Rispondi a: io NON sono Charlie

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#310193

Omega
Partecipante

Il 90% del problema Charlie è una CATTIVA o meglio LETTERALE interpretazione del Corano.

Non del Corano ma della vita. Molti criminali italiani si dichiarano cristiani, anche pubblicamente, per “proteggersi”. E partendo da questo, molti maestri/ opinionisti “razionalisti” buonisti e perbene hanno tirato “conclusioni” che Gesù storico non è mai esistito (se no, non avrebbe appoggiato dittatori e le Mafie) o che sia stato un povero fesso e che la religione cristiana sia il Male che si oppone al progresso dell’umanità; certo è obsoleta in quanto adatta agli uomini di 2000 anni fa ma Gesù è tutto fuorché un “povero fesso”, la sua missione era al contrario preparare gli Umani all’avvento dell’Era scientifica attuale, compito assai importante.

Poi tu fai i collegamenti che vuoi secondo la tua visione.
Resta un fatto che le donne ambasciatrici o semplicemente giornaliste che vanno dove l’ISLAM comanda debbono portare velo e avere un certo atteggiamento sottomesso.
Per contro loro arrivano qua manifestano per avere moschee,

Questo è vero, in occidente le moschee devono essere permesse soltanto a patto che in quei paesi esista la libertà di culto per ogni fede – anche le minoranze, altrimenti viene a mancare il necessario equilibrio tra le differenti visioni del mondo esistenti.

si offendono per crocifissi e balle varie

Veramente il crocifisso nei luoghi pubblici quali scuole e tribunali è un problema per tutti i cittadini italiani o stranieri di passaggio credenti e non. E’ un problema per cristiani perché Gesù non vuole essere rappresentato da uno strumento di tortura (il pesce andrebbe bene o altri simboli, anche una faccia sorridente del risorto che ha sconfitto la morte). E’ un problema per italiani di confessione diversa dal cattolicesimo, per agnostici, per atei etc perché lo Stato non insegna e non giudica in nome di Allah-Dio di una fede specifica. E perché i non credenti e le minoranze non devono essere indottrinati con certi “valori” che considerano errati o criminali o che semplicemente non hanno scelto. Il simbolo cristiano, come tutti gli altri simboli religiosi dovrebbero stare solo nei luoghi di culto, che ognuno può scegliere liberamente secondo la costituzione. Non è una questione di culture ma individuale, anche perché Gesù disse “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura”. Il messaggio di Gesù è (era) universale, quindi non legato all’Italia o isRaele, nessun paese ha il diritto di possederlo e di appropriarselo, etichettandolo in questo o quel modo. Ecco spiegato perché molti criminali occidentali si dichiarano cristiani, e perché molti criminali mediorientali si dichiarano musulmani, perché molti criminali orientali si dichiarano buddhisti e così via. Perché glielo permettono e per opportunismo, in quanto la maggioranza comanda dappertutto seppur senza meriti.

quello che è successo ieri in una classe: Classe buona con grosse potenzialità.

Tu saprai che secondo il Mito, il cosiddetto “diavolo” il quale i Terrestri hanno fatto principe di questo mondo, semina zizzania in mezzo a sedicenti giusti per “spaventare” gli ipocriti, per tentare gli uomini, ma anche per mostrare i contrasti (yin yang) e per spingere verso il caos e autodistruzione ovunque la coScienza individuale e collettiva è debole? Anche per testare, di persona, se la loro intelligenza è positiva o negativa. Bisogna abituarcisi.

In questa classe ci sono tra i molti immigrati due “rompi” uno Induista e l’altro Islamico della tunisia.

Questi due prima di giungere nella tua classe, sono stati amati e integrati oppure discriminati e lasciati allo sbando dalle rispettive famiglie, dalla loro cerchia di amici in Italia, dalla società in generale? Sarebbe interessante verificare.

Da subito chiaccherano e fanno casino, li separo e per 3 volte gli invito gentilmente a star zitti. L’induista accetta e comincia a prendere appunti, l’Islamico NO

Dove sta nelle Scritture l’invito a “rompere”, a fare casino, a molestare i compagni? E’ certamente:
1.) il suo carattere
2.) oppure una forma di protesta sociale
3.) o una malattia mentale
… mica un insegnamento religioso!

non scrive si gira molesta i compagni, al che mi arrabbio e lo mando fuori dalla classe con l’altro insegnante. Dopo qualche lezione mi arriva la vicepresside perchè questo è andato a protestare,

Logico. Se vuole imparare dal “sistema”, dovrebbe rispettare le regole del sistema che ha accettato, se non vuole imparare dal sistema non può frequentare le scuole del sistema, semplice. Se lo costringi a farlo è ovvio che tenderà a protestare per ogni minima ingiustizia nei suoi confronti, o creduta tale.

questa insegnante è una comunista del tipo vecchio e capisce solo i diritti, questo non fa nulla disturba sfida non fa il suo dovere ma questa tipa gli da i diritti,

Ma la reazione della vicepreside/ insegnante giusta o sbagliata che sia (in parte giusta e in parte sbagliata) non cambia la realtà, ovvero che trattasi di un problema a monte – risolvibile unicamente dal governo e da una organizzazione sociale differente, migliore più umana ed efficace.

(Immagina come lo trattata dato che non sono un suo stipendiato e sono richiestissimo)
Ieri mi arriva lo stesso ragazzo in ritardo come al solito,non prende appunti, non ascolta parla con l’insegnante e faccio fatica a bloccarlo.

Dal punto di vista psicologico la violenza viene adoperata da ragazzi infelici, per paura di perdere l’identità già messa a dura prova dalla guerra/ fame (a seconda del contesto) nei paesi di origine/ situazione famigliare precaria/ l’ambiente locale più o meno criminale in cui uno vive, forse non per sua scelta. E non parlo dell’identità religiosa, che in casi simili conta poco o nulla ma dell’identità dell’anima (DNA) dell’individuo sulla quale la religione non ha alcuna influenza. Poteva essere italiano, tedesco, alieno, ateo, cristiano, è ovvio che nei paesi bombardati dalla NATO e ridotti alla miseria ci sono maggiori probabilità di trovare disperati. Ma non perché sono musulmani.

Ad un certo punto vistosamente si alza si sposta con la sedia e tutto e si mette in un banco mostrandomi il sedere. Il resto te lo lascio immaginare.

Alcuni conoscenti arabi anni fa mi hanno confessato che molti tra quelli che si dichiarano musulmani per tradizione, in realtà non lo sono affatto ma si comportano come gli pare, un po’ come gli occidentali laici “sballati”. Perché dunque un branco di delinquenti ubriachi nei mass media vengono denominati “musulmani” se il Corano, tra l’altro, vieta di ubriacarsi? Come dunque potrebbero, questi, essere Musulmani e rappresentare Allah o un Dio o il creatore?

tengono le loro bambine sottomesse, mentre i ragazzi troppospesso hanno degli atteggiamenti incredibili.
Senza fare nomi ti racconto […]

Non sono tutti così ma molti maschi lo sono, ti piaccia o meno. Orso tu vivi nei sogni la realtà è ben diversa.

Quindi dalla tua esperienza sembrerebbe che la sottomissione della donna almeno l’ha preservata dalla violenza, ha imparato umiltà. Ora lo stesso percorso dovrebbero fare anche i maschi..