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Prabhudas2014
Prabhudas2014
Partecipante

Pasgal,

la tua risposta mi porta ad alcune considerazioni che possono sembrare banali ma perché girarci intorno? Essere liberi implica una grande responsabilità.

Non significa fare tutto quello che vogliamo ma , per me, tener conto che la nostra libertà dovrebbe cessare quando si arriva a toccare quella dell’altro . Se d’accordo ci scambiamo delle cose per reciproca soddisfazione questo avviene “in libertà” se vi è un sopruso perché l’altro non vuole darmi delle cose e gliele prendo.. è un furto, lo stesso vale per l’amore consenziente o lo stupro etc. etc. Con le leggi gli umani hanno cercato di contenere i comportamenti aggressivi di alcuni singoli o popoli, che ledono le libertà delle persone con tutti gli esempi e le varianti e le tremende lacune che sono purtroppo ben noti a ciascuno di noi. Siamo esseri interdipendenti. Analogamente l’indipendenza assoluta non esiste, dipendiamo reciprocamente da ciascun altro e c’è sicuramente un modo per cui si possa sopravvivere insieme senza ledere o sopraffare l’altro anche se questo può richiedere una grande creatività allo stato attuale delle cose. Alla fin dei fini la necessità di uscire dall’empasse sta nel salto di coscienza, come implicavi tu, forse un po’ dubbioso, verso la fine delle tue considerazioni.

Tornando all’apertura di Orso, molti di noi hanno verificato che è possibile e meglio vivere senza uccidere gli animali e che questo avrebbe un benefico, immenso, impatto sul pianeta. Che poi uno per scelta preferisca non farlo, è chiaro che fa parte della sua libertà, come GengisKan o Hitler hanno insegnato, l’uomo può liberamente perseguire tutti i fini che vuole anche a scapito di milioni di esseri viventi. E se per di più certi individui hanno raggiunto un livello di integrazione psichica elevata riescono a dominare intere masse di popoli, purtroppo dico io, perché in quel processo qualcosa è andato storto ed il cuore è stato bypassato (esotericamente parlando) per cui l’io agisce senza alcuna empatia per la vita.
Se scelgo di fumare pur sapendo che respiro i prodotti dannosi (per il mio corpo)di una combustione è affare mio, ma è veramente una libera scelta? E’ la chimica che mi sta comandando o sono io che decido quel che sto facendo? ( ti parlo per esperienza diretta in quanto la mia generazione ha sperimentato di tutto, compreso droghe ben più forti della nicotina). Come sottolineavi tu tra le righe, nonostante quel che possiamo pensare, siamo il prodotto dei condizionamenti della società in cui viviamo, per costume, religiosità, razza, colore della pelle, sesso etc. Le rivoluzioni hanno sempre fallito perché non hanno cambiato gli esseri umani nella loro sostanza ma sostituito una classe dominante con un’altra. Quindi se diciamo “io” che io sta parlando? E’ allora possibile mettere ordine tra la moltitudine dei nostri differenti io ? (il bel forum aperto da Prixi aveva lanciato un segnale in questa direzione…la mente il padrone di casa, basato su Gurdjeff…) è possibile procedere in questo caos, fuori e dentro di noi? Magari si, cominciando ad osservarci ed ad accettarci con onestà per quello che veramente siamo. Per me questo è il primo e …l’ultimo passo. Una consapevolezza che, forse, risiede oltre il pensiero, nel cuore e nell’essere di ciascuno di noi.