Rispondi a: La Vera Vita Di Gesù

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franco
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Domande ai Santini

Poiché la Bibbia e le religioni sono continuamente criticate dai Santini, noi abbiamo voluto fare delle domande al riguardo. Abbiamo ricevuto le seguenti risposte.

DOMANDA: Di chi è la colpa dell’ignoranza degli uomini sull’esistenza del soprannaturale?

ARGUN (Maestro spirituale): La colpa è di quegli uomini che sono a conoscenza delle cose celesti, e che le tengono per sé per interesse e per viltà. Uomini che, per esempio, appartengono alla scienza o che occupano posti elevati nei governi, sono in grado di possedere tute le prove circa la scienza soprannaturale e di esserne perfettamente persuasi e convinto. Ma se essi non hanno il proposito di servire il bene, non divulgano le verità; non solo, ma orientano verso il falso le informazioni e la stampa; temono l’impopolarità e il danno economico. Essi sono traditori di Dio; e il popolo non ha fiducia che in loro perché il loro nome è noto ed osannato da chi ha intesse a farlo.

DOMANDA: La Bibbia narra avvenimenti e vicende dei quali siamo portati a dubitare. Sono falsi quei racconti?

ARGUN: Quelle vicende sono in parte vere e in parte inventate. L’uomo è sempre stato incline all’esagerazione, in special modo quando si tratta di avvenimenti non comuni. Quindi anche gli avvenimenti e fenomeni di quei tempi sono stati fortemente esagerati: anche le guarigioni miracolose e le resurrezioni di morti. Cristo camminò sulle acque perché sapeva annullare la sua forza di gravità. Nel Tibet e in India vi sono iniziati che fanno la stessa cosa e tante altre ancora.

DOMANDA: Chi ha diffamato il nome di Dio sulla Terra?

ARGUN: Quegli uomini che possiedono il sapere e che godono quindi la piena fiducia della gente. Purtroppo, questi raccolgono la dottrina per se stessi senza dividerla con gli altri. Essi evitano di parlare di Dio; al nome di Dio sostituiscono quello della natura e non usano mai l’espressione divino. Dicono di non avere mai visto l’anima e non vogliono sentirne parlare. Se però pensassero secondo logica e si valessero del loro intelletto, comprenderebbero che ogni loro sentire deriva dall’anima. In tali uomini non si deve cercare il “sentire” perché il sentire, i sentimenti, sono il riflesso dell’anima. Ma verrà un giorno, quello dell’ora X dell’umanità, in cui l’uomo verrà a sapere di avere un’anima; questa verità sarà universalmente riconosciuta, e nessuno dubiterà più dell’esistenza dopo la morte, non avrà incertezze sulla immortalità dell’anima. La straordinaria e importante constatazione dell’immortalità dell’anima è il “termine fisso” e assoluto al quale oggi ci si riferisce. E’, per alcuni, una constatazione incredibile quella che riguarda l’anima immortale. Noi dimostreremo facilmente che l’anima è la particella divina che tiene a sé avvinta la materia e possiede gli attributi dell’eternità.

ASHTAR SHERAN:
Noi conosciamo la storia della vostra evoluzione meglio di quanto essa sia descritta nei vostri libri. Sappiamo anche che l’orientamento scelto dalle grandi religioni, ovvero la potenza delle Chiese, ha fatto uso della coercizione per rafforzare le credenze dogmatiche e per diffonderle. La potenza della Chiesa si impossessò dello scettro politico e perseguì lo scopo di dominare anche le scienze. I rappresentanti di queste, però, non sopportarono a lungo questo sopruso e si distaccarono da ogni intromissione religiosa in maniera indelebile. E quest’ascia di guerra non è mai stata messa da parte.

Le università si affannano a sottovalutare in ogni modo i passi e i brani poco chiari o addirittura incomprensibili della Bibbia, dimostrando con ciò che l’intera teologia, come anche altre concezioni di Dio, sono fuori della logica e sono fantasie umane. Le nazioni tollerano per determinate ragioni la fede in Dio, considerata alla stregua di una dottrina filosofica, non come scienza naturale ed empirica.

Da un lato, tale comportamento dei rappresentanti della scienza è giustificato; tuttavia essi ebbero anche il grave torto di non fare il minimo sforzo per cercare di sostituire la verità alla negazione. Le scritture vennero cancellate brano per brano dalla loro lavagna scientifica, che da allora rimase però totalmente vuota.

Dio è un’esistenza naturale di illimitata bellezza, chiarezza e immanenza. Questa meravigliosa esistenza non si può spiegare con alcune semplice teorie.

