Rispondi a: La mente, i pensieri, il "padrone di casa"

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franco
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Una orazione funebre

Quando un terrestre muore ciò è per voi un avvenimento triste e terrificante. Il prete fa un necrologico, e i familiari continuano a stare innanzi ad un mistero e ad una terribile incertezza, ignorando che cosa sia veramente avvenuto. Per questa ragione, vorrei anch’io tenere un necrologio, benché non sia un prete. Così dovrebbe essere un necrologio per i familiari del defunto, se vogliamo fare onore alla verità:

Cari fratelli, care sorelle! Vi devo così apostrofare perché l’uomo proviene dalla grande famiglia dell’umanità che vive in tutto l’universo divino, ed i cui membri vivono in molte dimore.

Eccoci qui, dinanzi alla bara di un uomo, ed io vi domando: “Che cosa è accaduto?”.

È accaduto qualcosa che accadrà senza eccezioni ad ogni uomo, e che è sempre successo, da eoni di anni. È quindi un fenomeno del tutto naturale, che non ha nulla di misterioso. Perché, allora, essere tanto spaventati, se si tratta di un tale avvenimento naturale? Nessun uomo, nessuno scienziato è in grado di ostacolare questo procedimento. Se il corpo non è più capace di eseguire le sue funzioni, diviene uno strumento inutile per l’anima.

Ma esistono dei filosofi e dei sapientoni i quali asseriscono che la coscienza sia legata alla materia. Dove hanno attinto tali pensatori questa “conoscenza”? Certamente solo dalla supposizione, perché la coscienza non si può più manifestare. Chi può, però, trarre un suono da una tromba quando è rotta? Se la tromba non suona ciò non è sufficiente per asserire che il sonatore non esista più. Naturalmente, se vuol fare sentire dei suoni, il trombettiere ha bisogno di un altro strumento, e questo può essere anche uno strumento simile. Un giorno, egli riceverà una nuova tromba, e potrà magari suonare questo strumento ancora meglio, o trascurarlo di nuovo.

Ad ogni modo, la morte è un avvenimento naturale, anche se si tratta di un incidente o dell’esito di una malattia. L’uomo non viene richiamato da Dio, ma l’ora, cioè il tempo, è scaduto, perché il corpo non è più capace di funzionare, e quindi di ospitare l’anima.

I teologi hanno ideato varie ipotesi e poi le hanno trasmesse ai posteri come vere. Ma queste riflessioni non sono giuste, esse sono state liberamente inventate.

Anche riguardo alla morte si deve distinguere. Chi ha mai dimostrato che la coscienza appartiene alla materia, cioè che sia la materia a far nascere la coscienza? Chi può asserire che i pensieri siano qualche cosa di visibile e toccabile, per il fatto che essi possano essere registrati su un disco o su un nastro magnetico? Dove sono le molecole o gli elettroni che comportano l’azione del pensare? Il pensiero che fa parte della coscienza è un prodotto completo di microvibrazioni, le quali appartengono alla coscienza e vengono condotte attraverso un sistema nervoso funzionante.

A che cosa servirebbe infatti, ad un uomo al quale siano state amputate ambedue le gambe, ripetere cento volte nella sua coscienza il fermo pensiero di sollevare l’una o l’altra gamba? Non vi potrà mai riuscire; però se non può più sollevare le gambe, chi può affermare che questo desiderio, questo pensiero, questo ordine ai muscoli e ai nervi delle sue gambe, non esista affatto?

Ebbene, io vi dico che la coscienza può essere separata completamente dal corpo.

Quindi, se in un morto, nemmeno una cellula reagisce più alla coscienza, questo non ha nulla a che fare con la coscienza stessa. Ogni morto vive, anche se non ha più a disposizione il proprio corpo. La coscienza non si può più rivelare attraverso un corpo inservibile.

Voi obietterete, però, che i vostri scienziati hanno chiarificato il mistero della morte, e che non hanno affatto confermato all’umanità la vita dopo la morte.

Chi vi dice che questi scienziati siano veramente capaci di trarre una conseguenza così logica? Gli stessi scienziati adoperano tutta la loro forza di pensiero per la distruzione dell’umanità. Essi riflettono sulle varie possibilità di distruzione. Essi consegnano alla politica i mezzi potenziali per il dominio del mondo. Essi preparano tutte le guerre. Essi permettono che l’uomo abusi di veleni pericolosi. Essi dimostrano ogni giorno di essere nemici pericolosi della vita e dell’intiera esistenza della Terra. Voi accordate ai vostri scienziati, la stessa cieca fiducia che accordate al vostro clero. Inoltre, siete pronti a permettere che i politici e i sociologhi facciano a meno di riflettere, perché supponete che siano in grado di pensare più logicamente di tutti voi messi insieme.

