Rispondi a: i due soli

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#32259
NEGUE72
NEGUE72
Partecipante

[quote1297269530=Richard]
[quote1297264305=giusparsifal]
Domanda stupida, se collassa ora, non dovremmo vedere i due soli fra 1.300 anni?
[/quote1297264305]

giusta domanda..
in effetti noi vedremmo il collasso già avvenuto..
però chissà..

spazio in cielo: le distanze sono calcolate credendo al principio copernicano valido solo se lo spazio è vuoto, omogeneo e isotropo. Lo spazio è pieno, disomogeneo e dipendente dalla direzione. Le distanze astronomiche possono essere tutte false.
http://www.giulianaconforto.it/Italiano/articoli/inganni_spirituali.htm

Fotografia in frequenze ottiche della Galassia M51 e della sua compagna
NGC 5195. È a 20 milioni di anni luce dalla Terra, si dice. Come
si misurano le distanze? Non si misurano, si calcolano con metodi diversi,
ma tutti basati sullo scenario classico proposto da Newton: uno
spazio in tre dimensioni e, per il tempo, un’unica freccia che corre con
un ritmo immutabile in un solo verso, da miliardi di anni.
http://www.giulianaconforto.it/Italiano/BabySun_Preludio.pdf
[/quote1297269530]

Anche io credo che sia già avenuta.
le stelle le studiamo du quello che ci appaiono non per quello che sono.
E ci appaiono come erano migliaia di anni fa.

Per quanto riguarda le distanze nell'universo e la sua forma trovo interesante questo (Rich sono curioso di sapere cosa ne pensi…):
http://www.stazioneceleste.it/kryon/24K.htm

Prima di entrare nel puzzle della reale forma dell’Universo, ho un’altra previsione. Per potervela dare, però, devo gettare delle basi. Intendo qui intavolare una conversazione schietta. Vi dirò uno dei postulati del vostro pensiero scientifico moderno: la velocità della luce è un valore assoluto e tutto, in termini di velocità, viene misurato rispetto ad essa, poiché è la cosa più veloce che voi potete vedere e misurare. E’ diventato un valore di misura nell’astronomia ed uno standard di misurazione. L’idea che il “tempo” sia variabile (e lo è) dipende pure dalla velocità con cui viaggiate. Tutto questo è diventato la vostra realtà usando questo numero magico: la velocità della luce. Tenete gli occhi aperti: succederà. Sta per arrivare il tempo in cui si riconoscerà che anche la velocità della luce è variabile! La realtà è, infatti, che essa è diversa nell’Universo ovunque, a secondo delle caratteristiche d’interdimensionalità del punto in cui viene misurata. Ci sono molte velocità della luce ed essa dipende da dove vi trovate e da cosa state osservando.
Ora, questa affermazione è parecchio stridente con quasi tutto ciò che avete imparato, e con quasi tutto quello che è stato dato quale principio di come funzionano le cose. Così l’idea non vi verrà facilmente o in modo immediato. Ma deve venire. Manderà all’aria anche tutte le misurazioni delle distanze astronomiche, è questione di tempo. Cercatela, sta proprio dietro l’angolo. Alcuni cominceranno ad affermare che la velocità della luce deve essere variabile per come vedrete in modo nuovo le cose.
Quando gli occhi dei vostri astronomi miglioreranno (riferendosi alle strumentazioni), sarà allora che dovrete cambiare le ragioni sottostanti ciò che vedete. Cercate i principi delle aree multidimensionali nello spazio ed anche i postulati della luce che cambia la sua velocità da un luogo all’altro, secondo la formula di realtà circoscritte, specialmente riguardo la struttura temporale. Questo comincerà a spiegare anche perchè non c’è stato nessun “big bang” ma, invece, un “grande dispiegamento”. Vi chiedo nuovamente: quando delle cose invisibili diventano visibili, significa che prima di essere viste non esistevano? Pensateci.

La forma dell’Universo, nella vostra dimensione, assomiglia ad un toroide. Ora, per chi di voi non sa cos’è un toroide, è una forma che assomiglia alla camera d’aria di un pneumatico o ad una ciambella. All’interno di una forma toroidale 4D, ci sono relazioni matematiche specifiche. Queste relazioni hanno a che fare con l’efficienza e la distanza, e siete anche sul punto di trovarle (relazioni e forme toroidali) nel vostro DNA. Questo solo per dire che in natura il macro è simile al micro, quando li si osservano. Non è una coincidenza. Vi sollecitiamo a studiare il perchè.

Prendete il toroide cha abbiamo creato nella nostra metafora e visualizzatelo. Ora, modificate l’immagine da tubo metallico ad uno di soffice tessuto. Ora il toroide è flessibile. Prendete delle forbici e tagliatelo dove volete. Tiratelo come fosse un tubo, una calza tubolare. Fatelo grande abbastanza da poterci mettere dentro la mano. Fatela scorrere attraverso il tubo ed afferrate l’estremità opposta e tirate attraverso. Visualizzatevi fare questo molte volte da ogni estremità finché, invece di un tubo/calza tubolare, ora lo avete collassato fino ad essere una frazione della sua grandezza e forma originale, avendolo passato più e più volte da un’estremità all’altra. Quando avete terminato di far questo, unite abilmente le estremità di nuovo. Potete farcela. Non è difficile. Potete avvolgere un’estremità e collegarla a quella interna. Domanda: è ancora un toroide? Risposta: sì. La forma è la forma, ed è stata solamente modificata nelle tre dimensioni. Ed anche, contiene ancora la “magia” del toroide, solo che ora è collassato.