Rispondi a: Progetto nuovo paradigma

Home Forum MISTERI Progetto nuovo paradigma Rispondi a: Progetto nuovo paradigma

#3200

deg
Partecipante

Intervista a Wayne Dyer

02 Febbraio 2010 * Intervista di Steve Ferrel

DR. WAYNE DYER
(Steve Ferrell) [color=#000099]D: Per quale motivo secondo te siamo su questa Terra?[/color]

DR. WAYNE DYER: Siamo qui con uno scopo. Veniamo in questo mondo sapendo quale è questo scopo, ma poi lo dimentichiamo, così come tendiamo a dimenticare i nostri sogni. Veniamo come esseri spirituali e siamo qui come esseri fisici, ma in realtà rimaniamo sempre degli esseri spirituali che stanno avendo un’esperienza umana.
Mentre siamo qui in un corpo fisico il nostro scopo è di raggiungere un livello superiore. Non che sia così facile. Non si tratta certo di prendere un ascensore e di andare da un livello A a un livello B. Per salire da un livello all’altro dobbiamo produrre molta energia e questa energia non si produce solamente meditando o imparando a conoscere Dio.

Il modo per generare energia consiste in primo luogo nel capire che siamo molto di più di un corpo fisico. Abbiamo un corpo fisico che è fatto di energia e allo stesso tempo abbiamo un corpo energetico che ci accompagna sempre. Questo corpo energetico è una sorta di nostro doppio e ci avvolge intorno a quello che viene chiamato da Konstinata “il punto di assemblaggio dell’energia”. Questo punto di assemblaggio si trova a circa 50 cm da noi: in base a dove si trova questo punto noi abbiamo una certa percezione della realtà. Per poter raggiungere un livello superiore dobbiamo letteralmente spostare questo punto di assemblaggio: è come spostare il nostro doppio. So che suona piuttosto strano, ma è un punto molto importante: ne parla anche la Kabala. Per poterci spostare da un livello più basso a uno più alto e per generare sufficiente energia, è necessaria una caduta. La Kabala dice che solo quando l’Anima tocca il fondo può darsi la spinta per raggiungere un livello più alto. Ora le cadute della nostra vita sono prodotte dal nostro Io Superiore. Non sono un prodotto dell’ego. In realtà, l’ego è terrorizzato dall’idea di una caduta, perché è in questa fase che noi troviamo Dio. Si diventa più spirituali, più gentile, più premurosi. Una caduta può essere rappresentata da molte cose: una rottura amorosa, un incidente, un trauma di qualche tipo. Ciò che dobbiamo sapere, non credere, ma sapere è che proprio nel momento della caduta che noi stiamo generando l’energia necessaria per raggiungere un livello superiore. Invece di mettere energia nei nostri pensieri negativi, dovremmo essere grati dell’opportunità che ci viene data di diventare individui migliori e di raggiungere un livello più elevato. Se abbiamo questa consapevolezza, possiamo interpretare le nostre cadute con una nuova saggezza. E’ per questo che i monaci e gli esseri illuminati conducono vite così austere e rinunciano a tutto. Nell’attimo in cui lasciamo andare i nostri attaccamenti, e intendo dire lasciarli davvero andare, ci stiamo dando la spinta verso l’alto. Quando raggiungiamo questo livello, Dio si prenderà cura dei dettagli. Dobbiamo capire che non siamo soli e questo fa parte di un piano. Quando raggiungiamo livelli più alti, non siamo più attaccati ai risultati. Una Coscienza Illuminata è proprio questo: distaccarsi dal risultato. Quando ci troviamo in uno stato di coscienza superiore, amiamo senza chiedere nulla in cambio. Il nostro ego è quella parte di noi che crede di essere separato dagli altri e quindi importante, in competizione con, meglio di, più bello di e tutto questo genere di cose. Il nostro Io Superiore sa che non c’è separazione. Non esiste. Quando si arriva a questo punto, si è così liberi da sentirsi pieni di gioia. E quando siamo pieni di gioia e non più attaccati al risultato di come una certa cosa dovrebbe andare a finire, l’ironia è che ciò che desideriamo si manifesta. Si tratta davvero solo di entrare in contatto con il nostro Io Superiore e di lasciargli il permesso di governare la nostra vita invece di lasciarlo fare al nostro ego. Una volta che riusciamo a fare questo, siamo davvero liberi. Nei nostri sogni noi non siamo attaccati a niente e creiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro sogno. In questo sogno più grande noi facciamo la stessa cosa. Il problema è che in questo sogno noi abbiamo un ego e quindi dei dubbi, mentre nei nostri sogni questo non avviene. Nell’altro sogno noi manifestiamo attraverso il potere dell’intenzione tutto ciò di cui abbiamo bisogno. In altre parole, se stanotte sognassi un cactus e volessi vederlo più da vicino, non mi alzerei per andarlo a vedere, lo porterei semplicemente più vicino. Se riusciamo a trasportare questa consapevolezza nello stato di veglia, possiamo fare lo stesso con la nostra realtà. Possiamo portare a noi qualunque cosa di cui abbiamo bisogno semplicemente attraverso il potere dell’intenzione.