È la pratica che dimostra se l’esattezza delle teorie è giusta o sbagliata. E la pratica, nel vostro mondo, dimostra chiaramente che vi trovate impelagati in una situazione che degenererà in un pericolo mondiale. La pratica dimostra che i vostri “pensatori responsabili” passano da un errore all’altro.

Chi non sa nulla di positivo riguardo alla morte, non può neanche pensare in modo logico, perché in tutte le questioni della vita arriverà a risultati errati. Egli può anche inventare qualche cosa di grandioso, o ideare una bassezza contro l’umanità, calcolare ed approfittare della tecnica delle scienze naturali, ma alla fine non potrà mai tirare le giuste conseguenze, perché il risultato fa
crollare tutto. Il minimo dubbio su Dio e sulla sopravvivenza dello spirito lo condanna ad essere illogico in tutte le altre questioni esistenziali.

Se un prete tiene un necrologio, parla, ovviamente, dell’anima dell’uomo. Ma io so che questi ecclesiastici non hanno la giusta idea dell’anima. Essi sono tutti dell’opinione che l’anima si addormenti alla morte e non sogni neanche, ma rimanga nella più profonda incoscienza. Però, se Dio vorrà, miliardi di anime verranno svegliate un giorno, il giorno del giudizio universale, che è ancora da stabilire, uno dopo l’altro o tutti ad una volta. Questo giudizio deciderà che più della metà verrà condannata al fuoco eterno dell’inferno, ed una parte esigua verrà accolta nel cielo, dove gioirà di piaceri senza fine. Ancora peggiore è l’idea che le anime riposino accanto al corpo in putrefazione nella tomba.

Se solo sapeste che terribile nonsenso illogico è questo! È semplicemente orripilante che delle persone adulte e ragionevoli possano credere a un tale nonsenso; non solo, ma lo diffondono e lo difendono fanaticamente.

La risposta chiara vi è stata data dallo stesso rappresentante di Dio, cioè Cristo. Egli disse a colui che era crocifisso al suo fianco: “In verità ti dico: oggi stesso sarai con me in Paradiso”. S’intende che questo paradiso è una sfera buona del regno spirituale. Del giorno del giudizio universale, non si parla neppure. Questo giorno, in realtà, è per ognuno il giorno della morte del corpo materiale. È l’ingresso solenne nella vita spirituale. È il giorno del ritorno nella condizione più importante di tutta la vita umana.

Le razze meno evolute della vostra (intendo parlare di quelle che ancora vivono nelle foreste vergini) ne sanno molto di più che la maggior parte dei vostri professori universitari. Esse hanno conoscenza della esistenza dell’altro piano di vita. Esse vengono giornalmente in contatto con questa parte del mondo vivente, ma i vostri “professori” non riescono a trovare nel cervello le prove di questa immaginazione; e quindi siamo di nuovo al punto della vaga supposizione. Solo la pratica può dimostrare se una supposizione è giusta o meno. Questi popoli collegati con la natura hanno fatto milioni di esperienze uguali, anche se a grandi distanze. L’esistenza dell’anima con la sua coscienza si può provare in ogni essere umano, di tutto il mondo. Solo che non si deve fare l’errore di voler cercare quest’anima o questa coscienza proprio nel cervello umano. Il cervello è solo un conduttore materiale tra l’anima ed il corpo. Ogni cellula del cervello reagisce a precisi procedimenti nella coscienza cosmica dell’uomo, oppure il cervello stesso risponde agli impulsi fisici del corpo.

Consideriamo, ad esempio, una grande setta religiosa che basi la propria fede completamente sulla Bibbia. L’interpretazione del giorno del giudizio universale, è, per questa setta, quella secondo la quale quasi tutta l’umanità finirà nel fuoco eterno dell’inferno. Questa fede ha un numero enorme di seguaci. Milioni di uomini credono ciecamente a questa sciocca interpretazione, per la quale non esiste la minima prova. Essi vi credono non perché ne siano convinti dalla propria logica, ma perché si tratta di uomini con una mania religiosa e con una terribile paura dell’inferno, dove rischiano di andare a farsi arrostire. Essi credono per paura, perché il fuoco fa male. Sanno bene che cosa siano le ustioni e peggio ancora se non se ne può più morire.

