Rispondi a: Nuovo Ordine Mondiale: la nuova schiavitu delle masse

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orsoinpiedi
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Qualche anno fa William (Bill) Engdahl pubblicava una sua ricerca su come si può instaurare un nuovo governo mondiale controllando le risosrse alimentari nel mondo e con quali strumenti.Oggi Stephen Lendman riporta quella ricerca.
Ovvio che a questo c’è da aggiungere il controllo dell’energia con le indistrie petrolifere,la salute con le industrie farmaceutiche,la stessa acqua sempre più privatizzata da poche multinazionali del settore.
Buona lettura

I SEMI DELLA DISTRUZIONE

Con i finanziamenti della famiglia Rockefeller, la Rivoluzione Verde ha gettato le basi per la Rivoluzione Genetica, consentendo a una manciata di colossi agroalimentari anglo-statunitensi di acquisire il controllo delle scorte alimentari a livello mondiale.

Alimenti geneticamente manipolati: un esperimento condotto sulle masse

Nel 2003 è stato pubblicato Seeds of Destruction di Jeffrey Smith. Tale testo denuncia i pericoli derivanti dagli alimenti geneticamente manipolati o modificati (GE/GM) che la maggior parte della popolazione statunitense consuma quotidianamente, ignara dei potenziali rischi per la salute. Le iniziative volte a informare il pubblico sono state invalidate, mentre le conoscenze scientifiche degne di attendibilità sono state occultate.
Prendete in considerazione quanto è accaduto ad Arpád Pusztai, principale esperto mondiale di modificazione genetica di piante e lectine, di stanza a Londra. Pusztai è stato diffamato e licenziato dal suo incarico di ricercatore presso lo Scotland’s Rowett Research Institute per aver pubblicato dati, non congeniali all’industria, che gli erano stati commissionati in merito alla sicurezza degli alimenti GM. Il suo studio della Rowett Research era il primo studio indipendente mai condotto su tale soggetto; i risultati sono stati sconcertanti e presentano implicazioni per gli esseri umani che consumano alimenti geneticamente manipolati/modificati.
Pusztai ha riscontrato che ratti alimentati con patate GM presentavano fegato, cuore, testicoli e cervello di minori dimensioni, nonché un sistema immunitario compromesso; manifestavano modifiche strutturali dei globuli bianchi, il che, rispetto ad altri ratti alimentati con cibo non GM, li rendeva maggiormente vulnerabili a infezioni e malattie. La situazione peggiorò ulteriormente. Si presentarono danni al timo e alla milza, nonché tessuti ingrossati, compresi pancreas e intestino. Vi sono stati casi di atrofia del fegato, nonché una rilevante proliferazione delle cellule dello stomaco e dell’intestino, potenziale indice di maggiore rischio futuro di cancro. Analogamente allarmante il fatto che tutto questo è accaduto dopo soli 10 giorni di test e che le modifiche persistevano dopo 110 giorni – l’equivalente umano di 10 anni.

Attualmente gli alimenti GM ‘impregnano’ il nostro regime alimentare, in particolar modo negli USA, e sono contenuti in oltre l’80 cento di tutti gli alimenti trattati in vendita nei supermercati.
Fra i vari alimenti GM si annoverano cereali quali riso, mais e frumento; legumi quali fagioli di soia (nonché una serie di prodotti da essa derivati); oli vegetali; bevande analcoliche; salse per insalate; ortaggi e frutta; prodotti caseari e uova; carni e altri prodotti animali; persino omogeneizzati per bimbi. Inoltre, in alcuni alimenti lavorati (quali salsa di pomodoro, gelati e burro di arachidi) vi è un’ampia gamma di additivi e ingredienti occulti, non segnalati ai consumatori poiché tale etichettatura è vietata – nondimeno quanti più alimenti di questo tipo consumiamo, tanto maggiori sono i rischi per la nostra salute.
Al giorno d’oggi siamo tutti ratti da laboratorio coinvolti in un esperimento su larga scala condotto su esseri umani, privo di controlli e di regolamentazione, i cui risultati sono tuttora ignoti. I rischi derivanti sono smisurati e per scoprirli occorreranno molti anni. Una volta introdotte sementi GM in un ambiente, il genio della lampada è libero per sempre.
Comunque, nonostante gli enormi rischi, Washington e un numero sempre crescente di governi in alcune zone di Regno Unito, Europa, Asia, America Latina e Africa attualmente permettono che questi prodotti vengano coltivati sul proprio territorio o importati; vengono prodotti e venduti ai consumatori poiché colossi agroalimentari quali Monsanto, DuPont, Dow AgriSciences e Cargill hanno un’enorme influenza in tal senso e dispongono di un potente partner che li appoggia – il governo statunitense e le sue agenzie, fra cui il Dipartimento di Stato e il Dipartimento dell’Agricoltura, la Food and Drug Administration (FDA-Ente statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico, ndt), l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA) e persino il settore della difesa. Anche gli aspetti commerciali dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) relativi ai regolamenti sui diritti di proprietà intellettuale (TRIPS) vanno a sostegno dei suddetti colossi, nonché regolamenti del WTO favorevoli all’industria del settore, come quello del 7 febbraio 2006.

Il WTO ha appoggiato una contestazione degli USA contro le politiche europee di regolamentazione inerenti agli OGM (organismi geneticamente modificati), nonostante la forte contrarietà dei consumatori europei ai suddetti alimenti e ingredienti; ha inoltre violato il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza, che dovrebbe consentire alle varie nazioni di regolamentare tali prodotti nel pubblico interesse – ma questo non avviene in quanto i regolamenti del WTO lo hanno sabotato.
Comunque sia, l’attivismo anti-OGM è vivo e vegeto, i consumatori hanno ancora voce in capitolo e nel mondo, Stati Uniti compresi, esistono centinaia di aree libere da OGM. Tutto questo, e molto altro, è necessario per tener testa ai colossi agroalimentari che sinora sono andati per la propria strada.
segue …http://nexusedizioni.it/it/CT/i-semi-della-distruzione-5533

e parte due…http://nexusedizioni.it/it/CT/i-semi-della-distruzione-parte-2-5537