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#310686

orsoinpiedi
Partecipante

Come si suol dire:chi vivrà vedrà.Intanto…

“Se infatti, come del resto ha cominciato a fare la Procura di Roma, si accende un faro sul dettaglio del tipo di lavoro che Giulio faceva da tempo come studente della Cambridge University a Oxford e, al Cairo, come dottorando dell’American University, si fa qualche interessante scoperta. Si scopre, ad esempio, come ha per altro riferito nella sua testimonianza alla Procura di Roma la professoressa Maha Abdelrahman, che di Giulio era la tutor, che il lavoro di ricerca di Regeni, per giunta proprio dopo l’assemblea dell’11 dicembre, aveva cambiato il suo “format”. Non più una semplice ricognizione analitica e su “fonti aperte” dei movimenti sindacali, ma una “ricerca partecipata”, embedded. Che prevedeva, dunque, una partecipazione diretta alla vita e alle dinamiche interne delle organizzazioni da studiare.
Un dettaglio che assume una sua rilevanza non solo per l’aumentato grado di esposizione che questo avrebbe comportato agli occhi paranoici degli apparati di sicurezza del regime, ma perché si combina con una seconda circostanza.”
fonte http://www.repubblica.it/esteri/2016/02/15/news/giulio_tradito_dai_suoi_report_sui_gruppi_di_opposizione_intercettati_dagli_apparati_-133450148/

Continuano le indagini sulla tragica morte al Cairo di Giulio Regeni ma con il passare dei giorni, apprende l’ANSA, si accredita con sempre maggior forza tra gli inquirenti italiani l’ipotesi di un “coinvolgimento” di apparati egiziani nella vicenda. Gli investigatori inviati da Roma al Cairo faticano a raccogliere elementi sulla fine del ricercatore friulano: ciò potrebbe dipendere anche dalle metodologie di indagine utilizzate dagli inquirenti egiziani, molto diverse da quelle italiane. E’ il caso dei filmati delle telecamere di video-sorveglianza di alcuni negozi nella zona dove Regeni è scomparso: la Procura egiziana li ha acquisiti solo nelle ultime 48 ore, e li sta “vagliando”, riferiscono fonti giornalistiche e giudiziarie nella capitale egiziana. Ieri, in una ridda ormai quotidiana di indiscrezioni e mezze verità, ha destato clamore il testimone citato dal New York Times, secondo il quale il fermo dell’italiano sarebbe stato “ripreso da quattro telecamere di sorveglianza” di altrettanti negozi del quartiere. Secondo questa ricostruzione, avvalorata da tre fonti della sicurezza egiziana sempre al Nyt, non meglio precisati “agenti” avrebbero fermato il giovane, e dopo l’identificazione e la perquisizione del suo zaino “lo hanno portato via”.

fonte http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/02/13/giulio-regeni-fonti-egiziane-a-nyt-fu-preso-dalla-polizia_32b2a54f-8acb-40c5-a9c0-9c6c90f23b29.html

Mi sembra che la tua tesi stia naufragando.Non vuoi vedere neanche l’evidenza.
Pensa che agli italiani converrebbe assolutamente accusare l’Isis,e invece….