Questo metodo di persuasione noi lo definiremmo “terrorizzazione”. Se qualcuno si lascia convincere da queste affermazioni illogiche, si può fare di lui ciò che si vuole, persino un fanatico, ed impiegarlo là dove in base alla sua mancanza di logica, egli non è più capace di giudicare obiettivamente.

Questo metodo di persuasione noi lo definiremmo “terrorizzazione”. Se qualcuno si lascia convincere da queste affermazioni illogiche, si può fare di lui ciò che si vuole, persino un fanatico, ed impiegarlo là dove in base alla sua mancanza di logica, egli non è più capace di giudicare obiettivamente.

Io so che le mie spiegazioni e i miei chiarimenti verranno condannati. Nell’ambiente religioso se ne parlerà e si dirà che è un’eresia infernale, ma io faccio appello solo alla vostra ragione, e dove questa ragione manca, anche le mie parole saranno vane. Intanto faccio solo il mio supremo dovere.

La verità sulla morte

Morte è solo una parola, ed il significato che voi le attribuite è sbagliato. Voi intendete con la morte la completa decomposizione dello spirito e del corpo. Non esiste, però, nessuna decomposizione completa, bensì, in ogni caso, una trasformazione. Così anche in tutto l’universo, cioè in tutto il cosmo, il “nulla” non esiste.

La coscienza, con tutti i processi del pensiero, non è un prodotto del cervello, ma questo ne viene solo attraversato, servendo da tramite fra spirito e materia.

La morte viene da voi, purtroppo, considerata come una grande incognita, però la morte umana è una certezza. Come segno particolare la morte di un corpo organico si evidenzia con la scomparsa delle sue forze invisibili. Queste forze governano il corpo.

Chi soffre nel timore della morte, è sprovvisto della giusta conoscenza che lo aiuterebbe. Egli vive in un mondo di una falsa immaginazione, in un mondo della menzogna.

Questa incertezza è però l’errore più terribile e fatale che possa esistere. Su di essa, costruisce un mondo sbagliato contro il piano divino. Non trovo le parole adatte per descrivere meglio questo stato orribile. Ne deriva, per l’umanità, un vero inferno. In tutte le mie spiegazioni è necessario che io mi adegui strettamente al vostro patrimonio lessicale, per poter essere da voi compreso, ma questo limita molto le mie possibilità d’espressione.

È assolutamente necessario che l’umanità conosca la verità sulla morte. Il compito di una spiegazione scientifica è un dovere sacro, poiché è un servizio che si rende all’anima umana. A questo riguardo, la teologia si è comportata in modo irresponsabile. La scienza deve qui mettere a posto le cose definitivamente, perché ci possa finalmente liberare dalle catene dell’inimicizia mortale in cui vive sulla Terra. Io sono convinto che metà dei ricoverati potrebbe essere dimessa dagli ospedali, se la verità sulla morte fosse finalmente divulgata. Temo, però, che questa sia una nuova ragione per i medici per schierarsi contro queste affermazioni, a meno che non siano degli idealisti, cioè veri servitori di Dio a disposizione dell’umanità.

I governi, ad esempio, sono dell’opinione che la morte sia un buon mezzo per rendere ubbidienti alla volontà gli uomini ed i popoli. Per tale ragione ad essi non importa molto mettere nella giusta luce la vera morte; al contrario, i governi terrestri preferiscono piuttosto che l’umanità abbia paura della morte e dell’orribile incertezza.

Naturalmente, la morte è uno stato che non si lascia così facilmente riconoscere dalla prospettiva dell’esistenza materiale. Ma i morti vivono. Essi non sono così infinitamente divisi da voi, perché possono, entro certi limiti, comunicare con voi. Voi avete potuto ricercare già cose ben più difficili, in confronto alle quali la ricerca della vita eterna è una piccolezza. Applicatevi con la stessa ambizione in questo magnifico compito e avrete successo. Molto è stato già raggiunto in questo campo, ma purtroppo voi seguite la scia delle cosiddette filosofie. Voi non avete bisogno delle filosofie, poiché esse non hanno alcun valore, ma di verità e di fatti veri, per poter vivere in pace e per evolversi spiritualmente e materialmente.

L’uomo vero, come è stato progettato è completamente diverso. Voi, in confronto con le umanità delle altre stelle, vi trovate ancora nello stato di una “sadica disumanità”. Prendete come modello i vostri migliori uomini e rendetevi conto che in questi modelli l’umanità è solo al suo principio. Chi non è sicuro circa la morte, si trova in un’oscurità spirituale che non gli permette di riconoscere alcuna verità.

