Rispondi a: io NON sono Charlie

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Omega
Partecipante

@abuandre said:
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C’è ancora qualcuno che dice di essere Charlie?

C’è chi è stato Charlie quando hanno deriso Muhammad, ma non è stato Charlie quando hanno deriso i morti dell’ultimo terremoto (e viceversa). Trovo questo atteggiamento osceno oltre che ipocrita. Le vignette dei professionisti della satira, o vengono accettate sempre, o mai, non solo quando ci fa comodo. Io personalmente, qualunque cosa dovessero disegnare non mi offendo perché grazie all’empatia riesco a “captare” le intenzioni pacifiche degli autori, ben sapendo che ad alcuni piace evidenziare il lato ridicolo del nostro mondo paradossale – in bilico tra la gioia della vita eterna e la dannazione in un inferno perpetuo… L’offesa in questo caso non c’entra; non c’è nessun “odio”. Io sono SEMPRE Charlie quanto alla libertà di espressione, ma non per motivi ideologici e politici come molti altri e soprattutto le banderuole di turno. Accettare quelle vignette è un atto di coraggio e segno di evoluzione spirituale, di imperturbabilità interiore, perché di solito chi fa quel mestiere non crea nulla per offendere. Quelle vignette, o le comprendi, o non le comprendi. E’ una questione del lettore, dell’individuo e della sua coscienza, non dell’editore. E se qualcuno pensa che simili vignette vengono pubblicate “appositamente” per offendere allora doveva dire chiaramente “io non sono Charlie” quando hanno “offeso” Allah (come se l’Onnipotente o chi per lui potesse offendersi per una vignetta fatta da un agnostico qualunque, sic!). Par condicio, è la chiave di lettura, non fare agli altri ciò che non desideri gli altri facciano a te. Siccome io non mi offendo, permetto ai vignettisti di disegnare chi vogliono, me stesso, il mio amato Profeta Rael, il Capo dello Stato, un dio, gli extraterrestri. Sta di fatto che i francesi (e un po’ tutto il mondo) sono usciti per le strade a manifestare con lo slogan “io sono Charlie” spesso non perché supportano la libertà di espressione (non me la danno a bere) ma per colpire un “nemico” politico e religioso o comunque considerato tale quindi continuare a bombardare i paesi Arabi.