[color=#000099]D: Sembri aver raggiunto un livello molto alto per quel che riguarda le tue tecniche per migliorare la qualità della vita…[/color]
DR. DYER: In un certo senso sì e in un altro no. Le mie cadute sono differenti dalle tue. Ho dovuto attraversare queste cadute per trovarmi dove sono ora. Ho avuto problemi di dipendenza, ho avuto divorzi, ho vissuto in orfanotrofi. Quindi le mie cadute sono mie e le tue, tue e le mie non sono più dolorose delle tue o viceversa. E’ il nostro ego che cerca di convincerci che qualcuno si trova in un livello più alto di un altro. Siamo tutti uguali. Io sono parte della stessa intelligenza divina a cui appartieni tu. Il nostro ego vorrebbe farci credere che qualcuno di noi è spiritualmente superiore agli altri, ma in definitiva noi siamo tutti uguali.

[color=#000099]D: Però tu sembri avere accesso a questa forza più facilmente di altre persone…[/color]
DR. DYER: Sì, però non riesco mai a trovare le mie chiavi o ad aggiustare il mio radiatore se la macchina mi si rompe! E se la macchina ti si ferma in un quartiere malfamato è molto utile saper aggiustare un radiatore. Tutti abbiamo un proposito divino. Un senzatetto che troviamo per strada può aver deciso di aiutare le persone a diventare più compassionevoli. Siamo qui per questo. Nella dimensione in cui si trovava prima di venire qui, quel senzatetto può aver deciso: “Sì, starò senza una casa, non avrò nulla e quando qualcuno mi passerà accanto e avrà un po’ più di compassione nel suo cuore, per me sarà abbastanza, avrò realizzato il mio scopo”. Se riusciamo a capire il concetto di eternità, che non c’è nessun inizio e nessuna fine, se riusciamo ad afferrarlo possiamo essere qualunque cosa.

[color=#000099]D: Posso chiederti quale è il tuo credo religioso?[/color]
DR. DYER: Il mio credo è che una verità è tale fino a che non viene organizzata, poi diventa una bugia. Io non credo che Gesù insegnasse il Cristianesimo, Gesù insegnava la gentilezza, l’amore, la premura e la pace. Quel che io dico alla gente è: non essere Cristiano, sii simile a Cristo. Non essere Buddista, sii simile al Budda. Non appena entri nei credo ortodossi, entri nei giochi di potere, nel giusto e nello sbagliato, qualcuno va in paradiso e qualcun altro no, il mio Dio è migliore del tuo. Nessun maestro spirituale che ha camminato in mezzo a noi ha mai voluto una cosa del genere. Immaginare Gesù, Budda, Maometto tutti seduti a un tavolo che cercano di risolvere i problemi del mondo decidendo chi ha ragione e chi ha torto non funziona. Tutti loro erano per l’amore, per l’amore incondizionato verso tutto e tutti. Questo è il mio credo spirituale.