Consideriamo, per esempio, le cosiddette persone intelligenti che si occupano di preparare una guerra. Esse inventano delle armi per distruggere in massa l’umanità. Sono ingegneri della morte e della rovina. Però, esse stesse non hanno una minima idea di che cosa sia in realtà la morte. Se ne fossero al corrente, si renderebbero conto di quanto sono sciocche, e detesterebbero di cuore il loro modo di agire e di pensare.

Voi mi obietterete che uno stato minacciato si deve difendere e prendere delle precauzioni. È vero, poiché dal modo in cui vi siete costruiti il mondo, ignorando le questioni e le risposte più importanti, questo è comprensibile, benché sia assolutamente errato. Prima di poter cambiare in qualsiasi modo questo stato di ostilità, dovete innanzi tutto eliminare la vostra ignoranza riguardo alla morte. Questo solo può portarvi alla pace. Solo l’illuminazione può ancora cambiare questo mondo, poiché l’ignoranza nei riguardi dei più importanti problemi dell’umanità vi farà inoltrare sempre di più nel labirinto delle ostilità e della distruzione totale.

L’ignoranza vi ha portato in questa situazione. Ecco la radice del male del mondo. Dovete quindi sradicare questo male, e sostituire l’ignoranza con la conoscenza. Solo in questa maniera cesseranno le ostilità. Solo così potrete riconoscere nella giusta luce la vostra evoluzione ora errata. Se vi sarete riusciti, potrete distruggere le vostre armi, poiché riconoscerete la loro insensatezza. La morte e la sua minaccia sono il segno più importante della vostra vita. Guadagnate miliardi, e li usate per questo scopo. Le conseguenze sono incalcolabili nella loro estensione reale, che voi non potete assolutamente prevedere, nel settore spirituale della vita. Se è la morte che ha la maggiore importanza presso di voi, ci domandiamo quale importanza possa avere per voi la vita, visto che ha una posizione così subordinata.

Molti governi si domandano se la pena capitale sia lecita, ma gli stessi non si chiedono se sia lecita la pena capitale per interi popoli, e persino per l’intera umanità.

Questa pena capitale non è contro i delinquenti, ma contro uomini innocenti e persino contro i bambini.

In che maniera dovrebbe un governo o un partito poter capire se i propri obiettivi e i propri ideali siano veramente giusti, se non ha neanche un’idea della natura dell’uomo e non sa assolutamente nulla sulla sua morte? Si creano sistemi governativi e delle leggi senza neppure sapere che cosa sia in realtà “l’uomo” ed in che cosa consiste la sua mèta. Non si deve vivere ed imparare per la morte: questa è una insensatezza.

Facciamo un esempio: un illustre sociologo elabora dei progetti per il futuro dell’umanità di questa Terra. Tutto ciò sembra logico e degno di essere preso in considerazione. Questi progetti vengono ancora migliorati, e diventano la base per le direttive di un governo. Adesso si crede veramente che questo capolavoro sia la migliore via per il progresso delle masse. Qual è, però, la realtà dal punto vista della verità?

Il sociologo in questione non ha un’idea della vera esistenza universale dell’uomo. Non conosceva la verità. Non sapeva nulla della vita e dei veri scopi dell’uomo, tanto meno della morte, che considerava un nulla privo di coscienza. Egli conosceva solo quello che aveva sotto gli occhi. Non conosceva nulla dell’invisibile e ancora meno delle forze atomiche. Non conosceva la possibilità della televisione, né quella dei satelliti artificiali. Era appena appena un ricercatore di scienze naturali, e non era neppure uno psicologo. Egli era, in realtà, un uomo scontento, non illuminato e non molto desiderabile, che bramava un migliore avvenire per l’umanità, senza sapere altro di essa che non stava tanto bene ad eccezione di quei pochi che gozzovigliavano a spese degli altri.

Questo sociologo progettò un piano per riformare l’umanità. Osò affrontare un problema di cui non conosceva la materia. Egli non credeva in Dio, né alla vita dopo la morte. Egli negava l’esistenza e considerava la vita dell’uomo sulla Terra come un lasso di tempo limitato, che cominciava con la nascita per finire completamente con la morte. Egli ignorava persino che anche altre stelle potevano offrire una possibilità di vita.

