la Malmström riceve il suo mandato direttamente dai lobbisti delle grandi corporations che ruotano attorno a Bruxelles. La stessa Commissione Europea non fa segreto del fatto che prende le sue direttive dalle lobby industriali come BusinessEurope e European Service Forum, un po’ come le segretarie prendono nota di quanto viene loro dettato. Le negoziazioni per il TTIP sono segrete perché devono servire gl interessi corporativi, e non le esigenze del settore pubblico.

[*] Nota: per quanto riguarda Marino, non dico che non bisogna parlarne, ma il principio di proporzione rispetto alla gravità dei fatti imporrebbe di dedicare più spazio alle cose che impattano gravemente sul nostro futuro, iniziando da quelle abnormi, per scendere via via verso il basso. Quando questa proporzione è così sistematicamente e grossolanamente violata, siamo sempre in presenza di una manipolazione. Le manipolazioni mediatiche hanno degli interessi ben precisi alle spalle (che non sono mai quelli della collettività) e producono danni futuri alla società in maniera paragonabile al danno che il fumo produce ai polmoni degli individui.

fonte http://www.byoblu.com/post/2015/10/13/comm…-cittadini.aspx

Come sempre gli altri si muovono scendendo in piazza,e qui in Italia si sta a guardare il grande fratello alla TV.
Che schifo,che vergogna!CHE POPOLO!


  • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 11 mesi fa da  orsoinpiedi.