Rispondi a: Nuovo Ordine Mondiale: la nuova schiavitu delle masse

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abuandre
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Partecipante

Buon giorno a tutti.
Sapete chi è AVAAZ?
Mi avrebbe fatto piacere conoscere da chi è gestita questa agenzia che ogni “spesso” chiede via e-mail di prendersi cura di vari problemi che affliggono il pianeta. Molto spesso non si è a conoscenza del problema che loro illustrano molto approssimativamente, ma si è tentati di dare loro fiducia per il semplice fatto che lo portano alla pubblica conoscenza.
Ma un certo Patrick Boylan, ex docente all’università di Roma Tre, che si è schierato contro tutte le guerre (non ci sono guerre giuste), è andato fino in fondo per capire chi è la mente di questa agenzia filantropica e ha trovato un nome. Leggendo il seguito lo scoprirete……
“Una delle ultime campagne eco-pacifiste di Avaaz (in data 27 gennaio 2013) è una petizione che critica implicitamente Rafael Correa, l’anticonformista Presidente dell’Ecuador – colui che ha offerto asilo, nella sua ambasciata a Londra, al fondatore di Wikileaks, Julian Assange. La petizione chiede a Correa di ritirare la sua (deprecabile) autorizzazione per la ricerca del petrolio a Isla Sani, nel nord-est dell’Ecuador, perché l’eventuale trivellamento rovinerebbe le foreste pluviali e sradicherebbe gli indigeni, a beneficio di una “potente compagnia petrolifera”.
Si tratta dunque di una campagna a favore dell’ambiente, a favore dei diritti umani, e contro una Multinazionale del Male: che c’è di più progressista? (Vedi: bit.ly/link-55b ► .)
Ma non appena si indaga un po’ si apprende che nel 2006 l’Ecuador cacciò dal paese le aziende petrolifere USA, sostituendole con un’industria nazionale – i cui profitti, per intero, finanziano i servizi sociali del paese, i migliori in quell’angolo del mondo. La “potente compagnia petrolifera” di cui parla Avaaz, senza nominarla, è dunque quella nazionale, la PetroAmazonas.
Si scopre inoltre che, per dettame Costituzionale, essa può prospettare ma non estrarre petrolio senza il “sì” di un referendum popolare: quindi, niente imposizioni dall’alto di valsusina memoria. Del resto, gli indigeni di Isla Sani erano favorevoli alla ricerca del petrolio nella loro regione (per i benefici economici), fin quando una imprenditrice inglese del luogo, insieme al marito indigeno, non li abbiano dissuasi (vedi: bit.ly/link-56 ☼ ► ).
Si viene anche a sapere che il governo ecuadoriano ha già rinunciato a sfruttare il suo giacimento petrolifero più grande, lo Yasuni, perché si trova sotto una foresta primaria di straordinaria biodiversità. Il giacimento di Isla Sani, invece, si trova fuori da quella zona.
Si scopre anche che, se oggi la PetroAmazonas osserva severi vincoli ambientali, nei ventennio prima del 2006 le compagnie petrolifere USA deturpavano senza restrizioni l’ambiente ecuadoriano. Una di esse, la Chevron, deve ancora pagare una multa di sei miliardi di euro per disastro ambientale. In tutti quegli anni non c’è stata una sola protesta ambientalista.”
Ecc. ecc. ecc. per chi vuole documentarsi di più e conoscere il burattinaio di Avaaz posto il link:
http://unlungosogno.blogspot.com/2015/12/progressisti-in-divisa-5-gli-inganni-di.html
DAGLI AMICI MI GUARDI DIO, CHE DAI NEMICI MI GUARDO IO!!!!!