Con queste poche conoscenze, egli vedeva la vita dell’umanità terrestre solo nella prospettiva della povertà e della ricchezza. Per livellare questi contrasti, pretendeva che i ricchi rinunciassero ai loro beni a favore dei poveri. Questo piano per l’umanità non fu dettato dall’amore dell’uomo, ma dall’odio contro la ricchezza, dal disprezzo per la chiesa, la cui falsità gli era antipatica.

Mi rivolgo ad ogni uomo che sappia ragionare e gli domando: “Come è possibile che un uomo progetti l’avvenire per tutta l’umanità, designando la via e scegliendo i mezzi per la sua realizzazione, senza sapere quasi nulla dell’uomo stesso, dell’umanità e del piano della creazione? Le conseguenze imprevedibili di una tale leggerezza si possono vedere già oggi in tutto il mondo. Le sentirete ancora di più, se non fermate energicamente e con tutti i mezzi questa evoluzione progettata in modo sbagliato. Che cosa sapeva questo sociologo del vero compito che è stato dato all’uomo per sua vita terrena? Che cosa sapeva della reincarnazione? Che cosa sapeva della vita dopo la morte e del giudizio per la sua vita terrena che lo aspettava infallibilmente nel regno spirituale?

Con tali promesse per il futuro dell’umanità, egli potè aver successo solo presso i non sapienti, che costituiscono la maggioranza e quindi ebbe un successo strepitoso. Essi la pensano come lui. Essi non conoscono la verità, e si lasciano accecare dal falso splendore dell’inganno. Questo sociologo voleva offrire all’umanità un cielo in terra, ritenendo pura fantasia il cielo nel regno spirituale.

La morte dell’uomo non è che la nascita in altra forma. È, per ognuno, il giorno del “giudizio universale”, il giorno del congedo dalla materia tangibile. Però, la materia rimane per lui visibile ugualmente. È lo scambio di due forme di vita, che fanno parte di un mondo. Si lascia il mondo materiale come si lascia una scuola che si è superata. Il “defunto”, cioè il suo spirito, si può muovere ad una velocità superiore a quella della luce. Egli possiede la velocità del pensiero, se ne ha la libertà, cioè se non è legato alla terra, per aver vissuto una cattiva esistenza materiale. Egli può raggiungere questa mèta, se spiritualmente ha raggiunto il grado d’evoluzione che gli conceda questa libertà.

Acquistate più chiare conoscenze sulla morte dell’uomo e risolverete tutti i vostri problemi terrestri! Solo così eliminerete il terrore della morte.

La completa ignoranza della vita e della morte inducono l’uomo a pensare in modo illogico ed anche misantropico.

Il sociologo usa senz’altro la prepotenza pur di arrivare alla meta.

Non molti anni fa, un regime usò ogni disumanità, perché non aveva un’idea della vita, e quindi attribuiva errati valori alla vita, alle azioni umane e alla morte. La morte fu così disprezzata, come fu odiata. Milioni di uomini furono torturati, annientati, lasciati morire di fame, uccisi nelle camere a gas e poi bruciati. Erano intere famiglie con donne e bambini. Tutto ciò poteva accadere solo perché l’uomo non ha un’idea veritiera della realtà delle forme di vita umana e dei compiti della vita, e perché gli scienziati non si curano di questo dovere; solo perché non vogliono sapere nulla della vita e della morte, che esulano dai loro interessi.

Io vi predico che queste atrocità non potranno venire superate se non mettete in chiaro questo problema dell’uomo. Qualcuno è già sulla buona strada.

L’uomo, se la sua esistenza durasse solo dalla sua nascita sulla Terra fino alla sua morte, non avrebbe altro valore che quello della carne, che viene mangiata dai vermi o ridotta in cenere con la cremazione.

Il contenuto di questa carne, l’immortale sostanza della vita e della coscienza, non essendo, si dice, provata e riconosciuta, viene semplicemente rifiutato dalla scienza.

La volontà di pace dei popoli non si potrà mai affermare, se lo spirito dell’uomo non verrà accettato e riconosciuto per quello che veramente è. Voi non avete alcun rispetto per l’immortalità del vostro spirito che ammettete solo con monumenti e necrologi.

Il giudizio, la resa dei conti, che si esigerà da tutti voi, non è una mera minaccia, ma un fondamento dell’ordine divino della giustizia universale.

Uomini e donne della scienza, io vi esorto ad aiutarvi da soli! Non fidatevi solo della teologia. Essa, in questo campo, non fa neanche un passo. Essa si è creata una concezione errata, che non vuole abbandonare, anche se ha già il sospetto che qualche cosa non vada. Le grandi religioni promettono qualche cosa che l’uomo non può così facilmente vedere. La redenzione dell’umanità per mezzo del sangue del Messia è solo un dogma. Non fidatevi! I teologi si basano solo su filosofie che non vi offrono alcuna verità, né garanzia.