Per noi e per la maggior parte dell’umanità del cosmo, è incomprensibile il fatto che le vostre università abbiano tanto timore di questa meravigliosa scienza naturale. Questo studio non è compito solo della teologia, ma dovrebbe essere trattato in tutte le scuole, i cui studenti assurgeranno un giorno a prototipi e a campioni di una umanità in armonia con la vita del cosmo.

Potete immaginare con quale disprezzo verreste accolti adesso su un altro astro, se tale viaggio vi riuscisse? Dovete riflettere bene su ciò. Nessun popolo del cosmo vorrà avere a che fare con degli empi senza-Dio. Soltanto a noi, in forza della nostra missione, è concessa un’eccezione al fine d’aiutarvi! Le grandi religioni devono assolutamente eliminare la loro ostinazione. Si mettano piuttosto d’accordo con le università e indichino la fondamentale importanza delle ricerche nei riguardi di Dio, offrendo conferme scientifiche della fede; e facciano in modo che la misera creatura umana, che è l’uomo di questa Terra, divenga veramente un essere cosciente della vita dell’universo. L’uomo non deve venire ingannato, malguidato, o corrotto, o sedotto, ma deve pervenire a conoscere la verità circa la sua esistenza. Egli è in grado di comprenderla. E questa gli darà la fiducia di poter credere in un cielo spirituale del quale egli fa parte, e in cui è incluso. La gente sa o intuisce che le grandi Chiese non offrono loro la verità. Perciò la gente non ha stima della religione e purtroppo neppure di Dio.

Nella maggior parte dei casi i dogmi ingannevoli delle Chiese hanno indotto i solerti ricercatori della verità alla convinzione che forse esiste un Dio eterno, ma che l’uomo vive soltanto fino al giorno della sua morte. E, giunti a questo punto, si vuol far intendere all’uomo, o dargli l’illusione, che egli, secondo le circostanze e il capriccio di Dio, forse un giorno resusciterà a nuova vita o avrà – quale peccatore – un’eterna dannazione da cui non vi è salvezza.

L’assurdità della dannazione eterna è un errore che impedisce ad ogni persona ragionevole di interessarsi a fondo della sopravvivenza. Voi dovreste cercare di abbellire questo vostro mondo materiale e non renderlo, invece, turpe e brutto. Solo colui che si esercita nel bene può, in seguito, venire chiamato a compiti di maggiore collaborazione, secondo il piano di Dio.

La Nuova Era ha per scopo il cambiamento della faccia della Terra. Tutte le città dovranno cambiare aspetto. I poveri della Terra – per esempio – non dovranno più vivere in misere stamberghe e in maleodoranti agglomerati, ma in ambienti sani, arieggiati e soleggiati.

Ogni cambiamento viene preceduto dalla relativa forma-pensiero. Noi veniamo da voi per indirizzare il vostro modo di pensare verso una linea effettiva e reale. In tutti i tempi noi abbiamo avuto contatti con voi; quindi una tale intesa non ha nulla di eccezionale. Per il vostro bene occorre eliminare molte vostre tradizioni; perché esse sono all’origine del male che ostacola ogni innovazione ed ogni evoluzione. Ma l’uomo preferisce morire piuttosto che separarsi dai suoi beni materiali, e non si accorge che anche il suo corpo è un prezioso acquisto materiale temporaneo, che dovrà lasciare assieme a tutto il resto.

La vista del Crocifisso nelle vostre chiese induce a perdere ogni fiducia nella salvezza e la serenità dell’animo. La Chiesa dovrebbe offrire un ambiente della massima armonia e serenità. I vostri templi, invece, sembrano dei freddi obitori, dove il brivido sta in agguato. Ogni leggero colpo di tosse nelle vostre chiese cagiona un’eco, un disturbo che assomiglia ad un gemito.

Dove si può trovare, perciò, la serenità?
Noi comprendiamo benissimo tutti quelli che non si sentono a loro agio nelle chiese e cercano altri ambienti per il proprio raccoglimento. Nemmeno lo sfarzo eccessivo sta bene nelle chiese, poiché la chiesa non è un museo, ma dovrebbe essere il soggiorno dell’anima. Quanto, poi, alle prediche dal pulpito, esse stancano ed assumono spesso un tono di terrificante minaccia.

Com’è tutto diverso da noi! Una funzione religiosa per noi è una festa, come sarebbe una grande rappresentazione per liete ricorrenza. Non c’è traccia di oppressione e di costrizione; non c’è che gioia, fiducia e sicurezza. Nessuno di noi vorrebbe perdere quei momenti di gaudio. Chi di noi esce da una funzione religiosa è colmo di gioia e di serenità per molti e molti giorni, ed è pieno di letizia, come i discepoli nel giorno della Pentecoste.

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  • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 10 mesi fa da franco franco.