Rispondi a: io NON sono Charlie

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camillo
camillo
Partecipante

OK ora si comincia a ragionare.
Intanto tieni presente che non abbiamo storia pregressa e quindi gli ingegneri, mi spiace ma sono tagliati fuori perché sanno ciò che è ben sperimentato.
Io ho frequentato un istituto tecnico di chimica e… ero un po’ sperimentatore di indole. Fatto sta che con altri amici giocavamo a fare i grandi scoppi. Siamo passati dalla polvere pirica comune a esplosivi incredibili, usavamo il testo scolastico e le disponibilità dei laboratori per fare le sintesi come la nitroglicerina o il fulminato di mercurio inizialmente poi… Molto peggio, è lì che mi sono fatto una certa cultura. Quella parentesi di sperimentazione si chiuse con il mio amico che perse una mano e per poco la vita, ora è professore all’università di Padova.
La polvere di alluminio andava alla grande, a dirti la verità non so perché bruci con tale violenza, ma lo fa. Ha bisogno o di essere molto fine o di avere una alta temperatura, in queste condizioni si lega all’ossigeno o equivalente con una velocità esplosiva che produce un calore enorme.
Quando è allo stato fuso e viene a contatto con l’acqua che è molto ricca di ossigeno esplode esattamente come il sodio metallico.

Questo ha prodotto il cedimento dei soli due o tre piani interessati, l’alluminio era più di 150 tonnellate disperso in tre piani.
Il cedimento di questi piani ha cambiato la portanza della struttura.
Cerco di spiegarti: se tu appoggi un peso su una struttura questa lo regge, ma se vi cade sopra non puoi più considerare il peso ma la quantità di moto che colpisce, cioè la massa per la velocità. La struttura non subisce una forza lineare ma un impulso.
Il regime impulsivo ha caratteristiche molto differenti rispetto ad una forza continua che cresce magari molto di più.
Il mio prof. di fisica spiegava la cosa con questo esempio:
Si abbia un ponte che dopo un terremoto è diventato instabile un treno lo deve per forza attraversare secondo voi conviene attraversarlo con la massima velocità o andando piano? l’istinto porta a credere che andando velocissimi facciamo a tempo a passare prima che crolli. No! disse, se andate veloci entrate in un regime impulsivo, non date il tempo alla struttura di assestarsi e crollerà. Osservate invece che nei filmati reali i treni passano pianissimo.
Quando le migliaia di tonnellate sono crollate schiacciando i piani indeboliti dal fuoco dell’alluminio hanno avuto una caduta di 5 6 metri subendo l’accelerazione di gravità, hanno sfondato la resistenza delle putrelle di acciaio che non sono certo progettate per un simile evento.
Ora che sai il principio fisico osserva attentamente e vedrai che cede un piano alla volta, con esplosione di aria compressa (spero che quella parte l’hai capita)eventualmente chiedi.
Una volta partito l’effetto peggiora progressivamente, sia per l’incremento di peso che per l’aumento di velocità.
Se tu potessi analizzare con strumenti appropriati vedresti che il tempo di schiacciamento di ogni piano cambia impercettibilmente divenendo sempre più veloce. La struttura che è caduta sul piano terra aveva un peso incredibile e una velocità elevata, l’ari è stata compressa con una violenza tale che suppongo la temperatura sia salita ben oltre i 4-5000° centigradi. Pensa che un comune pistone di una macchina può comprimere l’aria e portarla 500° gradi con facilità.
Ovvio che temperature di quel genere erano in grado di arrostire la vernice delle auto se esposte all’urto dell’aria rovente.
Per la seconda parte io non sono competente.
Ma potrebbe essere che avesse ricevuto una soffiata sul possibile pericolo, sappiamo che c’erano stati degli avvertimenti anche se poco circostanziati che implicavano attentati proprio alle torri.
Non so come spiegano tutta la faccenda i fantasiosi assertori dell’autoaffondamento. Fatto sta che quello che si vede dalle immagine è assolutamente pertinente ad un crollo da me descritto e non da cariche esplosive messe li e telecomandate, questo è CERTO.

In questo caso poi non è questione di sufficienza nel dire questo, quando ho avuto occasione di parlarne la gente che ha altra idea comincia a tirare in ballo di tutto poi, quando gli chiedi come avrebbe potuto avvenire in dettaglio e gli fai vedere le incongruenze tipo minare precedente,mente piano per piano sincronizzare il tutto con un telocomando (occorrevano centinaia di uomini esperti) si dicharano non competenti ma sicuri.. andiamo bene!
Guarda che c’è gente che continua a credere che non siamo mai andati sulla luna, eppure ogni giorno mandiamo su un laser che viene riflesso da un opportuno multispecchio collocato lassù da una missione umana.