Se la scienza di questa Terra avanza e pretende di avere l’onore e la coscienza, io mi appello a questo onore, e a questa discutibile coscienza.

L’ignoranza porterà certamente questa umanità verso l’abisso. La superbia dei cosiddetti intellettuali è un pericolo mondiale. Ma nessuno può evitare di trovarsi un giorno nell’ambiente spirituale. Là molti di voi non troveranno un momento tranquillo; poiché vi rimprovererete di aver fallito proprio nel compito più importante della vostra vita. A chi potrete darne la colpa? Direte forse che i vostri maestri non erano all’altezza?

Né il denaro né la fama vi possono fare felici; nessun’anima perde ciò che le spetta in base alla sua evoluzione. Quello che non si ottiene sulla Terra, può darvelo solo il regno spirituale.

Se non volete credere alla voce di un profeta, date retta, finalmente, alla voce che proviene da uomini che sono molto più avanti di voi nella loro evoluzione. Noi vi consideriamo tutti come uomini che debbono evolversi, e desideriamo sostenervi ed aiutarvi; quindi accettate il nostro consiglio.

La via che ci porta fino a voi non è comune, ma essa è necessaria per capire il mistero dell’anima immortale.

Le nostre regole di sicurezza sono più che giustificate, perché abbiamo studiato a fondo la vostra mentalità ed il vostro modo di pensare. Nessuno vuole rischiare molto inutilmente, neanche noi. Nella Bibbia potete leggere che un cherubino parlò al profeta. Oggi, un cherubino vi parla di nuovo. Chi può dubitarne? Voi non volete capire che noi viaggiamo attraverso il cosmo da una stella all’altra, ma voi spendete miliardi per ottenere gli stessi risultati! Voi non volete ammettere che noi siamo in grado di fare ciò che anche voi desiderereste fare. In ogni modo per ciò che riguarda il controllo e l’uso delle forze cosmiche, abbiamo un enorme vantaggio su di voi!

Se non visitiamo la vostra Terra secondo i vostri desideri e le vostre idee, ne abbiamo le nostre buone ragioni, ma tutto ciò potrà cambiare in avvenire (1).

Noi siamo ancora occupati ad eliminare i grandi danni provocati dai vostri esperimenti atomici. La cosiddetta cintura irradiante di Van Allen, che regola la rotazione della Terra, è stata danneggiata dall’esplosione di una bomba stratosferica. Se noi non fossimo intervenuti con le nostre possibilità magnetiche, la Terra avrebbe già risentito delle deflessioni nella sua rotazione. L’umanità terrestre ha intrapreso cose che hanno sconvolto completamente i nostri programmi.

(1) Cito la pag. 3985 del Mene Tekel, del marzo 1973: “Domanda: Possono gli UFO causare delle catastrofi volando sopra la Terra? Risposta: Sì, è possibile, ma non è questa l’intenzione dei Santini (*). L’antimateria e le possibilità della gravitazione possono influenzare e persino cambiare la materia della Terra. Può anche capitare che dopo mille anni si trovino ancora delle irradiazioni provenienti dagli UFO. Tutto ciò è in relazione con la inimmaginabile velocità degli UFO, che ha delle conseguenze naturali. Il volo a bassa quota degli UFO sopra la Terra esige delle regole di sicurezza che qualche volta si rivelano insufficienti. Però i Santini non vogliono essere considerati come nemici, ed evitano di causare conseguenze inutili. Per questa ragione, per l’atterraggio cercano di solito dei posti molto solitari”. Questa sarà la ragione per cui i fratelli del Cosmo non ci vengono a parlare personalmente, cosa che fa nascere molti dubbi su questo problema. Malgrado ciò, questi messaggi sono veri, anche se il pessimismo e lo scetticismo lavorano contro di noi (N.d.C.). (*) Ashtar Sheran e suoi aiutanti provengono da una stella chiamata Metharia. Il loro nome è pertanto quello di Metharii. Tuttavia, nella loro missione sulla Terra essi hanno stabilito di assumere un appellativo che si richiamasse al carattere sacro del compito intrapreso, scegliendo il nome di Santini, che vuol dire “angeli dell’amore”.

Fonte a pagina 15-21
http://ashtarsheran.altervista.org/Appello_dal_cosmo.pdf