Rispondi a: Certezza di Dio ed eternità dell’anima

Home Forum TEOLOGIA Certezza di Dio ed eternità dell’anima Rispondi a: Certezza di Dio ed eternità dell’anima

#312994
franco
franco
Partecipante

ONNIPOTENTE e ONNISCIENTE

Quando siamo entrati in contatto con voi, a Fatima, inviando una astronave sul posto convenuto, nessuno capì questo fenomeno tecnico, ma fu scambiato per un fenomeno divino, come era già accaduto una volta sul Monte Sinai. Dio, però, non appare su questa Terra, né sugli altri pianeti, perché non può farlo, essendo infinito. Egli manda noi, che siamo i suoi messaggeri.

La vostra teologia sostiene che Dio è onnisciente e onnipotente.

Per mezzo di tali facoltà, Egli potrebbe rendere gli uomini ricchi o poveri e distruggere i loro nemici. Con questa fede, con queste convinzioni, milioni di persone invocano Dio per essere aiutati in questa o quella maniera.

Che errore! L’uomo si considera sulla Terra, onnipotente in tante cose! Egli combatte e uccide i suoi nemici, o si vendica dei più deboli. Egli arricchisce o lascia morire a sangue freddo il suo prossimo. Nulla avviene in maniera tale, che si possa dire: “Questo è opera di Dio”.

Questa constatazione fornisce molta acqua per i mulini degli atei. Essi ne concludono che Dio sia una figura nata dalla fantasia, di cui non bisogna aver paura, e verso la quale non si è neanche tenuti a dimostrare della considerazione. Io debbo purtroppo ammettere che in qualche modo questi hanno ragione. Però la realtà è un’altra, perché non si vive solo nella materia, ma spiritualmente in un altro mondo e poi ancora in altri mondi, ed è con questa realtà che si dovrà fare i conti; ma il giorno non è quello che l’uomo vorrebbe. L’uomo, fino a quando vive nella materia per assolvere la sua prova, non può vedere la punizione.

Questo è compito della teologia. Essa non deve occuparsi solo di Dio, ma anche della gigantesca vita di tutto l’universo. La teologia non deve falsificare il cielo e l’eternità dell’anima umana. Ciò che essa ancora ignora deve ricercarlo con tutti i suoi mezzi. Essa non deve, quindi, spaventarsi delle possibilità spirituali.

La medianità è la materia prima e la vera base per la ricerca nei piani che riguardano lo spirito. La teologia vorrebbe continuare a “cucinare senza acqua”. Questo è impossibile per ciò che concerne la religione e lo spirito.

Un comportamento innaturale porta a risultati innaturali. Per questa ragione i risultati delle Vostre ricerche nel campo della metafisica specialmente nella parapsicologia sono ambigui. Questi risultati sono o terribilmente negativi o meravigliosamente positivi. Però non devono portare a trarne delle conseguenze sbagliate.

Un comportamento naturale porterà anche a risultati naturali. Persino gli applausi che si fanno ad un artista sono innaturali. Si può dimostrare la stima per l’esecuzione anche in maniera naturale. Così sono anche le acclamazioni che si fanno a tutte le cose divine: innaturali, cioè esagerate e illogiche. Ciò è dovuto al fatto che la teologia crede che il regno spirituale sia, in confronto al regno materiale, mistico e fantastico.

A questo proposito, devo rilevare che nell’universo ogni forma di vita è completamente naturale. Anche Dio e i suoi collaboratori sono naturali. La vita spirituale appartiene all’ambiente di Dio, così come la vita su tutte le stelle del suo creato. Non vi è la minima ragione di considerare la vita dello spirito come qualche cosa di anormale, come non vi è ragione di dividere questi due regni, ritenendo normale la vita nella materia e qualche cosa di straordinario, cioè anormale, quella spirituale.

Quando muore, l’uomo non passa assolutamente ad una vita misteriosa. Egli continua semplicemente a vivere in un altro mondo, che ha altre possibilità ed altre leggi, ma mai questa vita d’oltretomba è qualche cosa di inconcepibile o d’innaturale.

Questa falsa opinione viene invece dalle grandi religioni accettata e sostenuta. Già da millenni, voi considerate i sacerdoti, i quali non sono che uomini, come individui degni di venerazione.

Noi siamo, invece, dell’opinione che in tutto l’universo non ci sia nessuno che, in rappresentanza di Dio, abbia il diritto di essere venerato per Lui. Al contrario, Cristo, che veramente rappresentava Dio, ebbe la tortura ed una morte amara.

FONTE:
http://risveglio.myblog.it/wp-content/uploads/sites/245753/2016/09/Onnipotente-e-Onnisciente.pdf