[color=#000099]D: Deve essere meraviglioso per te sentire di aver toccato il cuore di così tante persone.[/color]
DR. DYER: Sì è una bella sensazione, ma io non mi prendo alcun merito. Vedi, il motivo per cui non mi prendo il merito è che ci sono persone che pur avendo letto i miei libri non hanno la vita che vorrebbero e io non voglio prendermene la colpa. Se ti vuoi prendere il merito è meglio che ti prepari a prenderti anche la colpa.

[color=#000099]D: Ma tu hai piantato dei semi là fuori. Gli altri hanno la responsabilità di innaffiare quei semi e di permettergli di crescere. Tu hai fatto qualcosa di meraviglioso.[/color]
DR. DYER: Lo faccio perché ho bisogno di scrivere, di uscire e di parlare. Voglio dire, di certo non ho bisogno di guadagnare più soldi e non ho bisogno di avere più attenzioni o onoreficienze. Lo faccio perché ho un profondo e bruciante desiderio che mi inspira da dentro e che poi è il mio scopo in questa vita.

[color=#000099]D: Da che cosa hai tratto maggiore inspirazione nella tua vita?[/color]
DR. DYER: Non ho mai tratto inspirazione da persone fuori. Posso citare una serie di libri che ho letto e che hanno avuto una grande influenza su di me come Abraham Maslow, Albert Ellis, il Bhagavad-Gita, il Nuovo Testamento, un Corso in Miracoli, la Kabbalah e la poesia di William Blake. Ma ciò da cui traggo maggiore inspirazione è qualcosa che mi brucia dentro, una candela interiore che non si spegne mai. Io sono una sorta di osservatore di tutto questo, esattamente come lo sei tu. Noi pensiamo di essere i partecipanti e di fare delle scelte, ma ciò che davvero siamo è dei testimoni. Io e te siamo seduti qui adesso, ma c’è una parte di noi che sta guardando tutto questo mentre questo avviene. All’improvviso diventi il testimone della vita, piuttosto che colui che stai guardando: in altre parole, chi sono qui con te ora non è la persona che sta seduta qui con te ma la persona che sta guardando tutto questo accadere. Io non sono ciò che vedo, sono colui che vede, sono il testimone. E’ questo ciò che mi inspira, la capacità di essere un testimone. E’ questo Dio, ciò che io penso Dio sia. Dio è un testimone compassionevole, è quella presenza amorevole che è sempre con te e che non ha forma. La parte di me che guarda non invecchia mai, è eterna. E’ vedere questo corpo mentre fa le sue esperienze. Il tuo corpo è sul sentiero e, come un albero, contiene la sua essenza già nel seme. La tua essenza era già nel seme che è stato piantato nell’attimo in cui sei stato concepito; tuttavia il testimone è sempre stato lì.

[color=#000099]D: Quali sono le più grandi prove che hai dovuto affrontare?[/color]
DR. DYER: Sono stato sposato tre volte, ogni volta per circa 10 anni. Attraversare un divorzio è una grande prova, soprattutto quando hai dei figli. Ora ho una vita meravigliosa, una famiglia meravigliosa.

[color=#000099]D: Quale è la tua formula per il successo?[/color]
DR. DYER: La formula per il fallimento è cercare di compiacere tutti in tutto ciò che fai. Quindi la formula per il successo deve essere l’opposta, ovvero non farsi consumare da ciò che gli altri pensano e ascoltare piuttosto la tua voce interiore. Quella voce interiore del tuo Io Superiore che vuole che tu sia in pace e che vuole farti sentire l’amore, la compassione etc. Ascoltare quella voce interiore di Dio che è sempre con te.
http://www.stampalibera.com/?p=22043