Rispondi a: Certezza di Dio ed eternità dell’anima

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franco
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LA MORTE

Ogni persona ha una propria credenza riguardo alla morte, ci sono persone che credono che dopo la morte finiamo di vivere.

La religione cristiana ci insegna che dopo la morte, (in base al nostro comportamento), la nostra anima va all’inferno, se abbiamo commesso il peccato mortale, e quelle persone ci rimangono per tutta l’eternità, mentre chi ha commesso il peccato veniale va a finire al purgatorio, e in quel luogo ci rimangono fino che i propri peccati sono stati scontati, poi l’anima va nel regno del paradiso. mentre coloro che durante la loro vita si sono pentiti e si sono comportati bene, alla loro morte la loro anima va direttamente in paradiso.

Gli atei che non credono a Dio, sono convinti che la persona che muore finisce per sempre la propria vita.

La religione cattolica ci insegna che siamo eterni, ed andremo a finire in uno di quei luoghi che ho appena descritto.

Ma esiste anche la pura verità riguardo alla nostra morte, sia gli atei, così pure la religione cattolica non conoscono la verità.

C’è poi da dire che nessun studio si occupa ad informarci la verità di cosa succede dopo che lasciamo il nostro corpo.

Alla fine l’essere umano si fa una propria credenza personale, e succede che molte persone si convincono della scelta del loro credere riguardo alla morte, e molti si prendono paura pensando che un bel giorno dovranno morire, questa paura avviene perché loro stessi pur avendo una loro certezza di quel che succede alla morte, capita che ci sono momenti di dubbio perché notano che l’ateo non crede in Dio e non crede di vivere in eterno, e notano che la religione ha una veduta differente, allora rimangono turbati della morte, perché non sono certi al cento per cento della verità riguardo a quando si muore, dove andiamo a finire, oppure finisce tutto, rimangono con quel dubbio ed hanno paura di morire.

Ma di queste due credenze esiste la verità che la religione e l’ateo non la conoscono e non sanno la verità di quello che viene dopo la morte, i due lo vedono nel modo differente ma entrambi sbagliano.
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Ancora oggi molti cattolici credono alla dannazione eterna per chi va all’inferno, credono di un DIO che castiga l’uomo che non si pente dai peccati mortali. Quando una persona commette errori sia leggeri che gravi, (il cattolicesimo li chiama peccati veniali e peccati mortali).

Mentre tutto quello che facciamo, esistono le Leggi Divine, che funzionano in base alla CAUSA e all’EFFETTO, e sono:
chi fa del male riceverà il male, chi fa del bene otterrà il bene, è una legge perfetta, non funziona (come dicono i cattolici) la credenza del cattolico è chi sbaglia, si confessa e dopo esserne pentito risolve il male che si è fatto, se fosse così le persone sbaglieranno spesso e volentieri, “tanto c’è la confessione”, ma non è così. Se non conosciamo le verità causiamo continuamente dei danni.

Bisogna dire la verità, dire come stanno le cose, poi una volta che le persone sanno come sono le Leggi Divine, ci penseranno due volte prima di fare un’azione sbagliata, è solo per mezzo della conoscenza delle Leggi Divine che si evita il male.

La credenza della condanna nell’inferno per l’eternità è assurdo che un DIO debba condannare quelle persone che hanno peccato mortalmente ed abbiano poi a soffrire per tutta l’eternità, (eternità significa un tempo che non avrà mai fine, una sofferenza che non finisce mai, passano miliardi di anni, passano trilioni di anni ma la sofferenza è per sempre). È ASSURDO.

La verità è che i più grandi peccatori della terra dovranno subire loro stessi tutti gli errori causati, questo avviene nella reincarnazione, e con più è grande il male fatto agli altri con più reincarnazioni dovranno soffrire, fino a quando tutti i loro mali fatti siano cancellati.

Quando moriamo, il corpo lo lasciamo al proprio destino, ma la nostra coscienza è sempre presente e mai ha una fine, questa nostra coscienza dovrà sentire le emozioni o buone o cattive in base di quello che abbiamo fatto e questo dura per diversi anni, poi quando arriva il nostro giorno della prossima reincarnazione ognuno di noi si reincarna prendendosi con se un karma che si è meritato, coloro che nella vita terrena avevano causato molto male alla prossima reincarnazione, queste persone dovranno subire un karma pari a quello che egli ha fatto subire agli altri, se ha ucciso dovrà essere ucciso, se ha rubato sarà derubato, se dirigeva il popolo e ha lasciato la popolazione nel disagio e nella sofferenza, dovrà avere un karma che subirà degli stessi errori che ha causato agli altri. Praticamente i grandi peccatori che ci siano stati dovranno fare varie reincarnazioni non tanto belle fino che le loro colpe siano pagate, questa è la giustizia, ma gli sarà dato la possibilità quel giorno anche a queste persone, anche fra diecimila anni ma un giorno pure loro se cambiano vivendo senza fare del male a nessuno, anche questi potranno vivere di paradiso una volta che hanno pagato i loro errori. Stiamo certi che una persona quando paga sulla propria pelle comincia a riflettere e le cose poi cambiano, queste sono Leggi Divine, per far si che l’universo funzioni alla perfezione. Impariamo a conoscere le verità se vogliamo evitare le sofferenze, più conosciamo le verità prima si esce dalle sofferenze.
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Un ateo che non crede a Dio e non crede che noi siamo eterni, quando lascia il proprio corpo, a suo tempo se ne accorgerà che ancora vive, non più sulla terra ma si rende conto che è ancora in vita, se questi atei avessero saputo la verità, certamente si sarebbero comportati meglio durante la loro vita, (e avrebbero creduto a Dio), sapendo che quello che facciamo dobbiamo poi riprendercelo su di noi. Ogni atto che si fa al suo momento ci ritorna a noi.
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Evitiamo di avere paura della morte, chissà quante volte siamo morti, fa parte della vita, dobbiamo fare tante esperienze per poter diventare perfetti, in una sola vita non possiamo ottenere la perfezione. Una persona che su questa terra che si comporta nel modo meglio possibile, non deve temere la morte, la morte la devono temere coloro che fanno soffrire le persone, devono temere la morte perché ogni sofferenza causata agli altri la si deve poi ricevere su se stessi.

FONTE:
http://risveglio.myblog.it/wp-content/uploads/sites/245753/2016/09/La-morte.pdf