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#310937
camillo
camillo
Partecipante

@orsoinpiedi said:
Camillo,hai ragione.
Ti faccio una domanda,forse stupida,ma è un po che mi frulla in testa:tutti prestano attenzione ai gas che si inseriscono dentro il Megrav,ma nessuno si concentra sul”vuoto”che si forma nel cuore del meccanismo.Forse che gli attivatori agiscono su quello?

I modelli interpretativi che sembrano spiegare meglio il fenomeno degli “attivatori” parte dall’idea che in un punto in cui le influenze esterne sono schermate, annullate, ridotte al minimo ecc.. in quel punto fatto di nulla nemmeno di spazio, non agendo forze esterne si evidenzia la presenza di un tipo di forza speciale L’INTENTO, una sorta di pensiero, volontà, emozione caratterizzato dal fatto di poter penetrare ogni cosa e non essere schermabile. questo “Intento” può essere definito anche con il vocabolo “mente”. Tutto è mente… l’universo è mentale… la causa prima è la mente.
Ora come avrai compreso il vuoto che sto descrivendo non è semplicemente il vuoto dello spazio privo di materia, ma è un “non spazio” un luogo asettico privo di influenze interne ed esterne.

Scendendo sul pratico possiamo dire che più una parte di spazio è priva di materia interna ed isolata dalle influenze esterne e più si avvicina al concetto di “vero vuoto”.
Infine tanto più si avvicina al vero vuoto tanto più la mente può creare ed agire in quel posto.

Supposto soddisfacente il modello illustrato, nei reattori ruotanti di Keshe dobbiamo considerare lo spazio interno alla sfera come soggetto a:
– influenze interne dato dagli atomi del gas, meno ce ne sono meno influenze ci saranno. Quindi vuoti più spinti favoriscono il fenomeno
– le influenze esterne sono date da tutta la materia circostante la sfera ruotante, partendo dalla materia più vicina che influenzerà di più ed arrivando a quella delle galassie lontane.
La schermatura dall’esterno può essere data da particolari materiali, particolari forme (piramide esempio), oppure da una serie di strati.
Interessante per esempio osservare i vari strani aggeggi creati con la schermatura:
La camera orgonica di Reicht usa strati alternati di materiale organico e inorganico.
Ighina aveva catalogato le sostanze a seconda del loro assorbimento schermante. Mescolava opportune sostanze in modo che tutte le influenze esterne risultassero schermate.
La cella Joe usa una serie di scatole cinesi di acciaio inox
La macchina ad antimateria descritta da Franco Capiello presenta tre tipi di schermo: un’intercapedine di polvere di ferro alluminio, una schermatura magnetica, una schermatura silicea.
Attualmente Keshe ricorre ai gans e alla nanoricopertura.

Il punto chiave però è dato dal fatto che non bastano le schermature serve un “Attivatore” Questo individuo da una parte agisce completando la schermatura “fine”, dall’altra impone con la sua volontà un atto creativo.
più grossolana è la schermatura più forte deve essere l’attivatore.
esistono attivatori che realizzano un punto di “non spazio” entro se stessi di solito nel Dan thien punto poco sotto l’ombelico ma interno. Questi super individui sono in grado di …. fare miracoli.